
PR's Tumblrdome
tumblr dot com
Misplaced Lens Cap

#extradirty

Origami Around
occasionally subtle
NASA
Lint Roller? I Barely Know Her
Stranger Things
Today's Document

bliss lane
untitled

pixel skylines
Fai_Ryy

izzy's playlists!
One Nice Bug Per Day

gracie abrams
Not today Justin
we're not kids anymore.
No title available

seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from Ireland
seen from United Kingdom
seen from Australia
seen from Switzerland
@maremao
Airone in visita sul cancello di casa
Birillo
È capitato tutto così, senza preavviso.
La prima era tornata come tornano certe piogge leggere dopo mesi di siccità: non abbastanza forte da bagnarti davvero, ma quel tanto che basta per ricordarti che un tempo lo faceva. Parlava poco, ometteva molto, si muoveva come chi sa di avere ancora una chiave di casa pur avendola “dimenticata” anni prima. E ogni messaggio sembrava dire più di ciò che diceva, come una porta accostata, che non invitava ad entrare.
La seconda, invece, arrivò come arrivano le cose vere: senza un perché, senza un piano, senza trucco. Una di quelle presenze che non ti seducono, ti cambiano il tempo.
Vestita di un disordine che sembrava studiato solo da chi non studia nulla, con quella bellezza sghemba che non si mette in posa, che non chiede, che non pretende.
Eppure, quando parlava, succedeva una di quelle magie che gli uomini della mia età fingono di non credere più: il mondo si metteva zitto.
Con la prima avevo la storia, il passato, le battaglie mai vinte e i ritorni mai definitivi. Con la seconda avevo il presente, crudo e imprevisto, quella scintilla che non capivo se fosse passione o istinto di protezione.
Con la prima ero il me di una volta.
Con la seconda ero quello che non sapevo di essere diventato.
E in mezzo, io. Io che provavo a fare l'uomo razionale, quello che pesa, valuta, ordina… mentre la vita mi spiegava che il cuore è un animale maleducato, che non rispetta i turni, non ascolta le regole e non si fa dire “adesso no". Da una parte c’era ciò che avrei potuto essere. Dall’altra ciò che stavo diventando.
Ed in quel punto esatto — quel punto dove finiscono i pensieri e cominciano le vertigini — ho capito che certe storie non hanno bisogno di nomi per essere vere. Che a volte il destino ti mette davanti due specchi: uno che riflette ciò che hai già conosciuto, e uno che riflette ciò che potresti scoprire.
Ed io, come sempre, mi sono ritrovato a camminare in mezzo ai due, con un piede nel passato che bussava e uno nel presente che bruciava. E forse è proprio lì, tra ciò che torna e ciò che nasce, che si capisce davvero chi siamo.
#canelucy
Il mio amore.
Ma non è bellissima?
È una astrofisica.
La vita è meravigliosa