Vero che certi sogni crollano, certi ideali si tradiscono da soli, certe fasi passano dopo tormenti, e si inghiotiscono le sconfitte. Si impazzisce, ci si odia per come si era fino a un mese prima. Volevo chiudere per sempre una fase, la peggiore della mia vita, e seppellire con lei tutto quello che avevo fatto di sbagliato. In fondo odio tutto quello che la riguarda. Tutti i luoghi, tutte le persone, tutti gli eventi che vanno dai miei sedici ai miei diciannove anni. Fanculo chi dice che quella é la più bella età. Io invento storie. Ogni anno della mia vita é stato di scandito da uno o più personaggi: in quei tre anni ho lavorato su una sola storia, un solo personaggio. L'ho coccolato, l'ho modificato, l'ho cresciuto, mi ha seguito per una piatta strada del cazzo che manco il boulevard of the broken dreams. Mi ha seguito fino al climax, fino al fosso in fondo alla discesa che era lí ad attendermi quando tutto pensavo stesse per finire. Una volta inghiottito l'ultimo rospo ho celebrato il suo funerale, nel senso che stavo per seppellire tutto quello che aveva rappresentato per me. Adoravo fare ste cagate teatrali. Certo, i propri fantasmi ritornano, ognuno ha i suoi fantasmi. Ma gli ultimi sei mesi, sebbene non abbia fatto altro che studiare, credo che siano stati i sei mesi migliori della mia vita finora. E tra una settimana ho l'ultimo esame dell'anno, e non so perché cazzo sto scrivendo sta cagata invece di stare giù a studiare. Però prima sono andato in camera mia, l'altra, quella in cui non ho mai dormito e che ci ho speso ore e ore a disegnare soltanto, quando la gente normale se ne andava in motorino a provarci con le fighette in mezzo al paese e i sottoni pubblicavano merdate su myspace o tumblr. Il meglio tempo dei miei peggio anni. Ho riaperto blocchi e blocchi di schizzi, e lui era lí, in una delle sue prime rappresentazioni in cui incazzatissimo staccava la testa a pugni a un alieno dimensionale. Era disegnato male. Però era figo. Non credo di aver sbagliato nulla fino ai miei dodici anni, e forse non c'é una cosa che abbia azzeccato dopo. Però non ho mai rinnegato nulla di me stesso, ho sempre conservato tutto ciò che ho amato nella mia vita, dai digimon, ai manga, ai Ramones a Watchmen agli streetlight manifesto. Ogni oncia di quello che mi ha costruito é parte di me. Volevo si capisse che sono cambiato. Che il mio carattere é diverso. Che ora farei scelte che un tempo non avrei fatto. Ma non ho saputo dimostrarlo. Non puoi andare da una persona e farle accettare che il modo in cui ti vede deve cambiarlo per forza. La scenata di seppellire il povero Daniele Croce, in arte Dan the Black Cross é stata una pessima scelta. É parte di me, una parte autentica. E sta bene dove l'avevo messo quando l'avevo creato.