IL POST DI CHIUSURA: GIOVANNI, LA MOTO, IL BLOG E LA “PROMESSA DI POGGIO ALLA CROCE”
Poggio Alla Croce Domenica 11 giugno
Oramai sono un paio di giorni che son tornato e sono un paio di giorni che penso a questo post di chiusura del blog. C'era qualcosa che mi mancava. Non riuscivo a buttarlo giù. Fino ad oggi. Ma andiamo per gradi.
Questo è Giovanni (la prima foto in realtà è lo screenshot di una videochiamata fatta mentre ero in Marocco). E io e Giovanni. Ci conosciamo da una vita. Siamo stati compagni di banco per quasi tutto il liceo e un compagno di banco non è una persona qualunque. E’ come un compagno d’arme, un camerata… insomma, roba tosta. Giovanni è tante cose e tra queste tante è un motociclista e “uno scopritore di potenzialità, un visualizzatore di sviluppi”. Annusa le potenzialità e le scova, anche sottoterra, come un cane da tartufo fa con il tartufo. Ha la capacità di vedere gli sviluppi di una cosa laddove altri non vedono un'emerita mazza. E poi ha tempismo. Se non ci fosse stato lui, infatti, questo blog non sarebbe esistito. Ma non sarebbe esistita neppure la moto e quindi un viaggio così.
Ricordo bene il giorno: il 14 gennaio di quest'anno. Ero con lui e suo figlio. Eravamo andati con il Torpedone sul Monte Secchieta a fare un giro sulla neve. Mentre scendevamo verso Vallombrosa (a passo d’uomo perché la strada era completamente ghiacciata) gli raccontavo quello che stavo passando in quel periodo e su quello che pensavo di fare nell'immediato futuro, quando lui se ne esce con la sua battuta. Poche parole buttate lì. Così fa lui. Come se quello che dice sia una cosa scontata. “Ma perché non ti ricompri la moto?” Avete presente John Belushi in The Blues Brothers? Quando sono in chiesa e lui ha l'illuminazione sul riunire la banda? Porcaccia la miseria se a quelle parole non ho visto la luce pure io! Nel buio fitto degli abeti di Vallombrosa, ho visto la luce, fratelli! La Luce! E così tre settimane dopo, avevo la Dona sotto le chiappe. Quando gliela feci vedere mi ricordo che mi disse: “Ti devo confessare una cosa: quando anni fa mi dicesti che avevi venduto la moto, pur condividendone i motivi, qualcosa dentro di me morì”. Tanta roba sentirselo dire. Se non è un amico lui. Così è arrivata la moto… il viaggio è stata una scontata conseguenza… il blog un’idea geniale… tutto il resto ormai è cronaca passata.
Eppure qualcosa ancora mi mancava.
Stamani eravamo insieme a fare un'uscita in bici. Mentre arrancavamo sotto un sole rovente su per la salita di Poggio Alla Croce, ecco che all'improvviso mi dice: “Ora tu mi fai una promessa!” “Spara!” gli rispondo al buio. Mi fido di lui. Non c'è stato bisogno di mettere le mani avanti. “Alzi gli occhiali, mi guardi negli occhi e tu mi prometti: ora che ho ricomprato la moto, non la vendo più!” “A meno che non la venda per ricomprarne un'altra…”, aggiungo. “Avanti ripeti!” mi incalza. Alzo gli occhiali. Lo guardo negli occhi senza smettere di pedalare. Ripeto le sue esatte parole. E così, alle 10.31 di Domenica 11 giugno dell'anno 2017 è fatta la solenne “Promessa di Poggio Alla Croce”. Ora non manca più nulla. Grazie a Giovanni. E se non è un amico lui.
E grazie a tutti voi per avermi seguito in quest’avventura.
Mike Torpedone











