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Forse tutta questa solitudine me la merito.
io me lo ricordo com’era Tumblr, prima. prima che diventasse un contenitore vuoto, pieno di spam, di meme riciclati e di pornografia spicciola mascherata da “contenuto estetico”. tumblr, un tempo, era un rifugio. un angolo silenzioso del web dove si poteva ancora respirare verità. non quella patinata dei social di oggi, ma una verità sporca, ruvida, intensa. era fatto di gente che scriveva col cuore a pezzi. scrittori mai pubblicati, poeti senza nome, anime piene di pensieri che non trovavano spazio altrove. si parlava di amore, di mancanze, di notti insonni. di bisogno, di attenzioni, di vuoti lasciati da qualcuno che non leggeva mai abbastanza tra le righe. tumblr era fatto per chi sentiva troppo. per chi non aveva voce nella vita reale, ma riusciva a gridare in silenzio dietro a uno schermo. c’erano frasi che ti entravano sotto pelle. confessioni. ferite. nessuno ti giudicava. nessuno cercava di impressionare. tutti cercavano solo di restare vivi, parola dopo parola. era un social per pochi. per chi aveva bisogno di sfogarsi, non di apparire. per chi condivideva un pezzo di sé, non un filtro. adesso è diventato un porcaio. un mercato dell’inutile, una sfilata di contenuti spinti, buttati lì senza un’anima. hanno sostituito le parole con immagini vuote, i pensieri con like frettolosi. è rimasto il nome, ma non lo spirito. è come guardare il fantasma di qualcosa che amavi. ma io me lo ricordo com’era Tumblr. e forse, anche se sembra morto, da qualche parte sopravvive ancora. in chi scrive, in chi non ha smesso di usare le parole come cura. in chi crede ancora che certe cose vadano dette, anche se nessuno più le ascolta.
È triste lasciare il telefono per ore sotto carica, per poi una volta toglierlo, vedere che non ti cerca nessuno...
Si vive insieme, si muore da soli.
Se morissi domani,chi si accorgerebbe del vuoto nel letto, del silenzio più fondo nei muri già muti? Chi poserebbe un fiore sul mio nome senza sapere davvero chi ero?
La vita mi passa accanto come se fossi vetro: trasparente, fragile, inutile da toccare.
Sono cresciuto tra parole come lame, mio padre un fabbro d'insulti che ha forgiato nel mio petto una gabbia fatta di colpa e assenza.
23:47
🌊 Onde e emozioni. @senzafirme ------------------------------------- Umore marea - Bresh
Sfogo
Comunque per essere buoni ci vuole un coraggio non indifferente ormai
Ci sono giorni in cui ti senti invisibile.
Come se nessuno vedesse davvero quanto fai.
Ma tu lo sai.
E questo basta, per oggi.
penso troppo
team doccia calda anche in estate
Il mio corpo oggi mi ha proprio detto “Tutto questo stress non lo reggiamo più”.
Bro fatti la tua cazzo di vita di merda e lasciami in pace ✌🏻