“Credevo, giacché non potevo farne a meno, in ogni genere di miracoli della mente, per esempio in una minuziosa telepatia o nella capacità dei miei pensieri elettrici di farle avere un qualche vivido, innegabile segno - una costellazione a forma di cuore, un vento parlante, un bruco che la trovasse sola in qualche campo pieno d’erba alta e che le si arrampicasse lungo il braccio fermandosi sul gomito, e lì voltasse i neri occhietti sporgenti per impiantarle nell’anima non solo la realtà dei miei incessanti, ossessivi pensieri ma anche il loro contenuto.”
“Un amore senza fine” - Scott Spencer














