Alla fine del XIX secolo la meccanica appariva incapace di descrivere il comportamento della materia e della radiazione elettromagnetica alla scala di lunghezza dell'ordine dell'atomo. Nella prima metà del XX secolo, nacque una teoria nata dall'unione di un insieme di teorie, spesso di carattere empirico, basate sul fatto che alcune grandezze a livello microscopico, come l'energia o il momento angolare, variano in maniera discreta, "i quanti". Per spiegare la stabilità dell'atomo di idrogeno e il suo spettro di emissione, Niels Bohr propose un modello empirico. In questo modello, il modo dell'elettrone è consentito solo lungo un insieme discreto di orbite chiuse stazionarie stabili di tipo circolare od ellittico. Bohr riuscì a calcolare i livelli energetici dell'atomo di idrogeno, dimostrandone la natura discreta. Sullo sviluppo di questi ruslutati, Heisenberg e Schrodinger svilupparono rispettivamente la meccanica delle matrici e quella ondulatoria, due forme differenti che portarono gli stessi risultati. L'equazione di Schrodinger è simile a quella delle onde e le sue soluzioni stazionarie rappresentano i possibili stati delle particelle e quindi anche degli elettroni nell'atomo di idrogeno. E tu cosa ne pensi? #ladivulgazionenonsiferma #fisica https://www.instagram.com/p/CAFkdAjHxUC/?igshid=1p86p18v3hmzy











