“Allowing someone close to you is seriously the bravest thing a human can ever do.”
— Melly (Ambiguities)

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“Allowing someone close to you is seriously the bravest thing a human can ever do.”
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Feeling like the poor Adam, the kind beast
Circolo vizioso
Penso di essermi abituato a tal punto alla mia condizione di triste perenne che, dopo due giorni massimo di felicità e spensieratezza, mi ritrovo nuovamente in una situazione di sconforto e tristezza, senza sapere neanche il perché, se non per abitudine.
Avere un segnale, almeno quello
Vorrei fossimo così
Vorrei non fossimo così
-
Mi ritrovo qui, su Tumblr, quando non ho nessuno con cui sfogarmi. E di recente, non trovo proprio nessuno che possa capirmi, o che provi a capirmi. Dicono tutti che il tempo guarisce, e che di tempo ne è passato tanto, troppo. Ma io mi impegno, questo non capiscono. Eppure non passa, nonostante ogni sforzo, intenso, ogni giorno, non passa. Sarà il sentimento troppo radicato, sarà il vedersi ogni giorno, non lo so. So solo che non è ancora passata, e nessuno riesce a capirmi. Tutti si stufano, prima o poi. Allora dissimulo come sto, per non allontanare nessuno, e fingo di essere felice. Però c'è sempre quel momento nella serata in cui devo isolarmi, per piangere o semplicemente per fare un bel respiro e riprendere la finzione (che spesso non riesco neanche a fare bene). E quando lo faccio i miei amici me lo rimproverano: "non andartene", "dove cazzo vai",.. come se non potessero arrivarci.. . Io ci provo davvero, ma non passa, e inizio a non reggere più tutti questi sotterfugi, tutte queste dissimulazioni.. e di amici sempre presenti e comprensivi non ne vedo. Me, myself and I, come dice G-Eazy. Sempre e solo me, myself and I.
Finzione esteriore
E sono ormai giunto al punto di non vedere più una via d'uscita a questa vertigine interiore scaturita da un abisso di tristezza e delusione. Per questo adotto la finzione esteriore, per non stancare le persone e dissimulare la mia condizione. Nasconderla dietro un apparente felicità mentre in realtà soffro come mai nella mia vita.
Quando i ricordi ti assalgono, tutte le cose brutte insieme, e non riesci a fuggire, a scappare lontano. E ti ritrovi perso, in un mondo estraneo, con lo sguardo assente perché trafitto dai ricordi, quasi quanto è trafitto il cuore, l'anima.
Non è bastato tutto l'alcol del mondo
per evitare il ritorno alla confusione e allo sconforto
E la cosa che fa più male è che nonostante tutto ti amo ancora e vorrei averti accanto
(R)esistere
Non resisto più. Ogni respiro è vittima di quel peso, blocco che nulla di positivo racchiude se non la sua apparenza. Strana cosa l'amore. Io non resisto più, non esisto più. Queste giornate grigie mi assorbono e alla malinconia si aggiunge una tristezza la cui fine sembra lontana. Andare a scuola e vederti, con lui, ma anche senza, mi uccide. Perché non riesco a capacitarmi di come due persone che si erano volute tanto bene ora appaiano come due estranei, due facce di una stessa medaglia, incapaci di incontrarsi seppur tanto vicine. Dio quanto mi manchi, Dio quanto soffro. Non (R)esisto. Piango, colpisco il muro e piango ancora. Così non va, mi odio, e vorrei odiare te. Vorre odiare la tua indifferenza, il tuo egoismo, il tuo "io sto bene, sono felice, a lui passerà". Non c'è cosa peggiore dell'associare le tue parole alle tue azioni e constatare come non combacino, per nulla. E piangere, tanto, forte.
Vorrei solo sapere che ci pensi, che tutte le parole che mi hai detto non erano di circostanza. Che ti interessa se soffro o meno, perché ora soffro, tanto. Eppure non ti scrivo, per non guastare la tua felicità, che ti meriti, anche se vorrei esserne la causa direttamente, e non facendomi da parte. Metto ancora il tuo bene prima del mio, e finisco a distruggermi le nocche contro i muri, mentre piango per non riuscire a pensare a me stesso..come probabilmente fai tu. E non so quanto posso resistere ancora così.
San Valentino..
Anche quest'anno è arrivato il 14 Febbraio, San Valentino. Però è diverso, quest'anno. Si, perché quest'anno questa festa la sento, per la prima volta, un po' mia. Mi sono innamorato, per la prima volta. Negli ultimi mesi ho sofferto, versato tante, forse troppe lacrime per lei. Eppure la amo. Negli ultimi due anni ho baciato tante ragazze, le quali non mi hanno mai lasciato nulla. Lei è diversa. Il primo pensiero al mattino è rivolto a lei, così come l'ultimo la sera. Purtroppo non ricambia, e amo pensare che in questo "non ricambia" ci sia un "fin'ora" celato, e destinato ad emergere con il passare del tempo. Per questo non ti abbandono e non ti abbandonerò, perché ti amo tanto, troppo per abbandonarti. Perché sei tanto, troppo importante e non mi stancherò mai di dirlo. Perché anche sei mi fai soffrire costantemente mi fai anche tanto bene, perché mi hai dato l'amore, per la prima volta. Spero solo lo ricambierai, un giorno. Fino ad allora, ed oltre, ti starò accanto, come tu desideri, come io desidero. Buon San Valentino a tutti. (inizialmente scrivevo in terza persona, ma le cose che penso non sono impersonali, non si meritano altro se non un diretto e doloroso "tu" come persona).
Kiss me-Ed Sheeran
Every day