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@ladymoonvamp
“Io penso troppo, ingigantisco ogni cosa e complico quello che è semplice senza farlo apposta, io penso troppo, inizio e non so smettere e i miei pensieri non sono quasi mai cose belle, sono disastri, battaglie perse, sorrisi persi, occhi persi e profumi che non trovo più, sono cose che non dico. I miei pensieri sono cattivi e non mi fanno dormire la notte e dovrei smetterla di pensare sempre, se no mi finisce il tempo per vivere. Io penso troppo, le paranoie non mi lasciano in pace, penso così tanto che a un certo punto mi sembra di non avere più niente, mi sento sola solamente e arrivo a un punto che non mi so risolvere e che non so risolvere niente, e il mio problema è che quando penso non mi controllo, è come una tortura a cui non so dare un termine e più penso e più le cose diventano terribili e più penso e più trasformo la magia in realtà, una sensazione in una possibilità di rimanere ferita, un’emozione in instabilità. Io penso troppo, ho la mente di cristallo e se ci entra un pensiero dentro mi si frantuma tutto quello che avevo di bello e quando inizio a pensare poi entro in un circolo vizioso di cose da temere e senza soluzione e non so se farlo o no, quel gesto che voglio fare, e non so se dirla o no, quella frase che voglio dire, ed è questo che mi frega: sono una Ferrari parcheggiata perché penso troppo e quando inizio a pensare poi non faccio più niente. Io penso troppo e dovrei iniziare a vivere e basta, a vivere senza pensare.”
— Marzia Sicignano
quando nessuno ti ascolta poi la voglia di parlare ti passa.
ma immagina, avere qualcuno che abbia paura, per una volta, di perdere te
e immagina, avere qualcuno da rassicurare, con baci sulle palpebre, ad occhi chiusi, che non sei come tutti, tu che non sai dire addio, che agli addii hai sempre detto ciao
Se vuoi qualcosa di facile allora lascia perdere io sono impegnativa e non so rispondere alle domande della vita sono poco concreta e combatto solo quando ne vale la pena per il resto del tempo mi piace dormire fino a mezzogiorno e non curarmi troppo degli altri e cullarmi nei miei sbagli. Se vuoi qualcosa di semplice, allora lascia perdere io sono complicata come un problema da risolvere di quelli che ti prendono quand'è notte e la soluzione ti viene in mente solo la mattina però poi t'addormenti e te la scordi così sono io: arrivi sempre troppo presto o troppo tardi, sono imprecisa e mi scordo un po’ tutto perciò devi ricordarmi di continuo che mi vuoi bene e che così come sono vado bene perciò devi ripetermi senza mai smettere che non te ne andrai, anche quando tutto sembra essere perfetto perché sono come il mare che da calmo diventa agitatissimo in un momento quasi pure violento, sono paranoica e lascio che i miei pensieri mi consumino totalmente fino a diventare anch'io solo un pensiero che penso, niente di vero. Se cerchi qualcuno che sia facile da gestire che non abbia per la testa niente di particolare, allora lascia perdere: io metto i brividi per quanto tanto, quando mi emoziono, so tremare perché in passato ho visto tante cose che m'hanno fatto male e se mi metti una mano sul cuore quando ti avvicini pensi davvero che ci sia il rischio che potrei morire da un momento all'altro perché i miei battiti vanno all'eccesso oppure a rilento quando ti incontro, e non ho autocontrollo mi incazzo spesso sono arrogante se mi devo difendere presuntuosa se mi inizi ad offendere e non riesco a lasciare andare, gli addii mi incasinano il cuore. Se cerchi qualcosa di semplice, allora lascia perdere io sono la cosa più distante da qualcosa di semplice perché per capirmi devi entrarmi nella mente e solo io posso decidere se puoi riuscirci, ma se cerchi il rischio, qualcosa di profondo qualcosa che ti incasini un po’ tutto però che sappia rendere più speciale quel caos che hai dentro qualcosa che ti faccia sentire spacciato e poi salvo qualcosa per cui lottare ma che significhi tutto quanto allora d'accordo, potremmo andare d'accordo.
