I Want.
"Se la risultante delle forze esterne è pari a zero, il corpo persiste nel suo stato di confusione o di indifferenza."
Confusione. Decisamente.
Non ho ancora capito se sia vero o no quello che sento, il che non è niente di particolare per ora, solamente un po' di imbarazzo quando A. è nei paraggi, quella tentazione di continuare a girarmi, per vedere se è ancora lì, quell'ansia che mi porta a pensarci più spesso di quanto vorrei... Che poi, so che non provo niente di particolare, tuttavia continuo a chiedermi perchè faccio questi pensieri strani su di lui, o perchè tutte le azioni che ho già detto continuano ad accadere. Insomma, ci deve pur essere una ragione. Probabilmente è solo il mio cervello che non capisce più come funzionare. Che novità. La verità è che non voglio che tutto questo succeda, non voglio trovarmi convinta che mi possa interessare. E' stupido! Cioè, non A., ma questa situazione è stupida, è infantile. Ed io non voglio essere infantile o stupida. Voglio essere un'adolescente, una di quelle normali. Ma evidentemente qualcuno non vuole che questo succeda. Non mi interessa se ho dovuto crescere un po' più in fretta degli altri per capire alcune cose. Francesca dice che sono una ragazza matura. Io sono stufa di sentirmelo dire. Non voglio essere quella matura, quella che non si diverte, quella che non ha amici, quella che non crea problemi. Ho bisogno di sentirmi dire: "Sii adulta". Ho bisogno di sentirmi una ragazza di 16 anni quale sono, e voglio che qualcuno mi sgridi per le cazzate che faccio. Non voglio certo diventare una spina nel fianco per i miei genitori, o meglio, per mia madre, dato che mio padre sembra non curarsene; ma voglio comunque potermi guardare indietro, quando sarò adulta, e poter essere fiera di aver vissuto le mie esperienze. Voglio potermi guardare allo specchio ed essere contenta di avere 16 anni. Voglio, voglio, voglio. Ma che faccio per ottenerlo? Rimugino. -"L'erba voglio non cresce neanche nel giardino del Re." cit. Qualcuno di Saggio











