Non abbiamo tempo
Eppure il tempo è tutto ciò che abbiamo
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Non abbiamo tempo
Eppure il tempo è tutto ciò che abbiamo
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Non abbiamo tempo
Eppure il tempo è tutto ciò che abbiamo
17.02.2021
Giornata intensa trascorsa al Cimitero Monumentale di Milano, luogo tanto macabro quanto spettacolare
La gran parte delle persone rifugge dai cimiteri, sono luoghi freddi pervasi dalla morte, dalla tristezza, dalla disperazione, dal buio. Luoghi sinistri ove nessuno vorrebbe passare anche una sola notte.
Su di me i cimiteri esercitano una sorta di attrazione, li trovo dei regni di pace, luoghi dove tutto si arresta: lo spazio ed il tempo non esistono più. Mi sento al sicuro, cullata dalle anime di coloro che furono e che ora rivivono attraverso le persone che pensano alla loro esistenza. E io sono stata una di queste persone, oggi.
Il senso di solitudine che solitamente mi attanaglia le viscere, è scomparso completamente; un gatto nero dagli occhi verdi ha vegliato su di me e mi ha condotta attraverso i sepolcri. Che a pensarci bene non so se vegliasse su di me o su coloro che io non avrei dovuto disturbare. Ma è stata comunque una presenza assai gradita.
Credo che continuerò a riflettere ancora per giorni sulle emozioni che questo posto mi ha trasmesso. Ero in uno stato di trance contemplativa, che non so neanche se esista come termine, ma non saprei spiegarla altrimenti. Non sapevo chi fossi ne da quanto tempo stessi vagando, tutto ciò che sapevo è che non ero sola, ed era una sensazione piacevole, come un piccolo fuoco che avvampa dentro di sè quando tutto intorno c’è il gelo.
Inoltre ho scovato parecchi riferimenti religiosi e spirituali e molti simboli legati all’ultraterreno, vorrei analizzarli e scoprirne il significato; scriverò delle mie scoperte e a breve pubblicherò le foto delle sculture che hanno catturato il mio sguardo ed il mio cuore.
Voglio cominciare un esperimento.
Questa sarà la pergamena della mia vita
il mio archivio segreto
che racchiuderà tutte le riflessioni tutti i tormenti le ossessioni le sincronie
che costellano l’esistenza di ognuno di noi in questo criptico mondo.
Sento il bisogno di tentare di decifrarle attraverso il flusso di libere associazioni che posso compiere qui, in silenzio
Sento il bisogno di svuotarmi di tutto ciò che mi opprime e vaga incontrollato nella mia mente
Sento il bisogno di scrivere, qualunque cosa, ma di scrivere di lasciare delle tracce, sia pur digitali, del mio passaggio che seguano solo il libero scorrere del fiume di pensieri che governa la mia mente
Sento il bisogno di imprimere su schermo le impressioni datemi dai sensi, che troppo spesso restano dove sono, restano mute e isolate dal resto anche se ad esso da sempre legate.