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@psyconanah
Ciao Papà...
Vorrei solo che si fermasse tutto per 5 minuti, la mia vita, le persone, tutto quello che mi circonda, scappare e prendere una boccata d'aria.
Sensi di colpa, rabbia e disgusto.
Una vita che se ne va in silenzio, un'altra che arriva facendo un gran baccano. A volte la vita è davvero strana
Nel giro di 4 giorni ti sei consumata e sei andata via, oggi è il primo giorno di dolore grande, finché senti le parole "tumore" "metastasi" "soppressione", stai male sì, ma non realizzi, sei in una bolla di shock e panico che ti ovattano tutto, stavi bene, è successo tutto in fretta e si è formato quello schifo nel tuo corpicino dal nulla, nessuno avrebbe capito prima, nemmeno i veterinari. ieri ti abbiamo fatto addormentare, è stato il primo giorno dopo quasi una settimana in cui eri serena, avevi il muso di sempre, ed io che pensavo fosse influenza e sorpresa, una sorpresa di merda, non quelle che ti piaceva scartare alle feste coi dentini. Te ne sei andata in pace, amata, in mezzo a tutti che ti stringevano e ti accarezzavano nei tuoi punti preferiti, questo mi dà un po' di pace. Ti ho portata via in braccio, non pesavi nulla, sembrava che dormissi, ma finalmente il male brutto era andato via. Stamattina è stato lancinante, finalmente ho capito, ho sentito, un pezzo di me, era andato via per sempre con te, a farti compagnia. Ti ricordi quando ti svegliavi sempre con me, eri l'unica che alle 6 mi teneva compagnia, brontolavi, mi abbaiavi sempre ogni volta che tornavo a casa, così da una vita, come per sgridarmi del fatto che fossi uscita ma bastava un biscotto a calmarti. Volevo dirti che non mi è pesato per niente occuparmi di te, vedevo l'espressione di colpa che facevi quando dovevo portarti fuori in braccio perché non riuscivi più a camminare, quando ti dovevo reggere per fare le cose di sempre e te ne vergognavi perché eri un cane indipendente, talmente indipendente che spesso ti occupavi tu di me, vedevo i tuoi occhi dirmi grazie mentre ti frullavo la pappa, ho visto anche il tuo sguardo chiedermi "basta", per farmi capire che era arrivato il momento, ma avevo fissato già tutto, tu non sapevi, forse era meglio così. È stata la prima volta in quasi 14 anni in cui mi hai fatto del male, un male bello però, un male di 14 anni di amore, presenza, rispetto, supporto e gioia, 14 anni di onorato servizio, mi venivi a prendere alle elementari, alle medie, alle superiori e poi alla porta di casa quando tornavo. Grazie di esserci stata fino all'ultimo, di avermi protetta, scaldata dentro ed allontanata dalle brutture del mondo. Manchi a tutti ma so che verrai a trovarci. Ciao polpetta, grazie di tutto, sei stata il miglior cane che potessi desiderare.
