IL COMUNE DI MILANO CONCEDE L’EX ALBERGO DIURNO AL FAI
Dopo i lavori di risistemazione di Piazza Oberdan, cominciati lo scorso dicembre, l’Amministrazione comunale di Milano ha siglato pochi giorni fa una convenzione con il Fondo Ambiente Italiano per la valorizzazione dell’ex Albergo Diurno, collocato sotto piazza, tra la fermata della metro 1 e lo Spazio Oberdan. Ha una superficie di 1.200 metri quadrati, un‘altezza di circa 3 metri e 30. L’ingresso è sul lato sinistro della scalinata per accedere alla metropolitana. L’accordo prevede la concessione dei locali al Fai che si impegna al loro recupero e a un rilancio culturale del complesso abbandonato da quasi dieci anni. “Con questa convenzione che rinnova la tradizionale intesa tra pubblico e privato, il Comune di Milano completa l’opera di riqualificazione di Piazza Oberdan che versa in uno stato di degrado da oltre 30 anni. Stiamo terminando i lavori in superficie con la nuova pavimentazione in pietra che offrirà un volto più seducente già per questa estate. Per quanto riguarda l’ex Albergo Diurno siamo grati al Fai che riporterà agli antichi splendori, rinnovandolo nella sua vocazione, uno dei luoghi più eleganti e storici della città”, ha dichiarato l’assessore ai Lavori pubblici e Arredo urbano Carmela Rozza. Il progetto del FAI prevede che l’ex Albergo Diurno in parte recuperi la sua funzione originaria ma che diventi soprattutto un luogo di incontro, un luogo sotterraneo ma aperto alle espressioni artistiche più innovative. L’accordo prevede che il Fai realizzi la pulizia, il riordino e le opere di messe in sicurezza dei locali. In particolare per valorizzare l’ex Albergo, sono previste mostre e eventi da organizzare anche insieme al Comune. Inaugurato nel 1925, l’Albergo Diurno ha rappresentato per decenni un passaggio obbligato per coloro che arrivavano a Milano e avevano necessità di un momento di relax. Non solo: anche molti milanesi, che non possedevano i bagni nella propria abitazione, li frequentavano. Nel dopoguerra il servizio dei bagni ha iniziato a perdere attrattiva sino a chiudere nel 1985; solo il parrucchiere resistette sino al 2006.













