I'd rather be in outer space 🛸
Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ

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祝日 / Permanent Vacation

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@mela-cotogna
Quando ero ragazzina e la vita mi appariva tremendamente struggente tutte le sere alla stessa ora, quella del tramonto, appuntavo su un quadernino i miei malumori. Pochi giorni fa sono tornata nella mia cameretta, quella con le pareti rosa, quella di tante notti insonni, quella del mio continuo divenire. Ed ho trovato, abbandonato nel cassetto del comodino, dove non tenevo mutande e calzini, ma scontrini, biglietti e pezzi di esistenza, un biglietto giallo pallido.
"Non è poi così vero che si desidera ciò che non si è mai avuto. Quando si sta male, si preferisce ciò che ci appartiene da sempre."
Sipario.
Mia nonna mi ha insegnato prestissimo a cogliere le stelle: basta mettere un catino pieno d'acqua in mezzo al cortile di notte per averle ai propri piedi.
#appunti
Bevagna, Umbria, 🇮🇹
mela cotogna in tour📸
Incredibile come in ogni libro che mi passa per le mani, io ritrovi un pezzettino di me stessa. Sono alle prime pagine di un romanzo che non vedevo l'ora di iniziare, e toh, che leggo? Il marito della signora Toussaint, gioca a Super Mario 64.
Dico, Super Mario 64.
7 giugno 1998, un carissimo zio mi regalò il Nintendo 64. Era il giorno della mia prima comunione, la festa durò fino a tarda sera. Ricordo che non vedevo l'ora andassero via tutti gli invitati per tornare a casa, montare la console e provarla. Super Mario è stato il primo di una lunga, lunghissima serie di dischetti. Una sorta di primo amore che non ho mai, mai, mai dimenticato. Mi sembra di sentire ancora il profumo dei fiori che mia madre scelse con meticolosa cura per abbellire il soggiorno, mentre seduta a terra, davanti alla tv, cercavo di capire come impugnare il joystick per portare Mario a spasso nei mondi a cercar stelle.
È questo che amo dei libri. Il potere di portarmi lontano. È il miracolo del tempo.
Dagli archivi di una giovanissima @mela-cotogna
Non molto lontano da qui.
mela cotogna📸
Per la me bambina, settembre era il momento dell'addio all'estate. Non ero mai troppo triste, perchè l'autunno l'ho sempre atteso quasi come si attende in Natale. Per chi lo ama, ovviamente. Quando la televisione mi restituiva i miei programmi preferiti, e mamma e papà mi accompagnavano a scegliere il diario nuovo, e mettevo il pigiama lungo per dormire, allora sì, settembre era proprio tornato. Le strade del mio paese si popolavano di trattori che si trascinavano dietro carretti traballanti, traboccanti d'uva, un rumoroso via vai incominciava con il sorgere del sole e terminava all'imbrunire, in cantina. Ma non ci ho mai prestato attenzione. Finché, in cantina, ho iniziato a lavorarci. E settembre è diventato il mio mese del cuore. Il mese della vendemmia, dell'odore del mosto, dei grappoli d'uva persi sul ciglio della strada, del sole cocente di mezzogiorno e della felpa la sera. Io sono un leone d'agosto, ma è nel mese di settembre che ho trovato la mia dimensione. Le foglie iniziano a cambiarsi d'abito, e tutt'intorno riprende, ritorna. A settembre tutto ritorna.
Tu chiamale, se vuoi, rimozioni.
Non c'è nulla di meglio di qualche nemico comune, per far nascere amicizie.
Tito Faraci, Spigole
Finalmente piove.
Sento già l'odore della minestrina di stasera.
Partiamo sempre dal torbido quando cominciamo qualcosa di nuovo.
Banana Yoshimoto, Moshi Moshi
No, niente, pensavo che il mio personalissimo percorso evolutivo ha voluto che io passassi dalle nottate in giro a far casini senza remissione di peccato, a quelle nel lettone a scrivere sul gruppo degli amanti delle piante grasse per sapere quanto cazzo deve bere la mia echeveria pulvinata crestata per non finire, a breve, nel secchio dell'umido.
I gatti abruzzesi ruggiscono.
/melacotogna/📸
Colonna sonora dello svaccamento sul lettone delle 17.45, con le persiane un filo aperte, l'arietta di fine agosto, una luce fioca fioca e il vicino rompicoglioni che impreca contro qualcuno. Probabilmente se stesso medesimo.
Sicumera
/si•cu•mè•ra/
Sostantivo femminile
Atteggiamento scostante di presuntuosa superiorità.