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I'd rather be in outer space 🛸

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@loveinsanemadness
Animals Growing Up
Cuz who wouldn’t want this on their dash
The turtle one
If this doesn’t make ur day better u are wrong and you can go
Is that tom from myspace?
this is precious
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale È ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio. Il mio dura tuttora, nè più mi occorrono Le coincidenze, le prenotazioni, Le trappole, gli scorni di chi crede Che la realtà sia quella che vede. Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio Non già perché con quattr'occhi forse si vede di più. Con te le ho scese perché sapevo che di noi due Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, Erano le tue.
E. Montale. (via l-amoremiuccide)
Sunflowers taking in the wind! 🌻
Temo proprio che questo post, in quanto a lunghezza, sarà quasi una tesi di laurea. O peggio. In ogni caso, tutto è nato quando oggi c’erano due ragazze in macchina che stavano uscendo dal parcheggio della stazione e due ragazzi in bici sono sbucati a tutta velocità dall’angolo, senza controllare nulla, senza andare sul marciapiede. Diretti, senza farsi problemi. Quindi, ovviamente, la ragazza al volante ha frenato per non investirli. E cosa fanno quei due simpaticoni? Uno se ne esce con una frase molto intelligente, davvero. “Impara a guidare.” E il suo amico, ancora più arguto dell’altro, ridendo: “Ma dai, è una donna. Cosa pretendi?” Se fossi stata la donna al volante, nel sentire certe affermazioni, li avrei stesi. Ma tralasciamo gli istinti. Per ovvie ragioni lei li ha ignorati, li ha lasciati passare e se ne è andata. Al che, una volta tornata a casa, dopo questo episodio di vita quotidiana che mi ha lasciato basita, mi sono informata sull’effettivo binomio donna al volante-pericolo costante. E, con sorpresa (ma neanche tanta) pare proprio che non abbia alcun fondamento! Il gentil sesso provoca meno incidenti. “Le donne al volante sono quasi sempre prudenti, mai competitive e raramente vengono trovate in stato di ebbrezza, avendo capito e metabolizzato l’importanza di una guida sicura. Non che l’uomo sia spericolato e guidi male a prescindere ma le statistiche degli incidenti, quelli agghiaccianti che ogni fine settimana fanno la conta delle persone che non sono tornate a casa, parlano chiaro.” Che liberazione. Mi sono tolta un peso. Mi piacerebbe trovare quei due ragazzini. “Ehm, avrei un piccolo consiglio. Evita di parlare a vanvera, di dare voce a certi pregiudizi senza alcun tipo di fondamento. È un suggerimento amichevole, credimi. Ah, un’altra cosa. Ricordati di rispettare sempre le donne. Perché tua madre è una donna e ti puliva il culo quando eri bambino. Ricordatelo e sii grato al genere femminile, eh. Addio e buona vita. Saluti, ciao ciao.” Ma ovviamente, poteva una come me fermarsi qui e dire solo “oh, le donne sono più “brave” alla guida”? Certo che no. E allora vorrei far luce su alcune cose (tante, ma ahimè, quando un argomento mi sta a cuore non riesco a non dire tutto quello che ritengo necessario!) Noi donne non siamo il sesso debole, quelle che non devono entrare nelle famose “cose da uomini”. Perché su alcune cose siamo diversi, certo, e su altre uguali. E se voi uomini avete a volte una forza fisica maggiore (“amoooore, mi apri il barattolo?” che è l’unico contesto in cui dovete effettivamente usare un po’ di forza nelle braccia), noi donne abbiamo la forza di sopportare il ciclo tutti i mesi, il parto e la menopausa. E scusate se è poco. E se voi uomini avete le palle, noi donne abbiamo le tette. Due a due, ce la giochiamo bene. Quindi niente “cose da uomini”, niente “cose da donne”. Occuparsi della famiglia, dell’educazione dei bambini, dei più deboli, non è “roba da donne”. È anche “roba da donne.” Così come la politica, l’economia, la medicina e molti altri campi non