Tempismo è l’anagramma del mio nome.
Marremma.

No title available
Game of Thrones Daily
Claire Keane
cherry valley forever

blake kathryn
Stranger Things
No title available
almost home

No title available

Kiana Khansmith
NASA

No title available
wallacepolsom

@theartofmadeline

PR's Tumblrdome
No title available
he wasn't even looking at me and he found me
"I'm Dorothy Gale from Kansas"

JVL
will byers stan first human second
seen from Canada
seen from United States

seen from United Kingdom

seen from Australia

seen from China
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from Kenya
seen from United States
seen from Russia

seen from Australia

seen from United Kingdom

seen from Australia
seen from Venezuela

seen from Japan
seen from United States

seen from Malaysia
seen from United States
@paturniosa
Tempismo è l’anagramma del mio nome.
Marremma.
mi mancano già questi luoghi
Sono mesi ce non scrivo, ma quest’ultimo mese sta mettendo alla prova tutte le mie energie. Si prepara un salto nel buio la prossima primavera. Dovrò lasciare la casa che mi sono scelta con la testa, il cuore e la tigna. Ricominciare da un’altra parte: una città bellissima che non è la mia. E tutti i giorni quando vado a camminare e vedo Firenze dall’alto sento già la nostalgia.
La cosa più terribile è vedere quanto sia felice e sereno senza di me.
E niente, quanti mesi sono che non scrivo non lo so nemmeno io, ma oggi ne ho bisogno. Le camminate che faccio da aprile sulle colline appena fuori dalla porta della città, o in centro quando è mattina presto, oppure lungo il fiume, sono molto utili. Mi chiariscono le idee. Non sempre avere le idee chiare è bello: tipo ultimamente ho capito che anche se non posso avere Nino ( e che è molto sano stargli lontana), non riesco a a non usarlo come termine di paragone, che gli altri mi annoiano e che è inutile provare a prendere birrette e caffè. In fondo fa freddo; meglio stare in casa. Esco solo per camminare. Devo allenarmi per Santiago. Per il resto sono triste e non ne parlo. Che tanto non serve a niente. Però ne ho scritto che sennò poi la tristezza mi soffoca.
Dopo mesi di quiete ho di nuovo sognato Nino. Che non faceva più il Nino e faceva tutto giusto.
Dove posso fare una lobotomia?
Con i se e i ma non ci si fa nulla. Ma penso che se non fossi un cretino saremmo piùcheperfetti (o forse aoristi). E invece no, il maledetto periodo ipotetico mi lascia nel limbo dell’ottativo con un gusto in bocca amaro e non piacevole e la voglia di picchiarti.
Certo che fare una bella scenata mi piacerebbe proprio. Invece nulla: ostentare indifferenza, fare la regina delle nevi coi capelli in ordine e il rossetto sempre a posto. Tenere una maschera di gentilezza formale, quando invece vorrei tirare schiaffoni. Essere adulti fa molto schifo.
Il fatto è che ieri sera, dopo aver visto la fine di Gomorra, avrei voluto scrivere e commentare. Il fatto è che quando vado a prendere il caffè vorrei che tu mi dicessi “lo fai anche per me?
Il fatto è che mi manchi, ma puoi benissimo andartene affanculo (CIT).
Il mio talento più grande è quello di saper dare soprannomi, ma quando ho soprannominato Nino non sapevo che sarebbe stato così Nino.
Pur non essendo mai stata davvero Lenù, venerdì sera ho avuto la mia scena del disamore con tutti i crismi. Me lo aspettavo talmente tanto che non ho nemmeno pianto, però no schifata, perché pensavo che ci tenesse almeno un po’ se non al mio benessere, almeno alla mia stima.
Il pernicioso Accadde oggi mi ricorda che silo 4 anni fa avevo il piede gonfio e tu volevi scendere a assistermi. E il magone scoppia come se non fosse passato un giorno. Questa cosa di essere non più figlia niente altro mi distrugge un po'. Quanto cazzo mi manchi ancora.
