Isolarsi come anestesia

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@lunaticapatica
Isolarsi come anestesia
la tua voce é come sole nel bel mezzo di una giornata di pioggia,
come luce che scalda le mie lacrime, pronta a raggrupparle e farne il mare
come un bambino che sorride mentre osserva un giocattolo che non potrà mai avere
come una madre ch'osserva il figlio realizzare i propri sogni
come musica per le mie orecchie
un' ancora di salvezza
da un mondo complicato.
i tuoi occhi come le onde del mare agitato
come un fiore resistente d'inverno
come una sonata di Bach
come uno scudo che cerca di mascherare le follie umane
il razzismo e tutto il resto.
mancherai a qualcuno,
solo se non saprà come rimpiazzarti.
Questa fotografia è stata scattata in Irlanda nel 1972, e ritrae una ragazza che spara usando l'arma del suo fidanzato, caduto ferito in una battaglia contro l'esercito britannico.
L'uomo sopravvisse, trasportato in un luogo sicuro, grazie al sacrificio della sua ragazza che affrontò i soldati inglesi fino a rimanerne uccisa.
Quando il comandante del battaglione inglese scoprì di aver lottato contro una donna, ordinò ai suoi soldati di non toccarne il corpo e permise agli irlandesi di seppellirlo. Si dice che questi abbiano sentito il comandante inglese esclamare: "La regina non si preoccupa di noi come questa donna si è preoccupata per il suo uomo e la sua terra".
La foto è stata scelta come simbolo per la festa della donna in Irlanda, accanto alla frase: "Non aver paura di legarti con una donna forte. Può arrivare il giorno in cui lei sarà il tuo unico esercito."
Piero Lenoci
chi glielo spiega?
Piangimi, guardati per noia la partita
Fai presenza a scuola solo quando si va in gita
Chiuditi nel bagno e in gola mettiti due dita
Vola in comitiva e fatti dire che sei dimagrita
Parla con tua madre per una volta
Parlaci più sciolta
Chiama qualche amico che ti ascolta
Esci, buttati nel centro commerciale
Guarda quelle scarpe belle che non potrai mai comprare
Sdraiati, levati quelle alte, quelle scialle
Fallo da distratta senza neanche più slacciarle
Mangiati le unghie, mangiati le mani
Strappati i capelli mentre urli che mi ami
Pulisciti la cipria con le maniche
Poi strappare dal barista un sorriso tra le lacrime
Pensa che hai ragione e che sono io quello di ghiaccio
E prima di dormire leggi cinque volte il mio messaggio
La bellezza delle persone quando ti parlano di qualcosa che amano
“Non hai mai notato quanta tristezza c’è negli occhi di chi ride e scherza sempre?”
— ilragazzodellultimobanco
A nessuno piace una persona che sta male...a nessuno piacciono i casini...a nessuno piacciono i pianti disperati...i "ti prego non lasciarmi" detti tra i sospiri affannati di un pianto fuori controllo...quei singhiozzi che ti spezzano il torace...ti fanno bruciare i polmoni, il cuore, gli occhi...e non riesci a darti una tregua...a calmare tutto quel dolore che trabocca dal tuo corpo...sei in completa balìa di tutte quelle emozioni che tenti sempre di reprimere per non apparire debole...perché anche se chiedi aiuto non risponde nessuno...e se risponde qualcuno capita poi che ti venga rinfacciato.....e ti ritrovi da solo...sai che da solo ne puoi uscire...e ci riesci....piano piano riesci a riprendere controllo del tuo corpo...delle tue emozioni...del tuo essere...e mentre ti asciughi le lacrime e calmi il respiro...alzi la testa e vedi che attorno a te non c'è nessuno...perché anche se ti viene chiesto "come stai?" la tua risposta sarà sempre "tutto bene"...e non è orgoglio...non è essere forti ne saper stare soli...è solamente paura...paura di dover spiegare cosa ti prende...paura di risultare stupido...paura di risultare irrispettoso verso il dolore altrui...mille mila paure diverse che ti portano tutte alla stessa brillante idea di merda...ingoiare il dolore...avvelenare il tuo corpo fino a quando...non crollerai di nuovo...ed ogni crollo sarà sempre leggermente più grande ed intenso del precedente...e ti chiedi se mai finirà tutto questo...troppo spesso ho desiderato essere diverso...un ragazzo forte...in grado di poter elevare la ragazza che ha al suo fianco...renderla felice...fiera di stare con un ragazzo come me...ma ho sempre fallito...le persone che crollano non piacciono...le persone con troppe giornate no...le persone lunatiche...emotive...ipersensibili...stancano...annoiano..."ne hai sempre una non è possibile"...ed uno a uno se ne vanno tutti...e la colpa non può che essere tua...del tuo essere così...hai il terrore di stare da solo ma fai l'impossibile perché le persone si allontanino...gli urli piangendo che devono lasciarti stare...che devono andarsene e smettere di perdere tempo con te...perché quello sei...una perdita di tempo...e loro lo fanno...chi a malincuore chi meno...eppure vorrei così tanto qualcuno che continuasse a perdere il suo tempo per me...che...mi volesse nonostante il casino che sono...però non credo di meritarlo per niente...nessuno merita di stare al buio per causa mia...per cui mi limiterò solamente a regalare me stesso agli altri...perché nessuno possa mai sentirsi come mi sento io...perché ritrovarsi da soli fa schifo...non avere nessuno da cercare mentre si crolla è quanto di più disarmante possa esistere...non avere qualcuno con cui immaginare un ipotetico futuro...e non mi interessa ricevere qualcosa in cambio...solo l'idea di poter aiutare in qualche modo qualcuno mi attenua leggermente quel senso di sbagliato...quel senso di incompletezza ed inutilità che provo ogni singolo giorno della mia vita...anche se non mi aspetto che qualcuno senta il bisogno di conoscermi o di aprirsi con me...io sarò sempre pronto per aiutare chi entra in contatto con me...
Cuoreapezzi
Pensi costantemente che nessuno mai ti amerà e non ti dai pace, cerchi un appiglio per non lasciarti trascinare sul fondo dal dolore, ma i ricordi soffocano e le persone non sono certezze. Il tempo ti ha resa fredda, ti comporti da dura perché la vita è stata dura con te, semplicemente ti sei adattata, hai risposto alla sofferenza a modo tuo, rifugiandoti in qualche bottiglia, in qualche pastiglia. Tutti possono vedere le cicatrici sulle braccia, ma solo tu sai quanto ha fatto male, gli altri immaginano, tu l’hai provato sulla pelle, nella mente. Le lacrime. Sei a casa senza sentirti a casa, la sicurezza è un privilegio che non ti ha mai sfiorata. Hai solo visto il tuo viso cambiare allo specchio, diventare più spento, più incerto. Ti senti sola al fianco di chiunque, perché dentro te vive ancora quella bimba che piange incompresa nella sua cameretta. Hai ascoltato così tante urla che ora qualsiasi parola dolce appare finta. Sei triste, nel buio cammini senza meta. Ti chiedi “dove sto andando?”. Davanti a te c’è un precipizio e rischi di cascarci dentro avvolta dall’oscurità. Dicono che l’amore non salva. Allora accenderò una torcia e illuminerò quella strada, affinché tu possa vedere, fermarti, evitare di cadere. Così ti salverai da sola.
hai bisogno che qualcuno ti abbracci, ti ascolti e ti consoli, ma non sai come dirlo