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I'd rather be in outer space 🛸
let's talk about Bridgerton tea, my ask is open

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@perfectamericangirl
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Lo odiamo, diciamo che vorremmo essere dovunque tranne che qui, rinchiusi fra queste quattro mura che sudano alfabeti sinistri e fatidiche domande esistenziali, come il celeberrimo: “machimel'hafattafare??” E per un attimo ci crediamo davvero che se potessimo scegliere, se potessimo farlo di nuovo, se quel bivio si presentasse ancora sul cammino della vita a delineare a tinte nitide il nostro futuro, sceglieremmo tutt'altra cosa. Ma non sarebbe vero. Ma sarebbe una menzogna. Noi amiamo il liceo classico. Amiamo Cesare che scrive in 3ª persona e tu che trascorri tutti i cinque anni ad odiarlo per poi renderti conto all'esame di stato che era il più facile da tradurre; amiamo Dante e il suo svenire matematicamente ad ogni fine canto; amiamo Catullo e i suoi doppi sensi e il suo passero a cui intere generazioni di classicisti tentano da sempre di dare una spiegazione che non sembri uscita fuori dal Kamasutra; amiamo il leggendario duale, che alcuni imparano prima, altri dopo, e tutti si rallegrano credendo che non ti serva a niente fino a quando nell'ultima versione dell'anno non te lo trovi spiaccicato nel penultimo rigo di una versione di Senofonte. Amiamo la storia, che è dovunque come quella salvifica barbabietola da zucchero in geografia: è persino nel panino del bar e pure in educazione fisica; amiamo il greco che non ha regole e sorridi sollevato, ma poi scopri con sommo rammarico che possiede 87536 eccezioni e ti senti tradito; amiamo i vocabolari grandi quanto sei Bibbie, i verbi irregolari che sono così irregolari che anche la professoressa ha dubbi a riguardo, le versioni sull'aoristo cappatico, gli studi di storia della lingua che ti vogliono far credere che l'italiano ha caratteristiche in comune con l'indiano, gli aumenti che non si riescono mai a trovare/capire/indovinare ma sai che ci sono perché una parola come “λοπἄδοτεμἄχοσελἄχογἄλεοκρανιολειψἄνοδριμὒποτριμμἄτοσιλφιοκαραβομελἵτοκατακεχὔμενοκιχλεπικοσσὔφοφαττοπεριστερἄλεκτρυονοπτοκεφαλλιοκιγκλοπελειολἄγῳοσἵραιοβἄφητρἄγἄνοπτερύγων” deve avere qualche malformazione da qualche parte. Amiamo la carrellata di dei che non sapevi esistessero ma di cui devi imparare tutto l'albero genealogico con 99 figli e incesti vari con madri, padri, sorelle, nonni e cugine di terzo grado. E lo iota sottoscritta. La mascotte del liceo classico. Quel povero.iota.sottoscritto. Non c'è spazio per lui, lo escludono e poi tu lo devi scovare nella marmaglia di aspirate e sibilate perché se no è 2. Ed è 2 molto spesso. Ma dopotutto no, non ce ne siamo pentiti.
· Godeteveli questi giorni tra i banchi di scuola, che sia il vostro ultimo anno, che sia il vostro primo anno, perché una cosa è certa: sono anni che non torneranno. Godetevi quei banchi quei corridoi le paure le ansie le bestemmie i professori stronzi quelli finti buoni e poi i compagni amati, ma anche quelli odiati e godetevi i compiti le interrogazioni, ma, soprattutto, le risate. Godetevi tutto: i cambi, le ricreazioni, i progetti, i corridoi, i due e i quattro i sei strappati per miracolo i minuti contanti per vedere il vostro lui o la vostra lei nel corridoio, le liti, i vaffanculo, perché non tornerà niente. Non abbiate paura di nulla, perché anche quando tremerete di paura perché anche quando penserete ‘Sto morendo’, non sarà vero niente, anzi starete vivendo un sacco, starete vivendo forte. Godeteveli quei banchi e questi giorni in quella scuola che tanto odiate - la vostra. Godetevi i respiri profondi, le risate, essere ragazzi - perché quando uscirete da quel liceo dopo la maturità dopo la notte delle notti dopo la notte prima degli esami che è una notte speciale inizierete ad essere grandi - le volte in cui urlerete 'Questa volta non ce la faccio’ e ricordatevi che ce la fate sempre, se solo volete, perché l'unico blocco che avete sono quelle quattro parole che vi ripetete 'Non ce la faccio’ e non fatevi convincere di niente: che non siete