Modena City Ramblers (Pescia)

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Kiana Khansmith
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Interview Vampire Daily
Doug Jones

gracie abrams
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@notenonrichieste
Modena City Ramblers (Pescia)
Insicurezza all'improvviso
Stamattina entro in un ristobar e chiedo alla barista se c'è il proprietario. Lei mi risponde che al momento non c'è e aggiunge: "comunque se hai un appuntamento con lui vedrai che arriva tra poco". Quindi le faccio un cenno d'assenzo e le dico che posso aspettare fuori.
Ma non finisce qui: per qualche motivo sento il bisogno di aggiungere che, al limite, lo posso anche chiamare lasciando intuire il fatto che avevo già avuto un contatto con lui. Non contento, nel farlo mimo la forma di una cornetta del telefono senza neanche accorgermene.
Lei rimane interdetta per un secondo poi pronuncia un "ssssì" quasi infastidito. A quel punto indico il gazebo fuori attraverso il vetro della porta e mi congedo. Pensavo che certe insicurezze si fossero risolte con l'età e invece... eccoci qua.
Il filo rosso di Genova: frammenti di un trauma generazionale
Recentemente mi sono ritrovato a revisionare alcuni materiali riguardanti il G8 di Genova per scrivere un articolo sul tema. Tra questi ci sono anche i vari filmati che ho riguardato per l'ennesima volta: ogni volta che lo faccio, è sempre un viaggio nei ricordi di un periodo della mia vita in cui sentimenti ed emozioni inespresse si mescolano con la memoria collettiva di un'intera generazione.
Stavolta, però, ho rinvenuto qualcosa di particolare che mi riguarda da vicino.
L'ex pm del caso Diaz: diritto a manifestare più fragile, opacità sulla polizia e stampa asservita. Le parole di Zucca.
Continuo a provare profondo odio verso quelli che sentono l'esigenza di mettere la musica ad alto volume durante le cene di gruppo o aperitivi. Siete i peggiori.
L'esperimento sociologico
Da quando ho aperto la partita Iva, anche le persone che conosco da una vita hanno una diversa considerazione di me. Una delle cose che più mi colpiscono è questo continuo farmi partecipe di pettegolezzi e confidenze che hanno sempre ad oggetto la reputazione di qualche vecchia conoscenza.
Ho scoperto che etichettare gli altri come "comunisti" è ancora pratica comune e serve a forgiare le relazioni sociali all'interno di piccole comunità ristrette che compongono il tessuto sociale della zona in cui vivo. Interessante visto che fino a poco tempo fa ero io quello da etichettare.
Qualcosa di simile mi successe quando ero ancora uno studente universitario e cominciai a dare alcuni esami di economia: in molti cominciarono a percepirmi come quello che "non era stupido" (prima sì?), come se ai loro occhi avessi finalmente imboccato la retta via.
Cominciai a capire che stupidità e scaltrezza possono andare di pari passo, così come intelligenza e ingenuità .
Da qui un'idea: invece di perdere tempo a spiegare le mie cose come facevo un tempo, ho deciso di assecondare questi personaggi che mi ritrovo ad orbitare attorno e vedere come recitano la parte in commedia.
Ho quindi iniziato a parlare di finanza e business, ma solo con alcune persone chiave, giusto per vedere come circola un certo tipo di chiacchera e osservare come se fosse un esperimento sociologico. Spero solo di non diventare troppo cinico e disincantato.
Punto di svolta
Sembra che le persone di cui tutt'ora ho più stima siano anche quelle che, oramai, non frequento più da una vita. Ho vissuto anni con la promessa tacita che sarei tornato al mio stato naturale, quello in cui, appunto, condivido la mia vita con quelle persone con cui ho avuto una certa affinità .
Solo che quella promessa l'ho fatta a me stesso e nel frattempo il mondo è andato avanti. Praticamente nemmeno esistono più quelle stesse persone di cui ho memoria; scommetto che anche loro sono cambiate come tutto il resto.
Allora sì, mi sbagliavo, non era nemmeno una promessa che facevo a me stesso, ma molto più semplicemente era inerzia. Fortuna che adesso ho trovato un punto d'appiglio, altrimenti chi sa dove sarei finito. Per il resto non c'è altro da fare che dire addio.
Ultimamente mi appaiono spesso le pubblicità di queste nuove AI che si propongono come parther virtuale a portata di smartphone. Devo preoccuparmi?
Diritto al privilegio
"Meglio morto che gay" è l'opinione comune in certi ambienti. Le dichiarazioni rilasciate dai parenti e conoscenti di quel ragazzo preso a fucilate dal padre e morto assieme alla madre sono proprio come appaiono: sono espressione di una comunità che pretende di rimanere immobile nel tempo e reagisce violentemente quando è costretta ad approcciare il cambiamento.
Si tratta di quell'Italia tradizionalista e intollerante che percepisce il proprio privilegio come un diritto.
Si ipotizza una componente omofoba all'origine del duplice omicidio che si è consumato in Versilia. Cosa sappiamo della tragica fine di Mirk
Capibara iperstizionali
Va bene il conoscersi di persona, di questi tempi le relazioni sociali offline sono oro. Va bene il connettersi, i desideri, l'iperstizione poi? perché no, dopotutto Fisher ha scritto anche cose interessanti.
L'accelerazionismo però lasciamolo perdere, è roba per chi ha preso troppo sul serio i francesi.
La mia vita sembra sempre più una sceneggiatura dei fratelli Coen, proprio lo stesso stile. Devo preoccuparmi sul serio?
LinkedIn è il social più tossico in assoluto.
LinkedIn è il social più tossico in assoluto.
LinkedIn è il social più tossico in assoluto.
LinkedIn è il social più tossico in assoluto.
LinkedIn è il social più tossico in assoluto.
Non ho mai percepito ovunque così tanta solitudine e isolamento come in questa epoca iperconnessa.
They are pogroms not riots, it is not the same.
Oggi ho sentito pronunciare la seguente frase: "bisogna votare Vannacci". Niente di strano di questi tempi se non fosse per il fatto che a pronunciarla è una mia vecchia conoscenza che non rappresenta proprio l'italianità come il famoso ex generale vorrebbe: il tipo è albanese, di quelli che sono venuti qua alla fine degli anni '90 e fa il muratore.
Adesso conduce una vita di tutto rispetto ma ne ha passate diverse nella vita.
Ai suoi occhi io sono sia una conoscenza preziosa, sia una persona che "ha studiato". Questo per lui è fonte di sentimenti contrastanti. Ciò non toglie che, nei casi opportuni, sa marcare le dovute distanze e rivolgersi al pubblico giusto. Tipo quando ci tiene a far sapere che c'è "gente che non si integra" e casualmente la gente in questione ha la pelle più scura di lui (e religione diversa dalla sua).
Due spicci
Volevo scrivere un post sulla nuova serie di Zerocalcare ma mi sono reso conto che sarebbe impossibile per me esprimere una qualsiasi idea senza scadere nell'auto commiserazione. Pure il modo di farmi le seghe mentali mi accomuna a quell'uomo. Passo.
Avete presente quel social di casa Meta che sembra Twitter?
Stavo proprio girovagando su quella piattaforma negli ultimi giorni, tra account fake e persone in cerca disperata di attenzione, quando ho recuperato un paio di profili appartenenti ad alcune persone che conosco da tempo. Tra i post di uno di questi, ho assistito a una di quelle crisi reputazionali di cui tanto parlano i social media manager; il brand in questione, però, è la persona stessa di cui vi vado a raccontare.