Guppo Futurista Marchigiano “Boccioni”
Il 17 agosto p.v. la Biblioteca comunale Mozzi Borgetti, i Musei civici di Palazzo Buonaccorsi e il Museo di Palazzo Ricci in collaborazione con il Servizio Civile Nazionale e Regionale “Garanzia Giovani”, per celebrare Umberto Boccioni nel centenario della morte, suggeriscono un curioso itinerario cittadino che attraversa la vita dell’artista e la storia del Gruppo Futurista Marchigiano “Boccioni” sorto a Macerata. Vedi l’itinerario
Il Gruppo Futurista maceratese, poi divenuto Gruppo Futurista Marchigiano “Boccioni”, si costituisce nel 1932 in un locale di via Crispi grazie al sodalizio tra Sante Monachesi, Rolando Bravi e Fernando Paolo Angeletti, e con forza propulsiva contribuisce al rinnovamento del linguaggio espressivo dell’intera regione. La scelta di intitolare tale associazione all’insuperato futurista, scomparso prematuramente in guerra, sottolinea l’intento di ideale continuazione con gli esordi del movimento.
In seguito vi aderiscono anche Umberto Peschi, Wladimiro Tulli e l’aeromusico Ermete Buldorini, mentre alla guida si pone l’aeropittore Bruno Tano, che dal ’30 al ’40 dà vita ad iniziative anche itineranti condivise dallo stesso Marinetti.
Il ruolo dei marchigiani lascia un segno indelebile nel panorama futurista poiché concorrono a ideare alcuni dei principali manifesti programmatici: già nel 1922 Ivo Pannaggi, anticipatore del movimento in città, è tra i firmatari del Manifesto dell’arte meccanica. Nel 1940 la città ospita l’importante Mostra d’arte Futurista nell’atrio del Teatro Lauro Rossi, cui approdano anche esponenti di calibro nazionale.
Da L’azione fascista 1940
Il fulcro della produzione artistica del Gruppo, come in generale del movimento definito Secondo Futurismo, è costituito da aeropittura e aerosculura che manifestano entusiasmo per il volo e la velocità dell'aeroplano, in evoluzione rispetto all’interesse di ricerca iniziale, concentrato sullo studio del dinamismo meccanico a terra: treno, nave, macchina.
La sezione dedicata al futurismo maceratese espone numerose opere “aeree” che vanno dal disegno (Tano, Tulli), alla tradizionale pittura (Mario Monachesi, Fulvio Mariani, Bellabarba, Renato Di Bosso), alla scultura su legno di ciliegio (Umberto Peschi) o alluminio (Wladimiro Tulli).
Nel 1963 si svolge in città un’importante esposizione intitolata “Appunti sul movimento futurista a Macerata”, che esprime una valutazione dell’esperienza vissuta dal Gruppo, la cui massima produzione artistica si ferma ai primi anni Cinquanta. Quella attenta selezione riflette l’attuale allestimento tematico al museo in cui sono valorizzati i più attivi esponenti: oltre a quelli succitati, Alberto Peschi, Sante Monachesi, Vinicio Paladini e Giuseppe Mainini.