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© Quang Dam
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Floating Nest Vietnam
© Quang Dam
Medusa, Gian Lorenzo Bernini. 1630.
“Una donna non è mai distratta, vede molto più di quello che credi, e quando finge di non accorgersi di qualcosa, è perchè ha già visto abbastanza.”
—
Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)
“Quelle come me amano rischiare. Sono attratte dall'impossibile, da ciò che sembra irraggiungibile e terribilmente complicato. È che se le poni un limite, ad una come me, è come sfidarla. Pur sapendo che andrà a sbattere contro un muro, non la fermerai.”
— M. Cacace
Manzoni non l’aveva vista, la peste,
ma aveva studiato documenti su documenti.
E allora descrive la follia, la psicosi,
le teorie assurde sulla sua origine, sui rimedi.
Descrive la scena di uno straniero (un “turista”)
a Milano che tocca un muro del duomo e viene linciato
dalla folla perché accusato di spargere il morbo.
Ma c’è una cosa che Manzoni descrive bene,
soprattutto, e che riprende da Boccaccio:
il momento di prova, di discrimine, tra umanità e
inumanità. Boccaccio sì che l’aveva vista,
la peste. Aveva visto amici, persone amate,
parenti, anche suo padre morire.
E Boccaccio ci spiega che l’effetto più
terribile della peste era la distruzione del
vivere civile. Perché il vicino iniziava a
odiare il vicino, il fratello iniziava a odiare
il fratello, e persino i figli abbandonavano
i genitori. La peste metteva gli uomini l’uno
contro l’altro. Lui rispondeva col Decameron,
il più grande inno alla vita e alla buona civiltà.
Manzoni rispondeva con la fede e la cultura,
che non evitano i guai ma, diceva,
insegnavano come affrontarli.
In generale, entrambi rispondevano in modo
simile: invitando a essere uomini,
a restare umani, quando il mondo impazzisce.
- contributo di Cristina Comellini -
Nel quadro "I sopravvissuti alla peste"
ABBIATE IL CORAGGIO DI ESSERE UMANI
U m a n i.
Mi sono chiesta cosa sia veramente l'Amore ..
E la prima cosa che mi è venuta in mente è
La complicità di due persone che insieme si completano , si incastrano
Si fondono...
Si nutrono
Indispensabili l'uno per l'altro
Come il sole che scalda il giorno
Come la luna che illumina la notte
Un po' bianco
Un po' nero
Senza sfumature
Un sorriso
Una lacrima
Un fanculo sentito
Un ti amo sussurrato.
𝓛𝓪𝓓𝓪𝓶𝓪𝓝𝓮𝓻𝓪
lory-72 per @master-kings-blog
Dedicato agli Uomini... (che poverini non se li fila mai nessuno...)
Che belli quando si stringono nei cappotti
e camminano veloci, quando si toccano la barba che cresce e fanno quel rumore di uomo, quando la barba se la fanno e fanno le faccette con la bocca, arricciano il naso,si tagliano e imprecano allo specchio.
Che belli quando riparano qualcosa e non ci riescono e ci devono riuscire, quando ostentano ostinazione, quando ci guardano di nascosto, quando ci guardano e moltiplicano gli occhi dappertutto, quando ridono fortissimo, quando cucinano due uova e usano diciotto pentole, quando ti fanno un regalo e sono imbarazzati, quando mentono e si vede e quando sono sinceri e non si vede, quando non li capiamo e pensavano fosse facile, quando hanno fame e tutto il resto può aspettare, quando sono sensibili agli alberi e alle foglie, quando tengono in braccio un neonato come dodici uova, quando giocano, quando guardano un’altra donna e poi dicono mavà, quando sono riservati e pensiamo siano timidi, quando sono insolenti e pensiamo non lo siano e invece lo sono, quando ti dicono ti amo e abbassano la voce, quando sono eccitati e fanno finta di ascoltare, quando non hanno voglia di ascoltare e ti sorridono lontanissimi, quando perdono la pazienza e la ritrovano come nuova, che belli quando sanno di fieno, talco e tabacco, che belli quando dormono scomposti che sembra siano caduti dal ventesimo piano, quando cantano, quando hanno silenzi circondati da filo spinato, quando indovinano, quando ci sorprendono, che belli quando ti guardano e capisci che stanno per baciarti.
Che belli gli uomini coi loro gesti e il loro camminare.
Che belli gli uomini che rispettano la donna.
Ma gli Uomini più belli sono quelli che amano veramente, con tutto il loro cuore.
[Roberta Mago]
lory-72
“Invece di rendermi duro, come la vita in realtà aveva progettato, Gala riuscì a costruirmi un guscio che proteggeva la sensibile nudità del paguro bernardo che vi era insediato, cioè io stesso, sicché mentre io esternamente acquistavo sempre più l'aspetto di una fortezza internamente potevo continuare a invecchiare molle, ipermolle. E il giorno in cui decisi di dipingere orologi li dipinsi molli. Accadde una sera che mi sentivo stanco e avevo un leggero mal di testa, il che mi succede alquanto raramente. Volevamo andare al cinema con alcuni amici e invece, all'ultimo momento, io decisi di rimanere a casa. Gala però uscì ugualmente mentre io pensavo di andare subito a letto. A completamento della cena avevamo mangiato un Camembert molto forte e, dopo che tutti se ne furono andati, io rimasi ancora a lungo seduto a tavola, a meditare sul problema filosofico della “ipermollezza” di quel formaggio. Mi alzai, andai nel mio atelier e, com'è mia abitudine, accesi la luce per gettare un ultimo sguardo sul dipinto su cui stavo lavorando. Il quadro rappresentava una vista del paesaggio di Port Lligat. Sapevo che l'atmosfera che mi era riuscito di creare in quel quadro doveva servirmi come sfondo ad un'idea ma non sapevo ancora minimamente quale sarebbe stata. Stavo già per spegnere la luce quando, d'un tratto, ‘vidi’ la soluzione. Vidi due orologi molli uno dei quali pendeva miserevolmente dal ramo dell'ulivo. Nonostante il mal di testa fosse ora tanto intenso da tormentarmi, preparai febbrilmente la tavolozza e mi misi a lavoro. Quando, due ore dopo, Gala tornò dal cinema, il quadro, che sarebbe diventato uno dei miei più famosi, era terminato.”
— Salvador Dalì
Casa Reciclada, Lima, Peru by Sachi Fujimori
Bard College Media Lab (made from 4 recycled shipping containers), Hudson Valley, New York by MB Architecture | 📷 Matthew Carbone
Van Gogh’s butterflies
La natura è la prima vera artista del mondo.
Jason Fenmore
E così me ne tornerò in silenzio sotto quelle lenzuola fredde