sono “cose da uomini”. Sono anche “cose da uomini”. Vi faccio qualche piccolo esempio. Ada Lovelace, matematica inglese, fu il primo programmatore informatico della storia. Anna Maria Mozzoni, pioniera del movimento femminista e del femminismo in Italia. Per la serie: donne decise e sicure ne abbiamo…? Benazir Bhutto, per due volte primo ministro del suo Paese, il Pakistan, è stata la prima donna a ricoprire una carica così importante in uno stato musulmano. E come non nominare Coco Chanel, un'icona della moda, dello stile e della classe, che ha rivisitato abiti maschili per noi donne. E chi dobbiamo ringraziare per i nostri amati pantaloni? Spesso ci dimentichiamo che fino a un po’ di tempo fa, le donne si sognavano di indossare i pantaloni che noi a volte diamo per scontati. Pensate che emozione per le prime ragazze poter indossarli, pensate poi a che emozione poter mettere i pantaloncini e scoprire le gambe! Dorothy Hodgkin, scienziata britannica, Premio Nobel per la chimica nel 1964. Eleanor Roosvelt: una donna importante nella storia americana, ma non solo; ha presieduto, tra le altre cose, la commissione che approvò la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Sempre impegnata nella salvaguardia dei diritti civili delle donne. Elena Lucrezia Corner Piscopia: la prima donna a ottenere una laurea al mondo. Come si può notare, era italiana. Emmeline Pankhurst. Con il marito ha lottato in favore dell'uguaglianza politica delle donne. Nel 1903 fondò il Women’s Social and Political Union, che puntava al voto delle donne, per questo è conosciuta come la leader delle suffragette. Gertrude Belle Elion, scienziata di fama mondiale, ricevette il Premio Nobel per la medicina, a lei si devono importanti progressi nel campo della ricerca farmacologica per la cura della leucemia. Golda Meir, la prima donna a guidare il governo del suo Paese, Israele. Marta Graham, inventando movimenti e passi unici, è considerata la madre della danza moderna. Margherita Hack, la scienziata era una vera autorità nel settore dell'astronomia. Maria Montessori, educatrice, pedagogista e medico ha inventato un nuovo metodo di insegnamento. Marie Curie oltre ad aggiudicarsi ben due Premi Nobel, ha svelato nozioni importanti sulla radioattività. Rita Levi Montalcini, neurologa italiana, tra le scienziate più famose al mondo, ha conquistato un Premio Nobel per la medicina. Malala Yousafzai, attivista pakistana impegnata per l'affermazione dei diritti civili e per il diritto all'istruzione delle donne. Olympe de Gouge, celebre drammaturga francese. Divenne molto famosa per il suo pensiero libero e rivoluzionario. Nel 1791 scrisse la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina in cui dichiarava l'uguaglianza politica e sociale tra uomo e donna. Josephine Butler è una femminista britannica che ha lottato contro la prostituzione legalizzata e soprattutto contro il controllo amministrativo e medico delle ragazze. Inoltre si è battuta perché l’Università di Cambridge aprisse più corsi alle donne, intorno al 1860. Maud Wagner, la prima tatuatrice donna. Simone Segouin, 18 anni, ha combatutto al fianco della resistenza francese durante la liberazione di Parigi. E l’elenco potrebbe allungarsi davvero parecchio. Questo è un piccolo estratto per dimostrare che forse non è il caso di rimanere nell’ignoranza. Non c’è niente che sia a portata esclusiva degli uomini. Forse invece di mettere barriere (“questo è il mio campo di studi, questo è il tuo”) basterebbe proseguire per mano e aiutarsi. Senza badare a cosa abbiamo tra le gambe. E ho quasi finito. Ma già che ci sono lo dico. Vedo alcune ragazze il cui unico pensiero è farsi belle, mostrare tette e culo e trovarsi un fidanzato. Non ho nulla contro di loro, ognuna ha i propri scopi nella vita. E magari a loro non è successo nulla di male, hanno una casa, l’amore dei genitori, hanno un futuro. Studiano, andranno all’università. E magari si