Avrebbe voluto che qualcuno lo accarezzasse, lo baciasse, piangesse su di lui, come si accarezzano e si consolano i bambini. Sapeva di essere un grave magistrato, di aver la barba grigia, e che quindi ciò era impossibile; ma pure lo avrebbe desiderato
Lev Tolstoj in “La morte di Ivan Il'ic”
"Sono belle quelle lacrime"
Parole che racchiudono affetto e rispetto per i miei sentimenti. Parole che capiscono il valore sanatorio delle lacrime, che poco spesso mi concedo.
Perché ci hanno insegnato a non piangere o a farlo solo per "buone ragioni". Sui social viene incoraggiata la spontaneità nell'espressione delle emozioni, ma la vita reale è diversa al momento.
E mi chiedo perché... piangere e sentirsi accolti dalla persona che si ha davanti è un'esperienza che scalda e unisce nella tenerezza come poche altre. Ma forse è proprio la persona davanti a noi che ci fa esitare, se non ci fidiamo di lei.
Così, per valutare una relazione, mi viene spontaneo chiedermi: piangerei davanti a te?










