Y para vos? Qué es el éxito?
trying on a metaphor

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@oppositedirectionforlife
Y para vos? Qué es el éxito?
“È che se parlo rovino tutto, se non parlo mi rovino dentro.”
—
“E alla fine, siamo solo umani, ubriachi dell'idea che l'amore, solo l'amore, possa guarire il nostro tormento.”
— Francis Scott Fitzgerald, Il Grande Gatsby (via doppisensi)
.
(via un-bel-casino)
Perchè la vita mia non è cambiata è sempre questa. I tramonti dalla finestra. Chi se ne va e chi resta. Chi mi ama e chi mi detesta. Chi mi alza e chi mi calpesta.
“Ti guardo mentre piangi e ti vorrei salvare, ti guardo che sorridi e il male in me scompare.”
— Chabani- La paura e’ solo sabbia
LETTERA PER TUTTI
Il cielo aveva assorbito quel colore azzurro-sbiadito ed era costantemente spruzzato di nuvole.
Le ombre alle otto della mattina continuavano ad essere molto estese e la sera le stelle apparivano subito.
L'estate era finita e l'autunno aveva già strappato agli alberi tappeti di foglie, che giacevano sui marciapiedi, pronte a scricchiolare sotto ai piedi del primo passante distratto.
E indovinate un po’, proprio nel periodo più malinconico dell'anno, dove i colori si incupiscono e le temperature si abbassano, sono nato io.
Un paio di giorni fa ho soffiato sulle 27 candeline spinte con cura dentro all'impasto soffice della ciambella preparata da mia mamma la mattina.
Si era svegliata due ore in anticipo solo per me.
O forse non si era mai addormenta; da quando mi é stata diagnosticata quella malattia, che il solo nome mi fa pizzicare gli occhi e mi impasta la bocca, ha perso il sonno.
Oggi sono appena stato dal medico, che mi ha detto, col volto fermo e impassibili, e gli occhi freddi e distaccati, di sistemare le cose, che é una frase in codice per dire che presto lascerò questo mondo.
E per presto intendo uno o due mesi.
E beh, vedi, quando scopri che ti rimangono trenta, sessanta giorni di vita al massimo… non puoi permetterti di entrare nel panico, non puoi permetterti di scioglierti in lacrime o scoppiare in singhiozzi, ne tanto meno bruciarti di rabbia e furore.
Non puoi permettertelo perché non hai più tempo.
Impari quanto sia prezioso e quanto possa scorrere veloce, proprio come sabbia fra le tue mani.
E allora corri subito a sistemare le cose.
Nonostante non sai da dove iniziare ti sforzi e cerchi di fare tutto ciò che hai sempre voluto, temuto o pensato in quel breve periodo di tempo che ti è rimasto.
Inizi a salutare ogni mattina tua madre con un bacio sulla fronte, a ricordarle con più frequenza quanto le vuoi bene e quanto sia importante per te.
Inizi ad abbracciare tuo padre e, soprattutto, a chiedergli scusa per tutte le incomprensioni dovute alla testardaggine, per tutti i litigi privi di fondamenta e ti senti stupido e sbagliato e un disastro, finché le sue braccia non ti imprigionano e le sue lacrime calde bagnano la tua pelle fredda e allora ti senti a casa e ti penti e ti odi per aver dimostrato così poco affetto ai tuoi genitori, per essere sempre stato così distante e per aver alzato muri spessi e tranciato i vostri rapporti … perché solo ora che hai capito quanto sono preziosi, solo ora hai capito che non c'è nulla che ti faccia sorridere come le mani di tua madre, che seppur tremanti e sottili, dall apparenza così fragile, in ospedale ti stringevano con una tale forza da farti sentire potente e coraggioso, e tuo padre che sotto quella corazza dura nasconde un animo sensibile e lo senti imprecare al telefono, per poi scoppiare all'improvviso a piangere la notte… davvero, il tuo cuore si rompe e si spezza per non aver sistemato tutto prima.
Inizi a uscire di casa e a sorridere ai commessi, a salutare le persone e ad essere gentile con loro, e ti sorprendi di come cambiano, di come l'espressione che fino a qualche minuto prima corrucciava loro il volto e stirava i lineamenti, ora modella le labbra in sorrisi e faccia brillare loro gli occhi.
E ti rendi conto che se dai amore alle persone, loro te lo ricambiano.
Ti rendi conto che il panettiere inizia a tenere da parte il tuo solito ordine e nel sacchetto ti mette sempre un paio di pasticcini, nonostante non li avessi mai ordinati, ma costantemente divorati con gli occhi, e ti stupisci di come siano brave le persone a leggerti dentro, se tu ti sforzi di leggere loro.