chiedono “ma cosa potrebbe volere una donna dalla vita oltre a quello che ha già?” Ecco, magari a loro non serve nient’altro. Ma non rimaniamo in questa visione chiusa. Ci sono donne nel mondo a cui l’istruzione viene negata. Sono costrette a matrimoni forzati, partoriscono che sono ancora bambine. Alcune neonate vengono lasciate morire solo perché sono nate femmine. Alcune ragazze, mentre noi siamo qui a scrivere e a parlare con le amiche di quanto sia stronzo quel ragazzo che ci ha spezzato il cuore, sono obbligate a prostituirsi. Altro che libri e interrogazioni di cui tanto ci lamentiamo. Il 17% degli adulti in tutto il mondo non è in grado di leggere o scrivere, due terzi (493 milioni) dei quali sono donne, una proporzione che non è variata di molto nel corso degli ultimi 20 anni. Un esempio illuminante è quello di Hauwa Ibrahim, vincitrice del premio Sacharov 2005 e prima donna a diventare avvocato in Nigeria. Oggi Hauwa difende i diritti delle persone che altrimenti non avrebbero accesso alla giustizia a causa dell'analfabetismo. Molte di queste persone sono donne accusate di adulterio e condannate a morte secondo la legge Sharia. Quindi, nel momento in cui una ragazza mi dice “ma abbiamo già tutto nella vita, cosa vuoi ancora?” in realtà mi sta dicendo “ho avuto la fortuna di nascere in un paese in cui i miei diritti li ho qui belli e pronti, cosa mi interessa delle altre donne nel mondo?” Siamo fortunate, molto fortunate. Ma non abbiamo risolto tutti i problemi. Perché ogni giorno si sente la notizia di ragazze stuprate, di donne che subiscono violenze, anche domestiche. In Italia, sono 6 milioni 788 mila le donne che hanno subito violenza almeno una volta nel corso della propria vita. In Italia, le stime che si possono fare non sono specifiche perché moltissime donne hanno paura di denunciare i propri aggressori. E se fai del male a una donna non sei un uomo, sei un bastardo. Perché c’è una grande differenza tra una donna che dice “no” ma intende “sì” e una che dice “no” e intende “no.” La vostra fidanzata può dirvi “no” al vostro “vuoi un abbraccio?” dopo una litigata, e lo dice sorridendo, già si scioglie e si rifugia nelle vostre braccia. E allora poco da dire, quel “no” è solo per scherzare. Certo che lo vuole il vostro abbraccio. Ma una donna che piange, che ha paura, che vuole allontanarsi da un uomo che le vuole fare del male… quella donna se dice “no” è no. E non c’è da discutere. Se continui a farle del male, allora sei un pezzo di merda. Una donna del suo corpo fa quello che vuole. Gli uomini non entrino nel merito. Se una donna vuole abortire, lo fa. Non sto giustificando l’aborto in ogni situazione. Non è un gioco. Ma una donna che è incinta del suo stupratore, una donna che sa che suo figlio avrà delle malattie che gli renderanno la vita un inferno: scusatemi, queste donne io non me la sento proprio di giudicarle senza appello. No all’aborto, e perché? Con quale coraggio dici a una donna che soffre “no, non abortire, è una vita”? Ma cosa ne sai di quello che sta passando? E se toccasse a te, donna così decisa nelle tue opinioni e chiusa di mente? Dimmi, tu, dall’alto delle tue convinzioni, tu cosa faresti? Non mi interessa se ho solo 18 anni e sembro categorica su certe cose. Non mi importa se sembro troppo seria quando si parla di essere donne. È il nostro corpo. Non dobbiamo né esibirlo né nasconderlo. Ma dobbiamo rispettarlo, amarlo e non dobbiamo permettere che dei bastardi ci lascino addosso lividi e paure, ricordi dolorosi e cicatrici. Non voglio che le donne siano considerate superiori agli uomini. Voglio che siamo considerate uguali. E probabilmente passerò la mia vita a lottare. E non smetterò finché le donne non potranno camminare per strada da sole di notte senza temere uno stupro. Non smetterò perché non è giusto che in una stanza piena di donne, un uomo si senta in paradiso mentre una donna in una stanza piena di uomini sia terrorizzata.
