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@lyseliz
E’ stato un anno strano, questo.
Le delusioni in campo affettivo, l’allontanarsi di certe amicizie, il mio allontanarmi da tutto. E’ stato un anno diverso ma non so come classificarlo. Non è stato terribile né bellissimo. E’ stato come un cielo nuvoloso, grigio. Né bianco né nero.
Il lavoro nuovo, le vacanze con persone che non credevo di riscoprire. Sono successe così tante cose, così differenti tra di loro, che classificarle non è possibile. Non è giusto.
Dovrei fare i buoni propositi per l’anno nuovo ma dubito servirebbe a qualcosa. Spenderei comunque tanti soldi nello shopping, sarei ancora testarda e di sicuro non capirò di primo impatto chi sia l’uomo perfetto per me. Quindi spererò solo che il 2017 sia pieno di vita, speranze e sogni. E che io possa condividere i momenti belli e brutti con le persone che amo.
Grazie 2016, anche se a volte sei stato un po’ stronzo ma altre molto generoso.
“Penserete avendo questo libro tra le mani cosa c’entra? Proprio in questo momento un libro, io credo che invece c’entri molto: nessuno più di un ventenne, perché questa è la vostra età ha il diritto meraviglioso di avere un libro tra le mani. Al libro in realtà ci si arriva da soli lo so, suona un po’ paternalistico il consiglio, l’indicazione “leggi”, sembra quasi come “ama veramente” “ascolta buona musica” ti senti un po’ invaso quando ricevi il consiglio ma mi sono preso questi minuti invece per invitare a guardare il libro non come una montagna inscalabile come spesso succede, si percepisce una raccolta di poesie, un romanzo, un saggio, come qualcosa di complicato da affrontare. Anzi invito a catapultarvi nelle librerie, saccheggiare libri, mettere Il naso tra le pagine, senza timore: la complessità è una delle cose più belle da affrontare nei libri. Ci sono libri terribili, orrendi, altri invece meravigliosi ma sta a voi la scelta e leggendoli si comprende la differenza. Spesso mi è capitato di pensare, da quando ho il libro tra le mani, che non sono semplici parole, ma qui dentro c’è tempo, tempo per scriverlo, tempo per assaporarlo; avete tra le mani una cosa preziosa in questo momento, non è un titolo, non è un trailer, non è un flash, tempo, qualcosa che starà con voi per un po’, che è stato costruito attraverso tempo. Mi è sembrato sempre quando leggo di moltiplicare il tempo, come se la mia vita non mi fosse mai fino in fondo bastata e leggere mi aumentava la vita. Ma non è perché ti senti più bravo o hai più nozioni, hai più possibilità di percepire le strade dell’esistenza. Umberto Eco dice una cosa anche divertente “se un uomo di 70 anni non ha mai letto e ad un certo punto e muore, muore dopo aver vissuto 70 anni, se un uomo invece ha letto muore a 5000 anni” perché leggendo è stato lì nell'esatto momento in cui Caino ha ammazzato Abele, è stato lì quando Cesare è stato pugnalato, è stato lì quando Leopardi ha fissato l’infinito. Leggere in qualche modo è avere un’immortalità al contrario, è come se ci permettesse di vedere l’intero percorso che ci ha portato qui, quindi vivi di più, sei qualcosa in più. In questi anni un po’ complicati io ho identificato la mia vita con i libri, cioè dove c’erano i libri lì sentivo casa, forse è proprio per questo che ho scelto oggi di portare questo libro che quando ero ragazzino mi piaceva tantissimo che è Dostoevskij con “Le notti bianche”, perché c’è il protagonista che ha 26 anni, e Dostoevskij non gli da un nome, si chiama il Sognatore, un ragazzo un po’ solitario che passa la vita attraversando libri e sognando un’esistenza che sente lontana ma che cerca di avvicinare attraverso le pagine. Sogna anche un amore romantico che sente irrealizzabile, però una notte succedere qualcosa, una notte bianca. Le notti bianche sono quelle prime notti d’estate in Russia del nord dove il celo non diventa mai buio e anzi è chiaro. Dostoevskij inizia proprio così, dicendo “era una notte incantevole, una di quelle notti che succedono solo se si è giovani gentile lettore, il cielo era stellato, sfavillante tanto che dopo averlo contemplato ci si chiedeva involontariamente se sotto un cielo simile potessero vivere uomini irascibili ed irosi”…prosegue con il racconto e poi asserisce: “La potenza di Dostoevskij risiede nel raccontare il sentimento, l’emozione. Qui forse è bene ricordare che non dovete dare per scontate le emozioni o i sentimenti, in molte parti del mondo non è possibile esprimere emozioni etc etc ci sono molte parti dove baciarsi in pubblico è reato….[..] C’è il passaggio d una lettera che Gustave Flaubert scrive ad una donna e in queste righe lui fa il più bell'invito a leggere che ho mai sentito nella mia vita e recita così “non leggete per divertirvi, non leggete per istruirvi, no, leggete per vivere”
- Roberto Saviano
Con ogni addio impari. E impari che l'amore non è appoggiarsi a qualcuno E la compagnia non è sicurezza. E inizi a imparare che i baci non sono contratti E i doni non sono promesse..