Ti rendi conto di come quel bambino a cui hai allontanato i ragazzi più grandi che lo infastidivano, ti abbia incrociato per strada, fissato negli occhi e pronunciato, scandendo parola per parola, la frase “sei il mio eroe”, e dopo certe cose il tuo animo scoppia, come gli alberi di pesco scoppiano di fiori in primavera.
Inizi a non temere più te stesso e a scoprire chi sei davvero.
Assecondi le tue passioni senza frenarle, ma amplificandole.
Passi del tempo con te stesso e ti prendi cura della tua mente, nonostante inizi a dimenticare ciò che hai mangiato per pranzo e a confondere i nomi delle persone.
Inizi a ritagliarti spazi per leggere il tuo libro preferito, nonostante imbrogli tutte le parole, a scrivere i tuoi pensieri anche se le tue mani tremano sempre più forte e le tue parole altro non sono che scarabocchi.
Ma va comunque bene.
Perché facendo quelle cose, le cose semplici, le cose per cui il tuo cuore batte, ti senti meno malato e più vivo.
Cerchi di fare ciò a cui prima non avevi mai dato peso, nonostante sapessi quanto fossero importanti per te quelle passioni, sempre accantonate da scuse banali.
Inizi a fare un giro al bar a metà mattina, ma non per ordinare il solito caffè e spiare quella ragazza dai capelli scuri, sempre raccolti in una coda disordinata, ma per andare da lei, dirle che é meravigliosa, che il suono della sua risata é stupendo, tanto che il mondo si ammutolisce, zittisce tutto il caos che intessa ogni sua molecola per poterla sentire.
E finalmente sarai il protagonista della tua scena preferita, mandata in loop infinite volte nella tua testa; tu e lei seduti in quel candido tavolo rotondo, che per centrotavola ha le più variopinte bustine di zucchero e i vasi di ciclamino affianco, nonostante ora siano sfioriti.
E ridi con lei, e parli con lei, e ti perdi nei suoi occhi, e fissi il modo in cui piega le labbra per pronunciare il tuo nome e da quel momento credi di avere il nome più bello di sempre, e respiri il suo profumo e le baci la mano prima di andare, spiegandole che devi tornare a casa ora che le vacanze sono terminate, perché non sei di quelle parti, ma che la porterai sempre con te.
E ti rendi conto che tutta quella paura di non essere all'altezza, tutta quell'ansia, tutti quei dubbi sul da farsi erano cavolate.
E ti butti a capofitto nel letto con le guance bollenti e salate a causa delle lacrime e ti strappi i capelli perché hai già dimenticato il suo nome, ma non dimenticherai mai il modo in cui il tuo cuore si è sentito accanto a lei.
E poi ti svegli.
Apri gli occhi.
E ora tutto è perfetto.
Perché capisci che sei sempre stato la persona che volevi essere, ma che non avevi mai avuto il coraggio di diventare.
-Alessia Alpi, (scritta da me.)
Volevoimparareavolare on Tumblr
bellissima davvero.. non ho parole..
Alcune delle migliori risposte
le ho date premendo annulla,
invece che invia.
Read a hundred pages a day. Or ten. Or one. Or a paragraph, a sentence, three words. Just read.
(via bookeworm94)
Le cadeva addosso una malinconia dolce come una carezza lieve, che le stringeva il cuore a volte, un desiderio vago di cose ignote.
Verga (via figmento)
ATTENZIONE!
Il mondo reale potrebbe urtare la vostra sensibilità!
“Condividiamo spesso il nostro mondo interiore, con la pretesa che una massa di analfabeti sappia leggerlo.”
- I dolori del giovane Werther
-Sei la mia acqua -Sono il 70% di te? *-* -No, devi evaporare.
ilpesodeidesideri (Via ilpesodeidesideri)
Sento che nessuno mi vuole bene, ho pensato al suicidio, poi ho detto no
Ragazzi davvero, non dovete prendere il suicidio così sotto gamba. Non è una scelta. Non è una cosa che “dai, se mi pento torno indietro e ricomincio”. NON SI TORNA INDIETRO.
Il suicidio non è un'opzione. È una conseguenza di un dolore estremo. Togliersi la vita significa che quando tua mamma tornerà a casa dal lavoro vedrà sua figlia in una pozza di sangue, e lei ti prenderà fra le braccia bagnandoti il volto freddo e pallido di lacrime. Significa che singhiozzerà così tanto e cercherà di farti tornare in vita, nonostante sia troppo tardi, e chiamerà l'ambulanza anche se ormai non ci sarà più nulla da fare. Si odierà perché non sarà in grado di salvare sia figlia.