Siamo davvero libere di scegliere se abortire o meno? La decisione spetta davvero alla donna? A me non sembra se poi sei in Italia, hai un contratto a termine, che non verrà rinnovato perché sei incinta. Non mi sembra se ad ogni contratto di lavoro mi viene posta la magica domanda del "lei ha figli? Ne vorrebbe?" Non mi sembra nemmeno se poi incinta ci rimani, se ad abortire ti accompagnerebbe chiunque mosso da compassione perché al posto tuo ci poteva essere chiunque, ma con un bambino affianco nessuno rimane. Non siamo libere se guardiamo la percentuale di obiettori e quindi se ti tocca, bisogna girare 100 location a mo' di gratta e vinci sperando che ci sia quello vincente in mezzo. Non siamo libere se chi abbiamo affianco ci fa pressing per toglierci il "fastidio" che abbiamo dentro, se ci riempiono di paure, se nessuno aiuta. Non siamo libere se siamo costrette a sentire il battito ed umanizzare quello che è un embrione senza raziocinio. Non sono una pro life, sono e rimarrò sempre pro aborto, ma mi viene da chiedermi quanto davvero una donna sia libera e quanto una donna sia vincolata da chi ha affianco, dalla situazione economica, e da 2000 incognite, perché sì, l'ultima decisione spetta ad una donna, ma in situazioni pessime di estrema indigenza sapendo di procurare sofferenza un domani a chi ora porta in grembo, chi potrebbe a termine una gravidanza? Come chi abortirebbe se nonostante non senta voglia di maternità si trovi con la famiglia che ha attorno a manipolarla attraverso leve emotive per tenere il feto, il partner che senta il bisogno di genitorialità ed amici bigotti attorno? C'è chi va ad abortire a cuor leggero, felicissime di essersi tolte un embrione che sentivano come una costrizione, come un parassita, perché sì è un embrione. C'è anche chi mette al mondo figli come fosse un ciccio bello. La 194 è meravigliosa, ci dà la libertà di scelta, è giusto che ci sia, dovrebbe sempre esserci, ma credetemi che chi un aborto lo subisce, perché molte lo subiscono, quel dolore sarà lì per sempre e non passerà, e lí mi auguro anche se non è così, che qualcuno le ascolti, che il medico di base le ascolti, che in consultorio qualcuno le ascolti, che ospedale qualcuno ci sia e le fermi se davvero quella non è la scelta giusta. Non è tanto per un grumo di cellule, che potrebbe o non potrebbe essere qualcosa, ma quanto per una donna, che in quanto essere umano, viene posto davanti ad un operazione/un' assunzione di farmaci, che potrebbe vivere come la scelta migliore della propria vita od una barbaria imposta. Se poi sei felice, ti vedi additare come una stronza psicopatica, incosciente ed egoista, poco importa se non hai mai voluto in vita tua aver figli, e la contraccezione ha fallito. Se osi star male "ti sta bene, perché potevi stare attenta" poco importa anche qua se usavi metodi contraccettivi che credevi sicuri e non sei nelle condizioni per portare avanti una gravidanza che magari volevi. Non penso che nessuna donna la mattina si svegli ed annoiandosi pensi "che facciamo di bello oggi? Abortiamo!" Siamo davvero libere? Non lo so, ma sicuramente è pieno di bestie.
"Non fare mai niente per gli altri che non ti vada di fare" mi hai detto tornando mesi fa. Così di punto in bianco, come se mi dovesse servire. Nel periodo più buio in cui chiunque si sentiva libero ed in dovere di dirmi che fare, quando non sapevo cosa scegliere, quando ogni decisione mi sembrava egoista, è servito, mi sentivo urlare in testa "non fare mai niente che non ti vada di fare".
Ho tanto sonno ed un dolore immenso.
È un mese di stanchezza che arriva fino alle ossa, quella che vi fa desiderare che si spenga tutto, voi compresi insieme ai problemi.
Mi chiedo se i clienti captino in qualche modo la mia voglia di pestarli. Splendidi esemplari lagnosi che quando arrivano, non salutano, e con fare arrogante e pretese irrealistiche riversano malcontenti e frustrazioni sul povero commesso di turno, che vuole solo pagare le bollette. Spero mi si legga in faccia la voglia di sfondarvi il cranio ed insegnarvi l'educazione.
Scorci di poesia sparsi per le stazioni
Sei ogni cosa che cercavo e chiedevo in qualcuno. Solo che con te non chiedo, fai, e sei.
Buttare nel carrello della spesa gli ovetti Kinder, con fare più colpevole e circospetto di chi ci lancia dentro i profilattici.
Ti sembravo arrogante, altezzosa e superiore. Senza alcun forse "superiore" a te lo sono davvero. Continua a pippare cocaina nei cessi e ad ammorbare il prossimo con fare vittimistico, anzichè fare introspezione e crescere.
Mi chiedo come mi immagini dentro, se vagamente sono come pensi, se solo frutto delle tue illusioni, che sfumature mi hai messo, e se esisto come mi dipingi tu.
Sentire certe puttanate... che dev'essere tutto incondizionato, altrimenti non è "vero". Che per carità, non dev'essere un dare per avere. Ma un qualcosa di adulto, ricambiato ed alla pari, viene spontaneo pensare che sia reciproco. Poi se volete struggervi soffrendo stile novella ottocentesca mentre il vostro "amato" si piomba voi, svariati gatti morti, o qualsiasi cosa con una parvenza di orifizio, fate.