“Arroganza è pensare di essere superiore agli altri. Autostima è non sentirsi inferiore a nessuno.”
— Psicologia applicata
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“Arroganza è pensare di essere superiore agli altri. Autostima è non sentirsi inferiore a nessuno.”
— Psicologia applicata
“Per te che t'innamori di tutto, ma in realtà non t'importa di niente. Per te che ti mantieni sempre un po’ distante, e scommetto che perfino ascoltare la musica a volte ti annoia. Per te che sei scostante e conosci cose che non interessano a nessuno e non ti serviranno mai a niente. Per te che quando sei a terra hai paura di volare, ma quando poi voli non hai paura di cadere e ridi spesso, ridi bene, ridi e accetti di buon grado che le cose - anche le più belle - possano finire. Per te, eterna insoddisfatta che continui ad aspettare che qualcuno ti inviti a ballare e non ci speri più, ma ti ritrovi a guardare con insistenza fuori dalla finestra. Per te che non scrivi più lettere d'amore, e osservare il cielo non ti tranquillizza più, niente ti tranquillizza più. Per te che qualche anno fa bastava fare l'amore e bere un buon vino rosso per essere felici e adesso, invece, hai tutto e non senti niente. Per te il vento, le note, l'odore delle penne colorate, un letto fresco. Per te la forza di cambiare.”
— Susanna Casciani
“Era una di quelle ragazze che chiedono sempre il permesso prima di fare qualsiasi cosa. Ha paura di dare fastidio, di essere noiosa, poco originale, non simpatica agli altri. E questo perchè ha sofferto, amato, pianto, sperato, sognato sempre troppo. E’ una di quelle ragazze che pensano tanto, e sanno che questo le porterà a nascondersi in bagno per non farsi vedere in lacrime, eppure non ci riescono a far stare il loro cervello muto quando intorno c'è troppo silenzio. Non pensa di essere mai abbastanza, anche se forse lo è molto più del dovuto, ma questo non lo capirà mai.”
— Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)
“Ti chiedono come mai sei cambiata, perché sei così diversa, perché non sei più la stessa. Ti trovano un po’ troppo distante, sempre sulle tue, che non vuoi dirgli più niente, che non ti va di ascoltare. Si chiedono come mai tu sia un'altra e perché la tua disponibilità sia diventata quasi cattiveria e perché non hai più lo stesso carattere di prima perché rispondi a stento alle domande perché sei così chiusa in te stessa e hai intorno troppi muri a proteggere la tua fragilità estrema, si domandano come mai tu abbia perso la tua pacatezza, la tua timidezza gli fa strano pensare che tu non sia più la stessa ma una un po’ meno onesta, meno preoccupata dei bisogni di tutti quanti meno pronta a capire, meno disponibile per tutti. Ti chiedono che ti è successo perché non vuoi più essere chi eri perché hai cambiato pure gli occhi perché adesso sono sempre tristi, distanti, persi e gli dispiace che tu non sia più la stessa perché prima eri un poco meglio di sicuro ma dov'erano quando tutto quanto cadeva? Quando ti serviva qualcuno con cui parlare? Quando non avevi idea di dove avresti potuto andare a cercare chi ti potesse capire? Dov'erano quando ti sei persa e non ti sapevi trovare quando gridavi aiuto a gran voce e loro sentivano solo ‘si, tutto bene’ dov'erano quando tu c'eri per loro e loro invece per te non c'erano nemmeno se li rincorrevi? Ma dov'erano quando tutto sembrava non avere un senso? Non gli piace come sei adesso, troppo sulla difensiva, troppo strafottente, ma dov'erano quando hai deciso di cambiare?”
—
“Promise a se stessa che non si sarebbe fidata mai più di nessuno. Spense il suo cuore. Diventò fredda, arrogante, egoista, stronza, cattiva. Era diventata tutto ciò che odiava.”
