i don't do bad sauce passes

★
wallacepolsom
"I'm Dorothy Gale from Kansas"
let's talk about Bridgerton tea, my ask is open

No title available

Kiana Khansmith

@theartofmadeline

Love Begins
Cosimo Galluzzi

tannertan36
AnasAbdin

titsay
Cosmic Funnies
trying on a metaphor
Misplaced Lens Cap

roma★
will byers stan first human second

oozey mess
ojovivo
seen from Vietnam
seen from Spain

seen from Malaysia

seen from Türkiye
seen from United States
seen from United States
seen from Australia
seen from United States
seen from United States

seen from Malaysia
seen from Canada
seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from United States

seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United Kingdom
seen from Romania
@nemoisswimming
23.40
Tu sei fatta di carta,
ti feriscono facilmente
le persone dall’anima tagliente.
Ma poi,
voltandoti dolcemente,
ne avvolgerai una
dall’anima di pietra.
• sasso, carta, forbice
“Il punto è che quando hai quattordici, quindici, sedici, diciassette anni, puoi fare tutto. Puoi permetterti di sbagliare. Il fatto è che è bellissimo e non ce ne rendiamo conto. È l’età delle peggio feste, nei peggio locali, con la peggio musica. È l’età del saltare scuola e falsificare la giustifica. I maglioni troppo larghi, i thè sotto le coperte la domenica pomeriggio con le amiche. Le passeggiate avanti e indietro per le stesse vie. I diari segreti. Le cicatrici sulle braccia. Le scritte nei bagni di scuola. I concerti. È l’età degli errori, l’età che non torna, l’età di qualsiasi cosa fai puoi ancora rimediare. È l’età dei pianti per cose che non sono niente e sembrano tutto, l’età dei primi amori, i primi baci, il dolore di quando finisce, i “per sempre” che non lo saranno mai. Il fatto è che è stupendo e non ce ne rendiamo conto, ci mettiamo in gabbia per paura della vita, senza renderci conto che la vita vera è proprio ora, quella che non tornerà indietro, quella che a trent’anni vorremo poter rivivere. Il fatto è che siamo una generazione dannata, bruciata, andata, spirata. La generazione di facebook, di twitter e tumblr. Degli screen delle conversazioni, dei messaggi troppo lunghi, dei troppi libri, dilatatori e tatuaggi fatti senza pensare. Degli acchiappasogni. Dei “voglio vivere a Londra”, “voglio vivere a New York”. Delle poesie sui banchi di scuola, delle lucine di natale attacate al muro della stanza. I film visti mille volte. Le amicizie a distanza. Le stazioni. I treni. Le insicurezze. Smettere di mangiare e ricominciare due giorni dopo. Ed è bellissimo, solo che non ce ne rendiamo conto. Solo che io non me ne rendo conto. È ora di cominciare a respirare, gridare e vivere. Vivere fino a consumarsi la pelle e le ossa. Vivere fino a consumarci l’anima.”
— - bacialsapordimare
“Stai bene da sola, ma da sola soffri tanto. Non lo ammetteresti mai, ma si vede da come sei gentile con chiunque, anche con chi non lo merita per niente. Vuoi che le persone ti vogliano bene, e per quanto tu cammini con l’aria di chi non ha bisogno di nessuno tu hai costantemente bisogno di qualcuno. Paure sconfinate e piedi piccolissimi che non ti permettono di scappare abbastanza lontano. Lontana non ci sai andare, poi ti manca l’aria e non sai che fare, ti piace l’Italia, ma non è l’Italia che ti piace, sono quelle dieci o undici persone in tutto senza le quali non sapresti andare avanti, perché ci metti anni ad affezionarti a qualcuno, ma dopo è per sempre. O insomma, quasi. Come tutte le cose belle. Mi fai sorridere quando dici che non credi agli amori infiniti e poi ti trovo commossa di fronte a un cartone animato che avrebbe dovuto far ridere. Tu non piangi mai perché sei delusa, quando sei delusa urli. Quando piangi è perché speri, speri e non vuoi ammetterlo. Sperare ti ferisce, in qualche modo. Credi che non sia da te, così piangi guardando film comici e ti giustifichi dicendo che non sai davvero come mai, “è da quando sono piccola che mi succede”. E ora come sei? Ti senti grande? Ti piace la notte e ti piacciono le canzoni che non si usan più e i modi di dire che non si usan più. Tutto in te è sincero, perfino il modo di vestire e di pronunciare le parole. Perfino il modo di respirare. Non ti controlli, non ci riesci e credi che sia un male, invece è meraviglioso, sei un fiore selvatico, uno di quei fiori che non si può cogliere ma solo guardare. Profumi molto, se tu fossi un ricordo saresti l’odore delle lenzuola appena lavate, se tu fossi in me ti ameresti come gli uccellini amano volare, di un amore necessario. Se tu fossi in me ti ameresti per non morire. Sono qui che ti guardo, assomigli ad una poesia che nessuno mi dedicherà mai, una di quelle poesie che a leggerle pensi che sarebbe stupendo se qualcuno ti vedesse in quel modo e ti amasse così tanto, invece niente, ma non per questo sei meno bella, non per questo, mai.”
— @sentieridipioggia