in grado di superare le vostre paure e i vostri limiti, perché non ne avete. Godetevi questi anni, perché questi anni sono pieni di vita, di paura, di speranza, di voglia, pure se passerete cento giorni con la testa abbassata sulla scrivania, ma ne varrà la pena - credetemi - e se posso darvi un consiglio: studiate sì, ma, soprattutto, divertitevi. Godetevi questi anni e non pensate al voto, perché non siete un voto e certo fa schifo pensare che qualcuno possa classificarvi come un numero, ma voi non vi arrendete: mostrate che siete molto di più - di un voto scritto su un pezzo di carta, perché quello che tu sei vale tanto e tanto di più, vale di più. Non valete quello che un professore giudica: pure se si mostra vostro amico. E ai ragazzi di quinto, che devono affrontare la maturità, voglio dire di non temerla né di odiarla né di convincersi di essere quel voto in centesimi scritto nero su bianco a metà luglio, dato da metà professori sconosciuti, arrivati per dimostrarvi che non valete niente e da un'altra metà che finge di stare dalla vostra parte, ma sa già “quanto valete” e combatte per voi solo per dimostrare che valete tutto e non perché lo pensano davvero ma soltanto per riscattare loro stessi con i membri esterni. Godetevi questi anni e fate tutto quello che dovete fare: in fondo, com'è che si dice? Meglio un rimorso che un rimpianto. Dimostrate chi siete e non abbiate paura e non fatevi ingannare dalle parole. Godetevi questi anni e la vostra scuola, perché in questi anni e in quella scuola resterà una parte della vostra vita, della vostra adolescenza, del vostro insegnamento e del vostro cuore. Godetevi tutto quello che c'è tra quelle mura, tanto odiate quanto amate Date un senso a tutto: a questa vita a questi giorni, a quei banchi a quei libri. Studiate per voi crescete per voi stessi, perché in questa vita tutto quello che facciamo lo dobbiamo fare per noi. Buona fortuna che non so se si dice o se invece porta sfiga, ma tanto quello che conta è essere felice e godersi ogni attimo di ogni momento di ogni anno ed allora buona fortuna e buon anno scolastico. Ad maiora! ·
Facebook (via @chesaporehalavita )
ho bisogno dei costumi,
della sabbia,
del mare,
del caldo,
della felicità.
Tu mi piaci tanto, io non cerco una relazione con te, non siamo compatibili, ma nonostante questo non faccio che cercarti e pensare a te. Ho scoperto che ami lei e non me. La cosa mi infastidisce ma non più di tanto, quello che voglio è solo stare un po’ con te.
“Ma tu sei arte, ragazzo. Sei meglio del David o della Gioconda, persino del Giudizio Universale. Saresti meglio dell'intero Louvre in una giornata di primavera. E anche della primavera stessa. Che invidia che le fai: i suoi fiori non potranno mai competere con la tua bellezza, mai capiranno il tuo essere così delicato. Ed é musica tra i miei pensieri quando ti vedo, ma al diavolo, sei persino più di questa. Altro che Bach, Chopin e Mozart, é la tua risata la mia melodia preferita.”
— Altro-ego
“Tu non lo sai che quando mi guardi con quegli occhi, quando mi accorgo che mi stavi guardando già da prima vorrei venire lì e dirti tutto quello che mi fai provare con dei semplici occhi marroni, non sai che ogni volta che mi prendi la mano non vorrei mai lasciarla e quasi mi viene da piangere quando molli la presa perché so che per te tenermi la mano non significa niente, non sai che ogni complimento che mi fai lo tengo impresso nella mente, non sai che quando ti ho accanto mi sento felice e calma, cosa che non provo con nessuno. Non sai che quando non ti vedo per un giorno mi manchi da morire, non sai che ti penso ogni istante, non sai che ti dedico tutte le canzoni, non sai che muoio di invidia per chi può abbracciarti quando vuole, non sai che ogni volta che sento il tuo profumo mi vengono i brividi per quanto mi piace. Tu non le sai tutte queste cose, ti sembrerò una semplice amica come tutte le altre ma in realtà io sono innamorata di te.”
— memoriesstillhere
“Per qualche motivo che ignoro, mi piaci moltissimo. Molto, niente di irragionevole, direi quel poco che basta a far sì che di notte, da solo, mi svegli, e, non riuscendo a riaddomentarmi, inizi a sognarti.”
