“Perché sono tutti così maleducati? Eh? E maleducati ostinatamente, maleducati proprio in quei momenti in cui non si può essere maleducati, quando una persona inciclonata ha tutti i nervi scoperti, quando è vigliacco e mite. Perché è così? Oh, se tutto il mondo, se tutti, al mondo, fossero come sono io adesso, mite e pavido, e se non fossero sicuri di niente, né di sé stessi, né della serietà del proprio posto al sole, come sarebbe bello! Nessun entusiasta, nessuna impresa, nessuna mania, una generale vigliaccheria. Accetterei di vivere per l'eternità, se mi mostrassero un angolino dove non è sempre il momento di fare delle imprese.”
— Venedikt Erofeev, Mosca-Petuskì poema ferroviario, traduzione di Paolo Nori, Quodlibet Compagnia Extra, p. 38
















