A chi per studiare si è trasferito in un’altra città
A chi un genitore l’ha perso, o lo ha visto andarsene di casa
Noi siamo cresciuti d’un tratto
Siamo diventati adulti senza aver letto le istruzioni
Guidiamo la macchina, a volte bene e a volte male, anche quando non ne abbiamo voglia perché non c’è nessuno che viene a prenderci in stazione o al posto di lavoro.
Ricordiamo scadenze, tasse varie, bolli e revisioni, cerchiamo i parcheggi su maps prima di arrivare in un posto nuovo e se prendiamo un treno puoi star certo che non sbagliamo mai la fermata in cui scendere.
Telefoniamo immediatamente, che sia una visita o un’agenzia viaggi, e se ci rubano il portafoglio facciamo denuncia e recuperiamo ogni singolo documento senza scomodare qualcuno… anzi, ci pesa anche chiedere un favore.
Una volta una conoscente con il padre commercialista mi ha detto che è la vita da adulti e dobbiamo accettarlo.
Lei probabilmente non ha mai fatto la caccia al tesoro in casa per i documenti del 730. E il veterinario? La spazzatura? Il valore di quell’affitto in Borgo Po?
Da quel giorno ho riflettuto.
Sai che forse va meglio a quelli come me?
Una vita lineare forse ti assicura comodità, stabilità, un pranzo a casa dei nonni e un negozio di vestiti - di fiori, o addirittura uno studio da fisioterapista in centro - aperto con i soldi del papà.
Una vita di salita e discese forse la stabilità non la conoscerà MAI, ma almeno, posso giurarlo, noi siamo i più felici al mondo nel guardare i risultati raggiunti da soli, dopo sacrifici. E soprattutto: noi, non abbiamo mai perso un tramonto.















