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@moonstrucklover
Meirl
Fanne buon uso.
(Via @piecesofdamon)
NooraxWilliam
{🌹}
““Era una tipa strana. Non si lasciava corteggiare e pare avesse un dolore forte scritto sulla faccia. Poi stava sempre da sola e non salutava. Dicono che aveva dato il cuore, qualche anno prima, a uno che non se lo meritava.””
— -Cinque Allegri Ragazzi Morti, Toffolo, Fumetti. (via homicidal—queen)
“Ieri Virginia mi ha chiesto: “Papà, ma se tu e la mamma vi lasciate chi è che tiene due figlie e chi una?” Ero in cucina che stavo affettando le cipolle, la domanda mi ha colto di sorpresa. “In che senso, Virginia?”, ho detto. “Siamo tre sorelle”, ha detto, “la terza sorella non potete mica dividerla a metà!” Mi è venuto da ridere. Stavo per risponderle: “Non ti preoccupare, amore, la mamma ed io non ci lasceremo mai”, ma non volevo mentirle, perché so che ogni relazione s'inventa ogni giorno, e il torto più grande che puoi fare a te stesso, e agli altri, è proprio quello di crederti invincibile. “Virginia”, ho detto, “se per caso la mamma ed io un giorno ci separassimo vi vedremmo tutte e tre, un po’ io e un po’ la mamma, non ti preoccupare.” “Ma in Mrs. Doubtfire il papà vedeva i bambini solo il sabato”, ha detto. “Virginia, certe volte quando due genitori si lasciano possono succedere delle cose”, ho detto. “Magari non si sono lasciati bene, ma litigando. Ma la mamma ed io siamo stati sempre d'accordo che, se anche ci lasciassimo, voi verreste sempre prima di tutto. Hai capito? Sempre.” Mi ha fissato in silenzio. “Papà”, ha detto d'un tratto. “Ma l'amore può finire?” Ci ho pensato un attimo prima di rispondere. “L'amore non finisce”, ho detto, “sono le persone che cambiano.” “Le persone?”, ha detto. “Virginia”, ho detto, “anche gli adulti crescono, sai? Tu adesso sei una bambina grande, sette anni fa eri una bambina piccola. Funziona un pochino così anche per le mamme e i papà. Io quando ho conosciuto la mamma ero una persona diversa, lo era anche lei. L'importante, quando due persone si amano, è riuscire a cambiare insieme o rispettare i cambiamenti dell'altro. I genitori, con i propri figli, fanno proprio quella cosa lì, invece fra loro certe volte non ci riescono. E’ per quello che l'amore per i figli è l'unico che non finisce mai mai.” “Ma tu”, ha detto, “quando hai incontrato la mamma, come hai fatto a sapere che era la mamma?” “Non ho capito”, ho detto. “Come hai fatto a capire che volevi amarla?”, ha detto. “Ah, quello”, ho detto. “L'ho capito dopo circa dieci minuti.” “E da cosa?”, ha detto. “Quando ci siamo incontrati la prima volta, si è sollevata i capelli dietro la nuca, sopra la testa, e si è fatta uno chignon senza neanche un elastico, solo annodandoli”, ho detto. “E allora?”, ha detto. “E allora lì ho capito che lei aveva disperatamente bisogno di un elastico”, ho detto. “E io dei suoi capelli.” “E tu ce l'avevi, l'elastico?”, ha detto. “No”, ho detto, “ma quando la mamma lo ha scoperto ormai mi voleva già bene.” “Papà!”, ha detto, “ma allora l'hai imbrogliata.” “Forse un pochino”, ho detto, “ma il punto è che la mamma è stata la prima che mi abbia mai fatto venire voglia di cercare un elastico, capisci che intendo?” Mi ha guardato per qualche secondo. “Tieni papà”, mi ha detto, sfilandosi l'elastico che le teneva su i capelli. “Così tu e la mamma non vi lasciate.” Lei ha riso, io per fortuna stavo affettando le cipolle.”
— Matteo bussola (via perlabionda)
Se parlassero di noi, non dire “non so niente”.
Oggi a scuola abbiamo avuto le prime due ore di ginnastica, non avendo lo specchio nello spogliatoio della palestra, sono andata a sistemarmi i capelli nei bagni delle ragazze che si trovano di fronte ad alcune classi, ad un certo momento, mentre mi spazzolavo, passa un ragazzo per il corridoio e lo sento dire “Sei bellissima comunque”. Ero quasi sicura che non stesse parlando con me quindi non ci ho fatto nemmeno tanto caso. poi lo vedo che torna indietro, a quel punto mi affaccio al corridoio, lui mi guarda e allora gli chiedo “Parlavi con me?” lui sorride e ripete “Sei bellissima comunque, non importa che ti sistemi i capelli” mi strizza l'occhio e se ne va sorridendo. Quando sono rientrata in classe qualche compagno mi ha chiesto che era successo, perché avevo quel sorriso. L'ho tenuto per tutto il giorno quel sorriso. È stato meraviglioso, ricevere un complimento così, da uno sconosciuto, intendo. Questo pomeriggio, in stazione, ho salutato un passante, si è fermato, ha ricambiato sorridendo e abbiamo ripreso le nostre strade. Un gesto semplice. Un sorriso. Un complimento. Un saluto. Possono migliorare la giornata di qualcuno. Se non addirittura la vostra.
(via moonstrucklover)