—
“–Sono cambiata? Te lo sei mai chiesto il perché? Ti sei mai domandato perché è così fredda? Perché non è più dolce com'era prima? Così aggressiva? Perché si è chiusa in se stessa? No, ovviamente. Quindi ora levati, fai come hanno fatto tutti, tanto “sono cambiata”, l'hai detto tu.”
— Frasi riflessive
“In questa scena
la persona che sta sopra
non può vedere il serpente
che sta mordendo
la persona che sta sotto.
E la persona che sta sotto
non può vedere
la pietra sopra la persona
che sta nella parte di sopra.
Sapete cosa significa?
Non sempre la persona
può vedere il dolore
dell'altro che sta soffrendo;
e l'altro non sempre
riesce a capire
la pressione
dell'altra persona
che sente giorno per giorno.
Abbiamo bisogno
di esercitare più comprensione,
comunicare meglio,
parlare delle nostre debolezze,
ascoltare le debolezze dell'altro;
capire i problemi,
le limitazioni
e avere più empatia
per capire che,
anche se la persona che amiamo
non sta facendo tutto ciò
che ci aspettiamo
per stare al nostro fianco,
non vuol dire che
non sta facendo del suo meglio.”
- cit. dal web
“mi piaci come tutto ciò che è impossibile da avere, mi piaci e non posso ne dirtelo e ne dimostrartelo.resterai sempre la cosa più bella che non avrò mai”
—
Se devi spiegare troppo,
ti stai raccontando
alla persona sbagliata.
Confucio
““Essere una persona sensibile vuol dire percepire un tono di voce distante durante una telefonata, riconoscere l’ansia, la paura e la tristezza nella faccia degli altri. Essere sensibile vuol dire fare caso a tutto, e con “tutto” intendo veramente qualsiasi cosa: un fiore sconfitto dal vento, un cane solo, un colore diverso del cielo, un sorriso più sentito, una parola colorata in mezzo a tante parole anonime. Essere sensibili vuol dire vivere dieci, cento, mille vite ogni giorno. Quando sei sensibile non puoi fregartene, farti gli affari tuoi, lasciar perdere. Chi è sensibile, se sa di aver ferito qualcuno si tortura per ore ed ore pensando alla sensazione che gli ha fatto provare. Chi è sensibile dura una fatica immensa. Si dovrebbe aver cura di chi è sensibile, potrebbe morire per una carezza in meno.””
— S. Casciani
Source : selfcareisapriority
“Due etti e venti,
che faccio, lascio?”
Lei si chiama Rosaria ha 81 anni e da poco ha imparato a fare la spesa.
Perché prima, la spesa, la faceva suo marito Carmine. Rosaria gli dettava cosa comprare e Carmine, con la sua calligrafia, provava a stargli dietro.
Ed ogni qualvolta ritornava a casa, Carmine e Rosaria litigavano.
Quelle litigate che viste dagli occhi di un nipote fanno tenerezza, fanno quasi bene al cuore.
Quelle litigate in cui pensi “Ma questi davvero hanno fatto 4 figli e 11 nipoti?”.
Litigavano per il resto sbagliato, ma soprattutto per i due etti e venti invece che due. Litigavano, ma poi si amavano come ora non siamo più abituati a fare.
Si amavano forte senza whatsapp, chiamate, tag sulle foto.
Ora Carmine soffre di alzheimer e a volte Rosaria non se la ricorda più. Anzi più passa il tempo e più dimentica le cose.
Allora, da un po’ di tempo a questa parte, Rosaria va a fare la spesa, torna a casa e lascia la spesa vicino la porta della stanza da letto.
“Ti sei di nuovo fatto fare 2 etti e venti?” lo ammonisce Rosaria, speranzosa.
Carmine si alza, raccoglie le buste e per pochi istanti anche la memoria: crede di aver fatto la spesa, come sempre.
“Perché ti lamenti sempre?”.
Rosaria e Carmine così iniziano a litigare e ad amarsi un pò.
Ancora un pò.
- Nicola Conversa
“Rivedi i tuoi sbagli scritti sulle braccia sperando che svaniscano.”
— comemargheritenere