C ‘era una ragazza, aspettava sempre qualcuno, si sedeva su una panchina in stazione e stava li, ore e ore intere, legg eva e fumava, una sigaretta,due sigarette, non faceva in tempo a spegnerne una che ne accendeva un’altra. Portava al collo una collana lunghissima, con sopra un drago, molto facile da notare, la collana, lei no, lei si notava difficilmente, e la notava solo gente come me, gente che probabilmente aveva sofferto, oppure con un debole per le persone infelici, perchè dico ciò? perchè lei la tristezza se la portava addosso si vedeva a partire dal suo sorriso e dai suoi occhi, ma anche dalla sua postura, la postura di una ragazza insicura. Come dicevo prima appunto gli occhi, aveva gli occhi verdi, prato, il prato d’inverno però! ricoperto di neve, lei però al posto della neve aveva il velo di tristezza, che riusciva benissimo a nascondere il prato. Un giorno non arrivò in stazione, mi preoccupai, una sera, ritornò alla stazione, era cambiato qualcosa, non aspettava più, aveva smesso di sperare. Clara 18 Bergamo
“[…] Che vuoto, dentro di me, attorno a me. Inutile. Sono io. Sono rimasta folgorata. Mi domandavo come si possa riuscire ancora a vivere quando da se stessi non si spera più niente.”
Sono così triste, niente va al suo posto, sono così tanti anni che aspetto che quel qualcosa succeda, perché me l'hanno promesso, ma nessuno poi ha mai mantenuto, chi mi dice che questa non è la vita reale, se tanto qui non succede mai nulla di più? Illuminati o no fotte Sega voi valete 0 per quanto mi riguarda...
You turn into a brainless toy so easily these days, don't you? All it takes is a hard grip, a stern look, a harsh word. I tell you to stop thinking and you obey instantly. It's so nice to watch you go dumb for me