Il team de ‘La Forchetta nella Valigia’ (cioè io e Mao), si è recato a EXPO 2015 lunedì 12 ottobre intorno alle 14 (prendendo ovviamente un giorno di ferie) per cercare di evitare un pò di ressa e vedere più padiglioni possibili: iniziamo bene, infatti passiamo subito dai tornelli e in un minuto siamo all’interno del sito, finalmente ci siamo anche noi!
Non serve che spieghi cos’è expo perchè ormai si è già detto tutto, mi limiterò a raccontarvi la nostra esperienza, partiamo!
Non appena si accede, ci si rende subito conto della grandezza dell’area e ci si trova un pò spaesati (guardandoci nelle palle degli occhi ci domandiamo: e adesso dove andiamo?): per fortuna ci appaiono delle gentili signorine che ci forniscono una piantina, qualche minuto per orientarsi e poi via verso il decumano (la via principale su cui si affacciano i principali padiglioni) per iniziare il nostro piccolo giro del mondo.
Si parte con l’Irlanda, padiglione in cui non c’è coda, piccolo e carino: presentano le loro coltivazioni e i loro allevamenti. Passiamo poi in Nepal attratti dall’architettura del padiglione, 1 ora di coda per entrare in una pagoda e girare intorno ad un Buddha color oro, bello ma non capisco la connessione col tema. Saltiamo in Brasile: per la camminata sulla famose rete ci sono 2 ore di attesa, per noi sono troppe quindi decidiamo di passare direttamente alla Green Gallery (la zona sotto la rete) in cui sono presenti ortaggi, piante, fiori e frutti tipici di questa nazione (se avete tempo e soprattutto pazienza forse un giro sulla rete merita di essere fatto). Camminiamo a questo punto verso i cluster (i padiglioni più piccoli come ad esempio Sudan, Guatemala, Afghanistan) in cui non c’è fila e si gira agilmente: alcuni sono molto carini e riproducono la loro coltivazione tipica, espongono i loro prodotti, oppure l’attrezzo agricolo più usato da quel paese, potrete inoltre degustare un ottimo caffè. Dopo la visita di questi padiglioni facciamo un salto in Europa: visitiamo la Polonia, il cui padiglione è stato realizzato con cassette di legno e l’effetto che danno una volta in cima alle scale è davvero esaltante, si passa poi in un giardino con piantagioni di melo e si arriva all’interno del padiglione in cui è presente uno shop in cui acquistare prodotti polacchi; una volta fuori ci dirigiamo verso la Francia che secondo me ha realizzato davvero un bel padiglione: per accedere si passa tramite un labirinto – giardino che riproduce tre diversi tipi di coltivazione; il padiglione ricorda un tipico mercato coperto francese e al suo interno viene snodato il tema produrre e nutrire diversamente: la volta è interamente ricoperta di vegetazione, utensili da cucina e prodotti tipici francesi. Ci trasferiamo a questo punto in Austria: qui si entra e ci si ritrova immersi in un bosco in cui si intravedono delle scritte che compongono la parola brEATh, un bellissimo gioco di parole. Visitiamo poi l’Iran, gli USA e la Turchia (qui prendete i semini che la mani vi porgono e piantateli, magari nascerà qualcosa di buono).
Abbiamo fatto un salto all’ipercoop del futuro: un supermercato in cui basta toccare l’oggetto che vorremmo comprare e sullo schermo comparirà il prezzo, la provenienza e le sue caratteristiche; al centro del supermercato erano presenti dei bracci robotici che inserivano nelle scatolette delle mele: l’idea è carina ma solo se nel futuro avremo a disposizione almeno 3 o 4 ore per fare la spesa.
Siamo partiti con delle polpettine di verdure, della tempura di gamberi e un gelato soft al latte di cocco presso lo stand della Thailandia: lasciate perdere se non volete un costante bruciore di stomaco.
Approdiamo allo stand della Beretta dove per 5 euro (2,50 euro l’uno) abbiamo preso un buonissimo panino al salame piacentino e uno alla pancetta.
Eccoci davanti allo stand della Pernigotti: decidiamo di assaggiare il gelato: buono ma 3 euro per una coppetta con due palline mi sembra esagerato!
Arriviamo allo stand della Francia: qui consumiamo una croq baguette, ovvero una baguette calda con besciamella, formaggio fuso e pancetta, anche qui prezzo eccessivo (7 euro) ma davvero buono.
Facciamo un salto in Spagna per una sangria (8 euro) e una tapas (3 euro L’UNA): ottima la sangria.
Trasferiamoci in Austria, dove delle polpette di riso con ripieno di mele e la sacher con la panna fresca ci attraggono, tutto buonissimo.
Arriviamo allo stand della Magnum dove per 5 euro farciscono il magnum in base alle tue indicazioni: non vuoi fermarti? Certo, eccoci li con il nostro magnum al cioccolato fondente ricoperto di granella di nocciole e meringhe.
Come avrete capito ci siamo perfettamente immedesimati nello spirito di expo: nutrire….i foodblogger (non era così?!)
Expo mi ha positivamente colpito per una serie di motivi che vi elenco:
I padiglioni: alcuni, a livello architettonico sono davvero belli quindi anche da fuori meritano una sosta per ammirarli e una foto: certo l’intento dell’esposizione sarebbe dare una risposta concreta alla garanzia di cibo sicuro, sano e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del Pianeta e dei suoi equilibri e non l’architettura ma se i padiglioni sono belli anche esteticamente che male c’è?
Il cibo: caro ma tutto ottimo (tranne la Thailandia :D)
La manifestazione, davvero unica nel suo genere: percorrendo pochi kilometri da casa potrete fare un piccolo giro del mondo (certo voi direte che è meglio viaggiare per davvero, ma non tutti possono permetterselo quindi perchè perdere questa occasione?)
L’atmosfera: quando entri a expo e prendi confidenza con il luogo non vorresti più andartene: si respira un’aria di festa e di gioia e questo è sicuramente positivo.
Questo evento ha saputo ridare a Milano la centralità che merita sia a livello nazionale che internazionale, gli occhi del mondo sono puntati sulla città e molte persone giunte a Milano per l’esposizione hanno potuto anche visitare la nostra città scoprendo che non è solo traffico e nebbia, ma soprattutto un mix tra storia, monumenti e divertimento, una città che si muove e cresce. Sono contenta poi di leggere e sentire commenti positivi su expo anche da parte di chi inizialmente era scettico (certo le premesse non erano delle migliori: qualche scandalo, le tv che ci martellano dicendo che i lavori non sono finiti…).
Manca davvero poco alla conclusione di Expo e sicuramente gli ultimi giorni saranno molto caotici ma vale davvero la pena farci un salto (non ascoltate chi dice il contrario, vi perdereste un evento unico nel suo genere), quindi il consiglio è quello di munirvi di biglietto, pazienza e dirigervi verso Rho – Fiera per iniziare il vostro personale giro del mondo.
Unica nota stonata? I genitori che hanno riesumato i passeggini dalla cantina e ci hanno piazzato su bambini ormai alle medie per saltare le code….imbarazzanti!
Che ne sarà dell’area espositiva? Spero vivamente che riescano a sfruttare l’area per qualcosa di utile alla nostra città (LO STADIO NO, GRAZIE!).
Vi lascio con le nostre foto:
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Voi ci siete stati? cosa ne pensate? Vi è piaciuto o si poteva fare di meglio?
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