Gli uomini fanno fatica a dire ti amo. Lo dicono solo in caso di estrema necessità, tipo quando proprio non ne possono fare a meno, sennò dicono dei surrogati. Dei derivati del ti amo. Che fanno danni come i derivati delle banche. Dite delle cose tipo: sei molto importante per me. E cosa vuol dire molto importante? Anche non pestare una cacca di cane prima di portare le scarpe al calzolaio è molto importante, ma non è mica la stessa cosa che dire ti amo.Dite cose tipo: Mi fai stare bene. Ma mi fai stare bene lascialo dire a Biagio Antonacci. Dillo al tuo medico Shiatzu quando ti schiaccia i piedi per metterti a posto la cervicale. Oppure sprecate quelle parole tipo tesoro, meraviglia, splendore…Ma splendore cosa? Guardami. Splendo? Non sono mica una plafoniera? Ma dite ti amo, pezzi di cretini! Se la prima volta vi vergognate mettete la testa nel sacchetto del pane?! Dite “ti amo” mentre vi lavate i denti? Sglrlb? Va bene anche quello. Poi al limite cambiate idea. Dire una volta ti amo non crea nè impotenza nè assuefazione. Poi il bello è che non capite nulla anche quando siamo noi a dirvi parole d’amore…Se vi diciamo cose romantiche tipo: Amore, guarda che luna…voi rispondete: Minchia l’una? Pensavo fossero le undici. Andiamo che mi è scaduto il parcheggio. Ma noi vi amiamo lo stesso. Cosi come siete….Vi amiamo anche quando…vi vantate di aver scritto il vostro nome facendo pipì sulla neve, amiamo i vostri piedi anche se sono armi di distruzione di massa, vi amiamo anche se di notte russate che ci sembra di dormire ai piedi dello Stromboli, vi amiamo anche se per trovarvi per casa basta seguire le tracce come per gli animali servatici, giacca, camicia, canotta, tutto lasciato per terra finchè sul divano non trovi un tizio con la felpa della Sampdoria che gioca alla Playstation, vi amiamo quando per fare un caffè ne spargete un quarto sul tappetino e due quarti sul gas. E poi dite che viene leggero. Vi amiamo quando avvitate la caffettiera fino allo spasimo che per aprirla dobbiamo chiamare i pompieri, e poi non chiudete i barattoli, appoggiate solo il coperchio sopra cosi appena lo prendi sbadabam cade tutto. Vi amiamo quando sparecchiate la tavola con la tecnica del discobolo, mettendo in frigo la pentola della minestra che poggia su due mandarini. Vi amiamo quando a Natale scavate il panettone con le dita, quando per farvi un caffè sporcate la cucina che neanche 10 Benedette Parodi.. e pure quando per farvi la doccia allagate il bagno e lasciate la malloppa di peli nello scarico, che sembra di stare insieme a un setter irlandese! Vi amiamo quando diciamo voglio un figlio da te e voi rispondete “Magari un cane” e noi vorremmo abbandonare VOI in autostrada non il cane. Vi amiamo quando andate a lavare la macchina e ci chiudete dentro coi finestrini aperti, vi amiamo quando fate quelle battute tipo prima di fidanzarti guarda la madre, perché la figlia diventerà cosi, Voi no. Voi spesso siete pirla fin da subito. Vi amiamo quando mettete nella lavastoviglie i coltelli di punta, che quando noi la svuotiamo ci scarnifichiamo, e quando invece di sostituire il rotolo finito della carta igienica usate il tubetto di cartone grigio come cannocchiale. E’ per amore vostro che facciamo finta di addormentarci abbracciati anche se dormire sul vostro omero ci dà un po’ la sensazione di appoggiare la mandibola su un ramo secco di castagno, e vi amiamo anche se considerate come dogma assoluto che l’arrosto della mamma è più buono di quello che facciamo noi. Il creatore non ha detto: E la suocera fece l’arrosto fatelo sempre cosi in memoria di me. Insomma, noi vi amiamo anche quando date il peggio, vi amiamo nella buona ma soprattutto nella schifosa sorte. Vi amiamo perché amiamo l’amore che è un apostrofo rosa tra le parole: E’ irrecuperabile …ma quasi quasi