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Non ci pensiamo più
questa frase è una perfetta arma a doppio taglio, dipende da che parte decidi d’impugnare il coltello.
Può esser maggior fonte di dolore al solo pensiero, oppure nascondiglio di ogni tua lacrima.
E vorrei scriverti, contro il tempo ed il dolore, vorrei raccontarti come non mi sono mai raccontata e dirti d’oggi, di ieri e di domani.
Vorrei farti sentire il sapore di quella ricotta sulle sponde della Darsena che ti ci ho portato ma non ricordo nulla perchè cancellare sul momento faceva meno male che rinchiudere nel cassetto delle memorie.
Vorrei offrirti le birre che ho bevuto e parlarti dei miei sorrisi, dei miei successi e dei miei insuccessi, delle mie buone nuove ma anche delle cattive.
Alle volte mi manchi, altre ci penso, ci pensiamo, forse non dovrei perchè non ci pensi più, non ci pensiamo più.
E te lo giuro, che ci penso.
Non sono arrabbiata, non sono delusa, sono dispiaciuta eppure lì, a tenerti la mano e farti sorridere, ci sarebbe dovuta esser lei fin dall’inizio.
Siamo ritornate l’una nella vita dell’altra, non so per quale motivo, non so cosa avesse in mente il nostro destino, forse per capire, per capirci.
Tu dovevi imparare a comprender lei ed i tuoi sentimenti, io dovevo reimparare ad amare.
Siamo finite male, eppure sto ancora qua ad augurarti il meglio.
“con la pioggia dentro il cuore
tu ti sei scordata di me”
Liberato, Tu t’e scurdat’ ‘e me (2017)
il problema é che lo questa vita la vorrei vivere intensamente e più lo desidero, meno mi riesce possibile.
Io non ti aspetto
io non ti cerco
ma non ti dimentico
Ti ho amato per l'ultima volta
Ti ho toccato per l'ultima volta
E ti ho baciato per l'ultima volta
Per l'amore, le risate desidero le tue braccia
Call Me By Your Name / @ilragazzoluna
Look around, you’re surrounded by art.
Finché morte non ci separi Le tre età della donna; Gustav Klimpt 1905 trittico di dettagli
I miei genitori sputano veleno e lacrime in cucina, quello stesso posto che ogni sera c’ha visto riuniti sotto una falsità insita nei sorrisi, la stanchezza di quelle guance tirate dalle catene bagna l’aria di parole che squarciano le pareti, che sono sempre troppo sottili e s’impregnano di rancori che neppure io riesco più a lavar via. Mi chiedo stupidamente se queste urla si mescolino con la casa anche quando sono fuori dell’uscio, al di fuori di quel guscio che ormai s’è rotto, l’unico muro al quale m’aggrappo sono i palmi tondi che stringono sulle mie orecchie.
Non voglio sentirmi così vicina ai sentimenti di mia madre, non voglio che il mio petto tremi ad ogni sua lacrima, ad ogni sua parola, ad ogni menzogna intrisa in questo rapporto che crolla sotto gli occhi di tutti, che neppure più lo scotch può tenere in sesto, che possa esser nastro adesivo o dell’alchol che brucia ad ogni omissione.
L’amore non è una certezza.
non so se sia giusto usare il presente, dovrei scriver al passato eppure
mi fai sentire tra parentesi
Franco Arminio
Scrivo qui perché confidare la scorrevolezza dei miei pensieri all’agenda sarebbe come permettergli di guardarmi in faccia, ed è un viso, un capitolo che voglio ormai chiudere e non guardar più negli occhi. Bisogna prendersi del tempo per far sì che determinati ricordi si sciolgano ma quando la memoria diventa un obbligo da sopprimere è lì che diviene pesante portarseli dentro la tasca destra dei jeans, anche solo per un’istante. Allora che si fa? La differenziata? C’è un archivio pieno di foglie e scartoffie dove vanno a finire le voci ed i sorrisi congiunti, le mani intrecciate e scritte su fogli di carta pesta, fragile come chiunque? Mi distraggo con altra pelle, ma la distrazione non è mai un bene in questi lunghi casi, vorrei potermi godere in realtà tutto ciò che ho davanti e devo ammetter che è molto, un molto che sa di vino, lingue indistinte, saliva mediterranea, treni, biglietti d’aereo, occhi esteri, birra, sigarette rubate e concesse, film dal sapore di una lacrima o di un bacio, libri da studiare, esami da dare e non passare, sbagli da donare, sorrisi da non trattenere, sentimenti da urlare, sesso che sa d’amore, una vita da colorare con dei pastelli a cera.
Fermarsi a pensare crea rabbia e stupore, come direbbe Cherubini, ma allo stesso tempo forse fa male eppure mi va.
Bronzino c. 1548-1550
Venus, Cupid, and Jealousy (detail)
poi ci ripenso