Today was my last full day in Italy. My mom is here, which is great to end this trip the same way it started.
We finally went to get my blazer and then also to get fresh pasta, so good but SO MUCH. She was so happy to finally get the chance to go up to Brunate cause she loves challenges and I kept repeating "It's hard. It's really steep. It looks so simple but it's so freaking hard." and she was like "let's go already!" so we went. And it was hard and steep and freaking hard but we managed to do it. I love the Brunatina, it's so nice and refreshing!
We got there and it started to rain. I mean, what are the chances, right? The sky was cloudy all day and the clouds were grey. Some days I feel like I'm not a real Belgian anymore!
We decided to go down by foot, to the other side of the mountain, towards the funicular. But the rain was getting so heavy so we had to stop and wait for it to calm down. Then this car going up the hill (like Jack and Jill!) pulls over and this lady says "Andate in su o in giù?". Rispondo che andiamo in giù e la donna decide di darci un passaggio anche se non andiamo nella stessa direzione.
Mi chiede subito di dove siamo e perché parlo bene l'italiano. Lei si chiama Annalisa. Mi dice che è di Como ma non la credo. "In verità, sono della Toscana". Meno male, era troppo carina per essere comasca. Non chiedo la sua età perché non si fa, ma me la dice lei: sessanta. Cazzo, anch'io voglio essere così a sessant'anni! È del 54, come papà. I suoi sono tutti e due della Toscana. È cresciuta a Carrara ma la famiglia si è trasferita a Como quando era ancora giovane. Suo padre aveva lasciato il lavoro nel sud per il boom economico del nord Italia. Milano, Como. Lui trova lavoro in Svizzera e così Annalisa mi giustifica che conosce bene Como. "Via Tommaso Grossi, la conosce?". Certo.
Lei mi parla della propria famiglia. Il marito, anche lui è toscano, ma metà emiliano. Comunque, questo spiega bene perché ci ha dato il passaggio. Infatti le spiego che vivo in quell'appartamento internazionale con un ragazzo di Napoli ed un altro della Sicilia e che quindi, è anche tipico di loro di farti favori del genere.
Mi chiede la mia età, e mi dice che ha la figlia di 31 anni con il bambino di 10 mesi. Lei è già nonna ma non sembra. E mia mamma ascolta. Le spiego il mio famoso problema con l'età che si è più o meno risolto quest'anno. Lei mi chiede una seconda volta cosa studio. Parlo dell'Insubria e lei mi dice che ha studiato lì vicino, alla ISIS, la chimica analitica. Lei adesso è pensionata ma a lei è sempre piaciuto fare i prelievi di sangue e infatti li fa ancora. "Per gli amici oppure per gente che non ha i mezzi." Mi fa subito pensare ad Ernesto Guevara. E adesso la vedo veramente. Completamente.
Finisce con questa storia: "Sai che a Milano, prima, c'è negli anni cinquanta, a Piazza Duomo, c'era un cartello con su scritto che a Brunate ci sono i più bei tramonti. (sorride) Io amo Brunate."
Lei, in dieci minuti di macchina mi ha esposto la sua vita. Mi ha fatto capire chi era e perché. Era l'avventura che aveva previsto mia mamma.
"Adesso vi lascio qua, Via Tommaso Grossi e io vado al mio corso... atelier di maglia"