Oggi c’è l’allineamento di sei pianeti, il picco delle Perseidi, l’eclissi solare totale e il novilunio, io compio 33 anni e vorrei tanto credere quelle cose un po’ new age che mi parlano di cambiamenti radicali, di una nuova vita fatta di gioie e soddisfazioni, lasciarmi alle spalle lo schifo e l’orrore dei precedenti 32 anni e finalmente sperimentare -non dico la felicità, ma almeno- la serenità e invece continuo a ricevere conferme che o niente ha senso o più probabilmente sono io che non ci ho mai capito un cazzo, che l’unica volta che ci ho visto lungo è quando già da bambino bramavo qualche metro di corda e uno sgabello ballerino ma ormai sono un adulto e a 33 anni si muore sul Golgota per i peccati altrui e non sull’Appennino per il proprio esser fuori posto quindi altro giro altra corsa altro regalo. N mi ha fatto gli auguri allo scoccare della mezzanotte e mi ha fatto piangere come un bambino con le sue parole, io non mi sarei aspettato nulla di diverso da quella magica creaturina ma rimango comunque senza parole. Anche oggi, come di consueto, la primissima cosa che mi ha detto il mio cervello è di prepararle il caffè e io ho dovuto ripetermi la solita asfissiante litania di motivi per cui ciò non mi è concesso. Ho rifatto il conto aggiornandolo alla data di oggi e siamo a un paio di tazzine dal raggiungere i 43 litri. O 47 e rotti kg di caffè in grani. O più di 150 metri quadri piantumati a Coffea Arabica, se vogliamo misurarla così. Più tutti quelli che mi bevo io. Incalcolabile. Se la Terra girerà a tal punto da riavvicinarci, comunque, cercherò di recuperare tutto ma magari i caffè passati li storno, ché un’ulcera e un infartino altrimenti non ce li leva nessuno e sinceramente anche no. Nel dubbio oggi sto lontano dalla moka e dai chiodi, hai visto mai










