questa pagina l’ho creata diversi anni fa e molte cose sono cambiate.
non sono mai riuscita a raggiungere l’obbiettivo che mi ero prefissata e meno male. Il mio corpo ha combattuto, parte della mia mente ha combattuto e piano piano, tra sofferenza, odio e qualche pillola d’amore, sono riuscita a cambiare direzione.
Ho cercato aiuto. Ho iniziato a parlare di me, prima ad una psicologa e dopo anche alla mia famiglia. Ci è voluto tempo, ci è voluto impegno, ma ero determinata: volevo stare bene, questo è sicuro, volevo poter essere io la persona pronta ad accarezzarsi il viso e dirsi che era bella, che non c’era nulla di sbagliato perchè giusto e sbagliato non esistono.
è stato come andare sulle montagne russe. Un su e giù costante fra amore e dolore, fra vita e morte, annientamento e riabilitazione.
All’inizio quando sbagliavo mi punivo, mi colpevolizzavo, mi toglievo il diritto di stare al mondo. “io, fottuta fallita, cosa voglio? cosa pretendo? stare bene?! ma non scherziamo”
Costantemente sbattuta da una parte all’altra. In testa c’era la me razionale, analitica, che mi voleva magra, forte, indistruttibile e impeccabile; nella pancia, l’altra me, libera, bambina, dolce e spontanea. Non volevano andare d’accordo. Pensavo che solo una delle due potesse avere il comando, ed è qui che sbagliavo.
Con il passare del tempo ho imparato e sto imparando a farle lavorare insieme, ad apprezzarne i pregi e valorizzarne i difetti che, se compresi, possono essere caratteri vincenti, e ora, ora va meglio.
Capita ancora di aver paura di mangiare qualcosa di troppo, capita ancora di vedere una persona grassa e associarla al fallimento, ma riesco ad aprire meglio gli occhi e andare oltre questo primo giudizio. Non mi capita più di invidiare un corpo malato, troppo magro. è raro che io pensi il peggio per me.
Cinque, sei mesi fa, volevo morire, volevo rasentare il suolo, annullarmi, non esistere. Mi rende davvero orgogliosa vedermi ora, accettarmi, sopportarmi e ogni tanto anche desiderarmi.
Ciò che me l’ha permesso è stato la fiducia. Ho provato a smettere di guardarmi indietro e rimpiangere i miei passi. Ho guardato avanti, non andando oltre il termine della giornata che stavo vivendo. Ho provato a vivere il momento fidandomi di me stessa, delle mie capacità, della mia personalità. Non è stato facile, ma le cose migliori sono sempre quelle che richiedono più impegno, sforzo e fatica.