— F. Kafka, Lettere a Milena
“Io non lo so cos'è che hai, Proprio non te lo so dire, Ma se si tratta di te Il cuore fa rumore.”
— C. Bukowski
“Io non lo so come sto, non ci voglio pensare. Certe volte è meglio non saperlo, come stiamo.”
—
Daria Bignardi
“Quello che voglio io da te non lo so spiegare, ma se tu vai via porti i miei sogni con te.”
— Ermal Meta
“Voglio parlarvi di una persona, lui. Stasera l'ho visto, era seduto sulle scale con un suo amico a fumare. Ho cercato di far finta di niente, di non pensarlo o guardarlo. Ma il cuore mi stava scoppiando, è così ogni volta che lo vedo. Camminavo avanti senza pensarlo, ma poi sento la sua voce. “Non si saluta no?” Dio, i brividi. Ho alzato lo sguardo, gli ho sorriso e ho alzato una mano in segno di saluto. E lui? Mi ha sorriso, sono morta. Mi piace, non l'ho detto quasi a nessuno. Ma tutto ciò sta per finire. Finita la scuola, non lo vedrò più. E dio, il cuore mi si sgretola solo a pensarci. Perché? Perché ogni volta che perdo la testa per qualcuno, prima o poi deve andare via? Odio tutto ciò, e odio anche lui. Lui che perde la testa per chi non lo pensa, ed io lì a guardarlo e impazzendo per ogni suo gesto. Ci tengo a lui, mi fa sorridere davvero. Si fida di me. Alcuni dicono che si vede da come lo guardo, che mi piace. Ma quale sguardo? Quello di chi sa che non lo avrà mai? O quello che spera in qualcosa? Perché, il mio è un po’ tutte e due. Sono pazza di lui, ma so che non ci sarà mai niente. Vorrei tanto abbracciarlo, baciarlo, dirli quello che provo per lui. Invece posso solo scrivere il suo nome sui banchi, sui muri, nelle chat. Posso solo pensarlo, farmi filmini mentali su di noi. Posso solo amare in silenzio. Mi basta vederlo, per essere felice. Sono fregata.”
— demonebianco
“Me lo promisi una sera, mentre fumavo e guardavo le stelle, un giorno me ne andrò così lontano da dimenticarmi dov'era casa mia, lascerò alle spalle tutto il mio passato, con una valigia piena di quello che sono diventata.”
— @elisapierangelini
“Forse mi piacciono i tuoi capelli, forse no, forse sono i tuoi occhi, oppure il tuo sorriso, oppure le tue mani, oppure il modo in cui parli, o forse il tuo fisico, oppure il modo in cui mi abbracci, oppure il suono che esce dalla tua bocca quando ridi… No, forse mi piaci tu e tutto il tuo insieme.”
— Ann. ( @l-amore-di-un-angelo )
“Voglio ricordare per sempre i nostri pomeriggi in spiagga ad ascoltare musica, a ridere, a nuotare, a fare scherzi, le volte che parlavamo di cose serie e quelle che parlavamo della prima cosa che ci passava per la testa. Le sere a giocare a UNO, le passeggiate, le onde, il mare, le altalene, la crema solare, i sorrisi, le nuove amicizie, gli spettegolezzi, le scemate, i libri, la musica, gli auricolari, i bracciali, il mercato, le borsette con le cose appena comprate. Le giornate di pioggia, il nintendo, l'Ipad, la sabbia, le nuove scoperte, le corse, i negozi, le promesse, le coperte, i jeans, le felpe, i nostri cellulari. Le foto, i video, le fontane, i gelati, le granite, gli amori, le nuove amicizie e quelle che durano da anni. Cosa più triste, gli addii. Gli abbracci, gli occhi lucidi, le foto ricordo, i messaggi, gli ultimi saluti, la pizza tutti insieme. L'ultimo giro in altalena. La tristezza. Ma la gioia. La gioia di aver passato dei giorni meravigliosi. Con voi.”
— voglioesseresemprefelice
“Just the thought of being with you tomorrow, is enough to get me through today.”
—
“Mi manca quello che era il nostro rapporto. Raccontarsi tutto, le giornate intere insieme senza annoiarsi mai, le promesse, i sorrisi, mi manca tutto di te, ma non te lo dirò mai, sai che sono una che si tiene tutto dentro e spera che tutto passi in fretta, ma tu, tu non passi mai. Farò finta di niente e cercherò di andare avanti, ma sarai sempre nel mio cuore, nei miei ricordi più belli, tu non passerai mai.”
— soprailgiornodidolorecheunoha