Anninathebest (via anninathebest)
L'hai distrutta. Non hai fatto altro che dirle che tutto quello che faceva non era mai abbastanza.
Grey’s Anatomy (via clairinwonderland)
Noi non siamo Charlie Hebdo
Non agiscono per un ideale, non agiscono in nome di un Dio, non agiscono per la conquista di un territorio. A loro non interessa il potere economico o politico, a loro interessa solo distruggere, uccidere, diffondere il terrore. Se vengono chiamati “terroristi” ci sarà un motivo. Il loro scopo è seminare il panico, farci stare sempre in allerta, tappare le ali della nostra libertà, mettere in ginocchio l'Occidente condannandoci ad avere paura di loro, ad avere paura del loro modo di agire, del loro essere mine vaganti pronte ad ammazzare in qualsiasi momento, del loro sfuggire da qualsiasi sistema di controllo e sicurezza. Ci stanno riuscendo benissimo. Ma la loro forza sta nella nostra debolezza. Sono numericamente inferiori ma sono più forti perché uniti, perché hanno uno scopo comune: combattere l'Occidente. Noi non abbiamo mai avuto uno scopo comune, ci facciamo guerra tra di noi, ci combattiamo economicamente sotto un'Unione che non esiste. Abbiamo ideali e obiettivi diversi, siamo consumati dalla voglia di prevalere: la Grecia lo sa bene. Hollande era pronto a fare guerra, ma ora, dopo essere stato evacuato dallo stadio, si sta nascondendo chissà dove mentre le vittime degli attentati di stasera salgono e ci sono tante persone in ostaggio. Noi non siamo Parigi e non siamo Charlie Hebdo, siamo solo finti perbenismi e finti moralisti pronti a sostenere il più debole per chissà quale scopo, di solito per apparenza. Pronti, per es., ad aprire le porte agli immigrati perché è una buona strategia politica: la Germania lo sa bene. Dire di essere Charlie Hebdo, vuol dire essere uniti. Mi dite dov'è l'Unione?
Ieri sera io e la mia migliore amica saremmo dovute uscire per una birretta e quattro chiacchiere. Insomma una cosa tranquilla giusto per mettere fuori il naso di casa. Poi è accaduto. Abbiamo acceso la televisione e c'era CSI. Ci siamo addormentate all'incirca a metà puntata salutando i nostri progetti ed entrando nel caldo pigiama. Il problema è che ora non so nemmeno chi era l'assassino. Mi sento tanto vecchia.
LE VOGLIO
babbo natale, sai cosa devi fare
Cose belle #4
1) Mia cugina che mi sgrida perché è da troppo che non vado a casa sua e mi dice “ma tu non mi vuoi più?” con la sua vocina da bambina di due anni. 2) Il soft air. Anche se faccio schifo e non so mirare. Però mi sento tanto figa con un fucile. 3) Le terme di Lasko. Adoro le terme di Lasko. 4) Il geocaching. 5) La maratona del signore degli anelli. Sam, mi fai sempre tanta pena. Pipino sei e sarai sempre il mio preferito. 6) L'autunno che sta per iniziare! E questo mi rende felicissima. 7) Il cane che si era smarrito ed era un amore giocoso. 8) Il castello di Predijama. Erasmo for ever. 9) Sherlock Holmes. Sto adorando il libro. 10) Il panino porcoso che ho mangiato l'altro giorno.