Uno speculum principis della antica trattazione persiana sasanide
Ne esiste una traduzione in francese, la prima di queste datata 1954, edita presso i tipi parigini della Société d'édition "Les belles lettres", ma purtroppo è stato sin d'ora pressoché ignorato dall'editoria italiana. L'oggetto del discorso in questione è il Kitab at-tag, attribuito al letterato ed erudito arabo Jahiz.; solo qualche articolo su riviste specializzate è apparso ad opera di studiosi. Noto negli ambienti culturali ed accademici francesi con il nome di Le livre de la couronne ("Il libro della corona") è un insieme di aneddoti, prescrizioni, suggerimenti, consigli sulla condotta morale, economica e politica negli affari di Stato. Seppur redatto dallo Jahiz (che pareva esser stato di stirpe afro-arabica) in un ambiente arabo islamico, alla corte degli Abbasidi, presso Baghdad, il testo si configura come brillante esempio della precettistica sasanide, precedente la conquista araba della Persia. Poiché per i musulmani, dei quali l'etnia araba è la maggioritaria, il Corano è il libro sacro e fonte di ogni insegnamento religioso, politico e culturale, non stupisce la scarsa presenza di specula principis nella storia dell'Islam, se si escludono i fondamentali Siyasat Name ("Libro del governo") di Nizam al Mulk e Qabus Name ("Libro dei consigli") di Kay Ka'us Ibn Iskander (si noti l'uso del termine name, "libro", in persiano). Ragion per cui la cultura araba attinse spesso da quella persiana; non a caso le famose novelle de Le mille e una notte rappresentano un corpus letterario sì eterogeneo ma in larga parte di origine persiana, seppur nella cornice araba della corte del califfo Harun al Rashid
Nello stendere il suo imponente Masse und Macht (1960; trad.it Massa e potere) ne fa cenno e riferimento, in ispecie quando racconta gli intrighi di palazzo di Cosroe II, sovrano sasanide di Persia. Come per la Vita di Filippo Maria Visconti di Pier Candido Decembrio, Canetti riscopre ed offre al lettore occidentale un assai interessante specchio del principe di fattura orientale e di millenaria sapienza.
Come il Secretum Secretorum dello pseudo Aristotele (altro speculum principis, questa volte di origini arabe, mancante di un'edizione recente) anche questo "Libro della corona" meriterebbe una traduzione...