Tuo padre quando lo verrà a sapere si metterà a guidare più veloce per arrivare subito al pronto soccorso, con la vista appannata e il cuore che ad ogni battito lo spezza. La sua bambina. Quella che teneva fra le braccia nelle foto degli album fotografici che tenete in soffitta. Si accascerà in un angolo ripensando all'ultima conversazione che avrà fatto con te e inizierà a strapparsi i capelli e a picchiarsi perché magari ti aveva proibito di andare da qualche parte o aveva alzato troppo la voce con te.
Vedrà sua moglie accanto al tuo corpo esanime e ti accarezzerà il volto coi polpastrelli gridando “torniamo a casa. Svegliati. Svegliati” Non si perdoneranno mai per aver dimenticato di dirti quanti ti amavano a causa del troppo stress lavorativo.
Se hai fratelli o sorelle, questi non capiranno cosa è successo, e chiederanno spiegazioni ai tuoi nonni, anch'essi zuppi di dolore. E piangeranno insieme. I tuoi genitori non sapranno trovare le parole per dir loro che tu non tornerai più a casa, non ti sederai più a tavola e per settimane continueranno ad apparecchiare anche per te, che non sentiranno più la tua voce in casa o i tuoi messaggi sul display del telefono. Che la tua stanza non sarà più in disordine e le tue scarpe smetteranno di essere lanciate per casa quando arrivavi incazzata nera perché a scuola era andata male.
Non ci saranno funerali, perché la chiesa ritiene il suicidio un gesto che va contro natura. Non riceverai fiori, perché la società lo ritiene un gesto egoista. I tuoi parenti invecchieranno di colpo; rughe profonde solcheranno il loro volto e la loro carnagione si farà più smorta.
I loro occhi saranno costantemente lucidi e i tuoi genitori passeranno le notti insonni, a tormentarsi, andranno al lavoro con occhiaie scure e nessuna parola, nessun conforto basterà per dargli anche un minimo sollievo da quel Travaglio che li dividerà.
A scuola il tuo banco sarà vuoto e il tuo nome verrà cancellato dall'elenco. I tuoi compagni piangeranno. Magari non tutti. Ma ad alcuni mancherai molto, più di quanto potrai mai immaginare.
I tuoi insegnati soffriranno nel vedere quella sedia fredda, quel posto in più che nessuno potrà occupare.
Okay. Magari il sole continuerà a sorgere e le stelle a brillare, e le stagioni a susseguirsi e il mondo a girare. Ma per la tua famiglia, per la tua classe, per i tuoi compagni, nulla sarà lo stesso.
Perché quando una persona si uccide, uccide anche chi gli sta intorno.
Due anni fa un mio amico, che non aveva ancora compiuto 12 anni, fu investito da un auto. Io ero dietro di lui. Morì il giorno seguente.
Il dolore che provai e che tuttora provi nel ricordarlo nessuno li può conoscere.
Fui presente la sera di quel giorno in chiesa, dove al posto di pregare per lui per un possibile risveglio, fummo colti dalla notizia della sua morte. Vidi suo fratello che pareva un fantasma e scoppiai in lacrime. Assistetti al suo funerale. Vidi suo nonno uscire quando il carro funebre stava, da casa sua, avviarsi al cimitero. Suo nonno iniziò a gridare verso la tomba “torna a casa. ”Il suo grido era un lamento farciti di lacrime e singhiozzi e assomigliava a un coltello che trafiggeva il cuore.
Vidi i suoi genitori invecchiati improvvisamente. Suo padre non ebbe la forza di parlare. Sua madre ci riuscì. Fu qualcosa di straziante.
Lui non compirà mai 12 anni, non si innamorerà mai, non sceglierà il lavoro che vorrà fare da grande, non bacerà mai le labbra di una ragazza, non si costruirà mai una famiglia, non vivrà.
E da quel momento capii perché il suicidio viene definito un gesto egoista; tu ti privi della tua vita, quando qualcun altro anche se avrebbe voluto non l'ha potuta vivere.
Piango
La prima parte praticamente sarebbe la storia di 13. Molto toccante l'ultima parte riguardante il suo amico…
Sto piangendo..
Piango..
Sto piangendo. Tutti quelli che stanno per compiere un gesto simile, FERMATEVI. Non uccidete solo voi.
Sto letteralmente piangendo. Verità, verità, verità.
“A chiunque.”
Reblogea si te acuerdas este tema
“ Y cada vez que nace un niño, sale el sol.Despues de todas las tormentas, sale el sol. Debes vencer la soledad y no temer la adversidad.Tras de la noche mas profunda sale el sol.”