Le materie che ci piacciono.

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@melancronica
Le materie che ci piacciono.
Sei sempre stata così tu
distratta, con la testa per aria,
i quaderni pieni di parole e il cuore scoppiante di emozioni.
Sei sempre stata così tu
troppo attenta al giudizio altrui
tanto da aver costruito una fortezza dove nasconderti.
Regina al servizio del re giudizio
a nessuno frega un cazzo di nessuno, puoi solo contare su te stesso, se conti sugli altri sei fottuto
my two moods.
Un po’ mi manchi ma non te lo voglio dire.
Mi hai ferita, succede.
Succede che non si va d’accordo, che alcuni aspetti proprio non ci vanno giù ma ci si convive perché c’è un sentimento.
Succedono delle dimenticanze.
Non ci siamo mai saputi definire né con gli altri né con noi stessi, nella nostra assoluta diversità riuscivamo ad incontrarci sempre a metà strada.
Ti ho sognato, eri felice, sorridevi.
Ti stavo accanto ma non mi vedevi.
Ecco questo è il riassunto del nostro rapporto, di quello che sono sempre stata con tutti: presente. Non te ne rendi conto finché non lo percepisci più.
Credo di esserci stata, a mio modo, come ho potuto, ci siamo divertiti, ci siamo abbracciati spesso.
Non so come vada la tua vita adesso, spero bene. Vorrei raccontarti le cose che mi succedono, i miei piccoli grandi successi e fallimenti, che mi sento in gabbia ma paziento al momento per poi sentirmi più libera che mai. Vorrei raccontarti che alcune cose le ho sistemate e con altre ci convivo molto male ma ho imparato a gestirle, a gestirmi.
Vorrei sentire il tuo “ciao” pronunciato con dolcezza solo per me, senza malizia, senza quel qualcosa in più, solo per me, in uno dei tanti pomeriggi al telefono dove mi parli dei tuoi viaggi e di cosa succede nella tua vita, così distante dalla mia.
Vorrei sentirti parlare dei tuoi innumerevoli problemi che puntualmente non sai gestire, cercando sempre di sfuggirvi piuttosto che affrontarli.
Ma mi hai ferita e questo è soltanto uno dei tanti momenti di nostalgia dopo un sogno che sapeva di te.
Un po’ mi manchi ma non te lo voglio dire.
Mi hai ferita, succede.
Succede che non si va d’accordo, che alcuni aspetti proprio non ci vanno giù ma ci si convive perché c’è un sentimento.
Succedono delle dimenticanze.
Non ci siamo mai saputi definire né con gli altri né con noi stessi, nella nostra assoluta diversità riuscivamo ad incontrarci sempre a metà strada.
Ti ho sognato, eri felice, sorridevi.
Ti stavo accanto ma non mi vedevi.
Ecco questo è il riassunto del nostro rapporto, di quello che sono sempre stata con tutti: presente. Non te ne rendi conto finché non lo percepisci più.
Credo di esserci stata, a mio modo, come ho potuto, ci siamo divertiti, ci siamo abbracciati spesso.
Non so come vada la tua vita adesso, spero bene. Vorrei raccontarti le cose che mi succedono, i miei piccoli grandi successi e fallimenti, che mi sento in gabbia ma paziento al momento per poi sentirmi più libera che mai. Vorrei raccontarti che alcune cose le ho sistemate e con altre ci convivo molto male ma ho imparato a gestirle, a gestirmi.
Vorrei sentire il tuo “ciao” pronunciato con dolcezza solo per me, senza malizia, senza quel qualcosa in più, solo per me, in uno dei tanti pomeriggi al telefono dove mi parli dei tuoi viaggi e di cosa succede nella tua vita, così distante dalla mia.
Vorrei sentirti parlare dei tuoi innumerevoli problemi che puntualmente non sai gestire, cercando sempre di sfuggirvi piuttosto che affrontarli.
Ma mi hai ferita e questo è soltanto uno dei tanti momenti di nostalgia dopo un sogno che sapeva di te.
Un esemplare di Philip Roth che si prende beffe di noi
Ansietta pre esame 😊😊😊😊
La mia coscienza discorsiva sta impazzendo in questo periodo.
Vorrei avere una di quelle amicizie da fare invidia all’universo.
Un’amicizia straordinaria, che non mi potrei sentire sola neanche se volessi.
Una di quelle che ti coccolano e ti tengono al sicuro da chiunque, da essere gelosi da fare schifo.