Beit Sahour, Palestina 1988: La donna in nero che si tolse i tacchi e sfidò l’occupazione israeliana. La storia di Micheline Awad.
Beit Sahour, 1988.
Tra le colline a sud di Betlemme, una donna cammina verso la chiesa. Si chiama Micheline Awad, veste di nero e indossa una sciarpa e dei tacchi gialli. È una mattina come tante, ma quel giorno il suo gesto cambierà per sempre il volto della memoria palestinese.
Durante il tragitto, Micheline viene sorpresa da scontri tra giovani del suo villaggio e i soldati israeliani. Non fugge. Si ferma, si toglie i tacchi, li stringe in mano e si unisce ai ragazzi.
Scalza, lancia una pietra.
Quel gesto, catturato dall’obiettivo di un fotografo presente sul posto, è diventato una delle immagini più celebri della Prima Intifada. In un solo scatto, Micheline Awad racchiude la forza della resistenza civile, la fede e la dignità di un popolo che, anche disarmato, sceglie di non piegarsi.
Non era un’attivista, né una militante. Era una donna di fede, diretta in chiesa. Ma la storia l’ha trovata sulla strada, trasformando la sua preghiera in un atto politico, il suo passo in un simbolo.
Da allora, la sua immagine — una donna in nero, scalza, con in mano i tacchi gialli — è diventata un’icona. È stata riprodotta su poster, mostre e documentari, e continua a essere condivisa come emblema della resistenza femminile palestinese.
Nel tempo, Micheline Awad è diventata molto più di un volto: rappresenta la forza quotidiana di chi, pur senza armi né potere, sceglie la dignità al posto della paura.
La sua figura vive nella memoria collettiva come una preghiera laica: la fede che si fa coraggio, la fragilità che diventa libertà.
Paolo Consiglio
Fonti principali:
– Archivio storico fotografico palestinese, Beit Sahour (1988).
– Al Jazeera English, “Women and the First Intifada” (Special Report, 2018).
– UNRWA Heritage Project, “The Palestinian Women’s Role in Civil Resistance” (2020).
– Middle East Eye, “The Story Behind the Iconic Photo of the Woman in Black” (2023).
Nota editoriale:
Questo articolo rielabora e documenta un episodio storico verificabile, basato su fonti giornalistiche e archivi fotografici pubblici.
Le interpretazioni dell’autore rientrano nel diritto di cronaca e di critica storica ai sensi dell’art. 21 della Costituzione Italiana e dell’art. 10 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.
L’immagine di Micheline Awad è qui utilizzata a fini di documentazione, memoria e informazione culturale.
Crediti immagine:
Foto storica di Micheline Awad, Beit Sahour, Cisgiordania, 1988.
Autore non identificato / Archivio fotografico palestinese.
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