-Marzia Sicignano
Mi è capitato spesso, in passato di perdonare persone che non lo meritavano solo perché le volevo ancora nella mia vita, solo perché vederle andar via faceva più male che farle restare. Oggi non è più così. Oggi ho la consapevolezza che per quanto uno ci provi, a volte è meglio mollare la presa, per noi stessi, per il nostro benessere. E per quanto all'inizio possa fare male, poi andrà decisamente meglio perché qualcuno mi ha insegnato che “di presenze assenti è meglio liberarsene che elemosinare attenzioni.’ Noi non dobbiamo elemosinare proprio niente, il bene arriva quando c'è e non deve essere forzato, non deve far male, non deve spezzarci le ossa perchè in quel caso danneggiamo solo la nostra persona, pensando di non essere abbastanza, pensando che la colpa sia solo nostra quando poi non è così o almeno non sempre. Volersi bene non è un dovere, volersi bene non implica il vedersi o sentirsi tutti i giorni, il bene vero sta negli sguardi d'intesa, negli abbracci, nel riuscire a conciliare mille impegni pur di vedersi per un'ora o anche meno. Il bene, quello vero è condiviso, è leggerezza dell'anima, è sapere di esserci per l'altra persona sempre e comunque, in qualsiasi circostanza.
Tienidurosoldatessa. (via tienidurosoldatessa)
E non sai cosa darei solo per augurarti buon Natale, con un grande abbraccio, un'altra volta ancora.
Il problema del mondo è che le persone intelligenti sono piene di dubbi, mentre quelle stupide sono piene di sicurezza.
Charles Bukowski (via thehummingbirdstoryofficial)
La tristezza è causata dall'intelligenza. Più comprendi certe cose e più vorresti non comprenderle.
C. Bukowski (via almenolafelicita)
Ma ti prego non fare un altro passo non dire una parola non rovinare tutto questo non trasformarlo - le trasformazioni mi fanno paura - e sarebbe più semplice dirti “non sono ancora pronta” “penso ancora a lui” (mentirei) e allora sto in silenzio mentre dentro di me tutto urla mentre dentro di me tutto crolla e penso a quella volta in cui mi hanno chiesto se si potesse amare senza amarsi ed io, ingenua, risposi di si eppure
eppure non amo il mio riflesso la mia ombra il mio contorno non amo la curva dei fianchi il modo in cui cammino c'è un'intera vita che devo ancora amare e come posso amare te e poi ci sono gli occhi (gli occhi di chi non ride mai, tachicardia, mistero) come pugnalate al cuore riflessi di ghiaccio
mi dispiace mi dispiace davvero ma devo andare non posso restare non mi toccare
come posso, senza ferirti?
Ho sempre visto quello che gli altri non vedevano; e quello che vedevano loro io non lo vedevo.
Salvator Dalì. (via theprovocationofwoodstock)
🌙
(via philosophja)
Non sono capace di dimenticare presto, come dovrei, le follie ed i vizi degli altri, e nemmeno le offese fatte a me stesso. I miei sentimenti non ubbidiscono ad ogni tentativo di suscitarli. Ho un carattere che si potrebbe definire risentito. E la mia stima, una volta persa, è persa per sempre.
Jane Austen, Orgoglio e Pregiudizio (via doppisensi)
Ad un certo punto bisogna saper andar via. Io sono il tipo che vuol sempre restare fino all’ultimo, fino a che la festa non è finita, finché c’è vita c’è speranza, fino a che non mi dici chiaramente che è ora di andare. Invece dovrei imparare a sparire, a un certo punto, perché tanto alle persone piace sentire la mancanza di qualcuno, più della sua presenza. Fanno così: dicono che vorrebbero qualcuno che non se ne vada mai, poi lo trovano e sai a chi pensano? A chi non c’è.
C. Bukowski (via phederico)
Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura. Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere. Sono educato. Faccio segno di si. Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno. Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l'anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali. Non importa… Il mio cervello si chiude. Ascolto. Rispondo. E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono…
Charles Bukowski (via illusionedimestesso)