“L’hai amata, vero?” Lui sospirò. “Come posso risponderti? Lei era matta.” sorrise, perso in qualche ricordo. Si passò una mano fra i capelli: “Dio se era tutta matta. Ogni giorno mi svegliavo accanto a una donna diversa”. ⠀⠀⠀⠀⠀ ⠀⠀⠀ Una volta intraprendente, l’altra impacciata. Una volta esuberante, l’altra timida. Era mille donne, lei. Ma il profumo era sempre lo stesso, inconfondibile. Era quella la mia unica certezza. Era il profumo dei viaggi che doveva ancora fare, mi diceva. Le chiedevo cosa volesse dire ma non me lo spiegava mai. Mi sorrideva sapeva di fregarmi con quel sorriso, quando sorrideva io non capivo più nulla. Non sapevo più parlare ne pensare. Niente, zero. C’era all'improvviso solo lei! Era matta” rise “tutta matta”. A volte si perdeva a guardare un mappamondo o un quadro, ci volevano ore perché tornasse in sé. E quella sua mania di mettersi sempre i pantaloni… Non l’ho mai vista con una gonna, sai? A volte piangeva, dicono che in quel caso le donne vogliono solo un abbraccio Lei no, lei si innervosiva a starmi vicino in quei momenti. Si vestiva e stava in giardino tutta la notte, e guai a raggiungerla. Mi ordinava di lasciarla sola. La sentivo piangere, ancora oggi sono convinto che parlasse con qualcuno, in quelle notti terribili. C’era qualcosa in lei, amico mio. Non so che cosa, ma non era una ragazza normale. C’era qualcosa in lei, o c’erano altre ragazze in lei, ancora oggi non te lo so dire. Non so dove si trova adesso ma scommetto che è ancora alla ricerca di sogni Era matta tutta matta, ma l’ho amata da impazzire.” Bukowski
“Nonostante la mia cattiva memoria. Ricordo ogni cosa di noi”
— - lostinthisstrangeworld (via @lostinthisstrangeworld )
“One day you’ll leave this world behind. So live a life you will remember.”
#RIP Avicii
L'enorme tragedia di incontrare l'amore della tua vita nel momento sbagliato
Tante storie d'amore finiscono. Il tempo cura tutto e lascia posto a relazioni nuove. Ci sono alcuni amori, però, che non si esauriscono mai completamente: gli amori giusti nati al momento sbagliato.
A raccontarli, sul giornale online dedicato ai Millennials “Elite daily”, l'attrice, scrittrice e filmmaker Lauren Skirvin. La sua è una riflessione sentita e commovente sulla forza di un sentimento che il tempo mette da parte ma il cuore non lascia mai andare davvero. Non passa un giorno in cui questa persona non rientri nei tuoi pensieri e il tuo cuore non si senta pesante. Di solito è perché la relazione non si è davvero conclusa. Ma tu non puoi dirtelo e non puoi crederci perché, se lo facessi, impazziresti.
Lontano dalle storie passeggere, dalle avventure, dalle esperienze, esistono amori che squassano e sconvolgono, da cui, per Skirvin, non si recupera mai del tutto.
Non puoi nemmeno dire “Ti auguro il meglio” e andare avanti. Non puoi chiudere il capitolo. Non ancora e forse mai. Ma come descrivere la nuova vita che una rottura come questa impone? Su Elite Daily, Lauren Skirvin parla di “purgatorio dell'amore”. È un luogo fatto così: tu sai bene chi è l'amore della tua vita, ma voi non state più insieme. Magari siete usciti per un po’, forse avete avuto una vera relazione, oppure non siete mai stati ufficialmente insieme. Ma il filo che vi lega è così robusto, così vero, così magnetico che la vita vi catapulta sempre, continuamente indietro. Il fatto è che la vostra storia non ha mai raggiunto il suo potenziale. Così ci rimanete impigliati, non finisce mai. Questione di tempi, d'equilibrio, di impegni. Variabili che, in una vita, contano non poco. E infatti determinano il destino di una relazione, spiega Skirvin. Per lei, il “purgatorio dell'amore” è sedersi in attesa di un ritorno, cercare distrazioni per andare avanti, forzarsi a incontrare qualcun altro nella convinzione che possa funzionare. Ma non è lui, non è lei, non è mai chi dovrebbe essere. E ci si sentirà così una, due volte al massimo in un'intera vita, senza nemmeno saperlo spiegare agli amici, senza saperlo descrivere a chi è arrivato all'amore percorrendo una strada dritta, facile e serena. Se il tempo è il problema, l'unica soluzione è nel tempo stesso. Perché, dice ancora Skirvin, “ci si incontrerà una seconda volta”. Per forza, come nei film. Nel frattempo, sarà solo una sfiancante attesa, un purgatorio di malinconia e distrazioni.
@cielo-e-voragine
E chiamami se hai bisogno di parlare, chiamami anche se non hai niente da dire, possiamo stare anche in silenzio se non trovi le parole, oppure cercarle insieme, sai che non importa dove.
cit. pioggia-di-parole ☂Michele Giorgi (via pioggia-di-parole)
Non preoccupatevi quando me la prendo per ogni minima frivolezza, quando ci resto male per ogni dettaglio o, ancora, quando cerco di farvi restare con i miei discorsi intricati. Preoccupatevi, piuttosto, quando comincio a lasciar correre, quando non mi urta più nulla di ciò che fate, quando non sentirete più i miei rimproveri e le mie lamentele. Preoccupatevi quando mi succede qualcosa di bello o brutto e non lo sapete per bocca mia, ma dagli altri, quando smetto di chiamarvi e scrivervi a tutte le ore del giorno. Perché, a quel punto, avrete la certezza di avermi persa.
(via comeunoggettoinanimato)
Blu, Cristiana Tognazzi
but never did and never will.
La puntavi su di me piangevi, ero la cosa più bella che avevi..