Oggi ho il nervoso. Ho il nervoso perché so che con Nino è talmente finita che mi sembra che non sia mai neanche iniziata:
Ho il nervoso perché i miei capi non capiscono un cazzo o fanno i finti scemi e non mi riconoscono quello che mi spetta.
Ho il nervoso perché queste cose mi fanno venire il nervoso.
Vorrei solo tirare calci in giro e basta.
E sbuffare.
E fare i capricci. Ma la nazista interiore mi obbliga a vedere anche le cose belle, a non rispondere male e a non grugnire.
Io la odio.
L’accadde oggi del BDO (maledetto lui) mi ricorda una serata di un anno fa ce se non ci fosse stata le cose sarebbero state diverse. Non so se migliori o peggiori, ma diverse.
Mi sarei risparmiata tante incazzature, ma pure il friccicorino.
Ormai non credo più al caso, quindi credo che una serata opposta a un anno esatto da quella serata voglia dire molte cose. O almeno dovrebbe essere così.
Che in questo momento l’incazzatura schiaccia il friccicorino. Speriamo duri,
Alta cultura
Girano dei video dove Marinelli e Santamaria cantano insieme. Santamaria (prega per noi) tiene botta, ma Marinelli è oltre, mette la freccia e saluta tutti dal podio. Insomma non siamo all’effetto De Andrè a Sanremo (vi ricorderete quando Accorsi fu sotterrato da Claudione nostro), ma Claudio deve pensare a lasciare la corona di piùffigodelcinemaitaliano. Siccome io sono una ragazza dal cuore grande mi offro di ospitare in casa mia il suo buen ritiro (visto che ora mi è pure singol.
Claudio, ti piacciono i gatti? Io e la Greta ti aspettiamo.
Della primavera e di altre cose
Primavera è arrivata tutta trulla e ha portato camminate lunghissime appena fuori dalla porta della città, che poi è vicinissima a casa mia. Cammino, fotografo glicini, respiro e ascolto musica altissima. Mentre cammino ho anche conversazioni immaginarie perché in ufficio mi fanno incazzare: anche questa in fondo è una cosa positiva perché incazzarsi per cose di lavoro vuol dire tenerci ed essere appassionata. Ignoro parti della mia vita ce mi farebbero star male, ma lo faccio con consapevolezza che prima o poi lo dovrò fare (così come so che prima o poi dovrò ritirare i cappotti). Mi arrabbio solo per le cose che posso cambiare, ma non sono per niente pacifica (e nemmeno pacificata).
Forse ce l’ho fatta. Non ci consideriamo e forse è il procedimento giusto per guarire.
Riesco a far finta che tu non ci sia. ; mi manca il friccicore, ma sento che è una cosa buona, Stare male un pochino ora, per non stare male di più poi. Un po’ l’uovo e la gallina del dolore, ma all’incontrario: meglio quell’ovosodo da mandar giù ora, che dover combattere poi con una gallina che mi becca dappertutto.
la saggezza fa comunque schifo, ma quando l’alternativa è il dolore che non sai dove ti porta meglio aggrapparcisi con forza (fino alla prossima occasione di fuga).
Sarà la volta buona? Non lo so. Diciamo che ieri ho passato mezza mattinata con la febbre a rileggere i passi della Bambina perduta dove si parla del disamore di Lenù. Cerco di stamparmi ben in testa certe descrizioni di Nino e di farle mie.
Che poi io non sono Lenù: sono Mariella la vicina di casa, o la ginecologa, cioè un personaggio minore della storia.
Non mi ha mai scelta scientemente, è stato più un caso. Ero lì e allora perché no?
Vorrei che questa lucidità perdurasse, ma so che non sarà così, perché alle limpiadi delle ceme io mi piazzo sul podio senza difficoltà.
La voglia di prendermi a sberle fino a quando non divento furba. La mia autobiografia in 700 capitoli.