<<Ormai mancano pochi giorni a che io raggiunga i 365 giorni di solitudine, solitudine significa senza amici, 365 giorni in cui non si esce non solo il sabato sera, non si esce e basta. 365 giorni in cui se ho qualcosa da dire, se voglio qualcuno con cui confidarmi ho soltanto me e me. (365 giorni in cui conosco solo lo studio, Leopardi e io una cosa) 365 giorni in cui ho sentito molte volte le persone dire "mi sento sola" ed avere ragazzi intorno, avere amiche, andare alle feste, in cui ho sentito persone dire "sto sempre chiusa in casa" e poi quando le chiami dicono "scusa non posso sto facendo un giro ti chiamo quando torno"...>>
Ecco. Non sono piĂą 365 i giorni. Sono molti, molti di piĂą .
“Mi sento male perchè sento di non viverle, queste cazzo di giornate. Sento che le faccio passare, che faccio scorrere il tempo senza usarlo, senza prenderlo per il culo e magari farmi quattro risate e basta. Non sto vivendo, io sto solo passando.”
“Tu sorridi e non ci pensi e chiudi a chiave i sentimenti, è rimasta la paura di non essere abbastanza. Sai, l'amore non esiste per chi è sempre stato senza.”
“E sembrava, dalla velocità con cui era sparito, che non avesse mai avuto l'intenzione di restare, come se fin dall'inizio avesse saputo che prima o poi se ne sarebbe andato.”
Ho perso tanta gente ngopp a stu cammin, o meglio, s n so jiut lor. Alle prime persone lasciavo un pezzettino ro cor mij che l'er appartnut, e vrè come se lo portavano via con quel grugnito stampato in faccia, soddisfatti, quasi a dicr " c l'agg fatt a t fa mal" e io invece pensavo che farmi male era l'ultimo dei pensieri loro. Po m'agg fatt gross. So criusciut. O post e chilli piezz mancant e cor, s'hann criat l'oss, si so ingrossate, si so ntustat e mo, p m trasi rind o cor, e murì primm e po c'arriv. L'agg capit, pur si tropp tard, ca nisciun fa del bene p senza nient, chi fa coccos e buon aropp ven a riscuotr e 'ntress. Ma io non sono la plebe, ij mo vogl essr na signor e nun vogl avè nient a che fa cu sta brutta gent.
Ho guardato i suoi occhi, le sue lacrime, la sua anima spogliarsi, durante quelle canzoni che piĂą le stanno bene addosso, ho incrociato la malinconia nel cammino del suo sguardo ed a viaggiare insieme alla malinconia lungo la scia di quelle lacrime, era la paura prepotente; stava evidentemente prendendosi il primo posto tra tutte le emozioni che investivano il suo viso.