Seduto ad ascoltare i rumori del temporale che continua a infuriare, mi viene in mente che anche nella mia vita si è scatenata una tempesta, e per colpa mia.
Sono uno stronzo, nessuno al mondo è più stronzo di me.
[…] Mi muovo appena, sperando di non svegliarla, e le faccio posare la testa sulle mie gambe.
Devo portarla via di qui, via dalla pioggia e dal fango, ma so cosa farà quando aprirà gli occhi.
Mi caccerà, mi dirà che non mi vuole, e non sono pronto a sentire di nuovo quelle parole.
Le merito, le merito tutte, ma questo non cambia il fatto che sono un maledetto vigliacco, e voglio godermi il silenzio finché dura.
Solo qui, in questa pace, posso fingere di essere qualcun altro.
Solo per un momento, posso fingere di essere Noah.
Be', una versione meno irritante di lui, ma se fossi lui le cose sarebbero andate diversamente.
Sarei riuscito a usare le parole e l'affetto per conquistare Tessa fin dall'inizio, invece che fare una stupida scommessa.
Sarei riuscito a farla ridere più spesso di quanto l'ho fatta piangere.
Lei si sarebbe fidata completamente di me, e io non avrei preso quella fiducia per poi ridurla in cenere e soffiarla via.
L'avrei serbata e forse ne sarei persino stato degno.
Ma io non sono Noah.
Sono Hardin.
Ed essere Hardin non significa un cazzo.
Se non avessi tutti questi problemi in testa, avrei potuto renderla felice.
Avrei potuto mostrarle la luce nella vita, come lei ha fatto per me. Invece eccola qui, spezzata e distrutta.