me lo tengo. Perché San valentino è la festa dell’amore, declinato in tutte le sue forme. L’amore delle persone che si amano. Anche delle donne che amano le donne e degli uomini che amano gli uomini. MA CHE CI INTERESSA QUELLO CHE FANNO A LETTO.. L’IMPORTANTE E’ CHE LE PERSONE SI VOGLIANO BENE, SOLO QUESTO CONTA.. Pensa che bello sarebbe vivere in un paese dove tutti i diritti fossero riconosciuti. Ma non solo i diritti dei soldi. Quelli dell’anima. Quelli che mi dicono che posso vegliare la persona che ho amato per anni in un letto d’ospedale senza nessuno che mi cacci via perché non siamo parenti. E poi vorremmo un san valentino dove nessun uomo per farci i complimenti dicesse che siamo donne con le palle. Dirci che siamo donne con le palle non è un complimento. Non le vogliamo. Abbiamo già le tette. Tra l’altro sono due e sferiche anche quelle. Vogliamo solo rispetto. In Italia in media ogni due o tre giorni un uomo uccide una donna, compagna, figlia, amante, sorella, ex. Magari in famiglia. Perché non è che la famiglia sia sempre, per forza, quel luogo magico in cui tutto è amore. La uccide perché la considera una sua proprietà. Perché non concepisce che una donna appartenga a se stessa, sia libera di vivere come vuole lei e persino di innamorarsi di un altro.. E noi che siamo ingenue spesso scambiamo tutto per amore, ma l’amore con la violenza e le botte non c’entrano un tubo. L’amore, con gli schiaffi e i pugni c’entra come la libertà con la prigione. Noi a Torino, che risentiamo della nobiltà reale, diciamo che è come passare dal risotto alla merda. Un uomo che ci mena non ci ama. Mettiamocelo in testa. Salviamolo nell’ hard disk. Vogliamo credere che ci ami? Bene. Allora ci ama MALE. Non è questo l’amore. Un uomo che ci picchia è uno stronzo. Sempre. E dobbiamo capirlo subito. Al primo schiaffo. Perché tanto arriverà anche il secondo, e poi un terzo e un quarto. L’amore rende felici e riempie il cuore, non rompe costole e non lascia lividi sulla faccia…Pensiamo mica di avere sette vite come i gatti? No. Ne abbiamo una sola. Non buttiamola via.
-Luciana Littizzetto
Che donna
IO LA AMO
minchia
Io, per esempio, TI AMO
(via Tumbling)
Senza fiato
I’m sorry… What did you say?
ॐ ALL WE REALLY NEED IS WEED ॐ
Ooooh w-w
Siamo la generazione di Skins. Siamo la generazione del sesso veloce, senz'anima, dell'amore paragonato come una sveltina, degli amici di sempre che c'hanno rubato il cuore, dell'alcol a quindici anni e del fumo ancora prima. Siamo la gene…razione di stare svegli fino al mattino, quelli che ballano fino ad avere le vesciche sui piedi, che vanno a letto tardi e si svegliano ancora più tardi. Siamo noi, siamo noi, che abbiamo paura di tutto eppure abbiamo il cuore che si chiama Riccardo, coraggioso come non mai. E mandiamo a puttane tutto, FUCK IT! A fanculo il futuro, ciò che pensa la gente, cosa vogliono mamma e papà, cosa vuole l'amore, come ci vuole il mondo. Fanculo! Siamo quelli cresciuti credendo Goku il Dio Supremo del Mondo, con iPomekom sempre nella testa, il GameBoy giallo ocra in mano, e la PlayStation, la prima, quella grigia, sempre sotto la tivù, che Crash Bandicot e Spyro non ci lasciavano proprio mai. Siamo quelli cresciuti la mattina con Heidi e le Tre Gemelline, e il pomeriggio in strada a giocare a pallone e scambiarci le figurine. E c'era l'estate con Baywatch, Xena ed Hercules, e c'era l'inverno con Bim Bum Bam. La sera, prima di andare a letto c'era Smallville e poi,nell'adolescenza, era Skins il nostro compagno di vita. Siamo noi che ogni canzone di Ligabue è un brivido, cercando di identificarci in Alba Chiara e di ripescare quella buona musica che ora proprio non c'è. Eravamo quelli del FESTIVALBAR. Cazzo, siamo noi. Che se tornate fra cent'anni ci trovate sempre qua.
Elvira Caruso. (via electraheart94)