“Renditi conto che meno ti vedo e meglio sto”
“Ah, anche io, tranquilla”
A casa mia si apre bocca solo per dire queste cose
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@quelchehovistoconte
“Renditi conto che meno ti vedo e meglio sto”
“Ah, anche io, tranquilla”
A casa mia si apre bocca solo per dire queste cose
Sarò prevenuta ma guarda caso non ne sbaglio una.
Non si può spiegare la felicità che provo nel non rivedere più certe persone.
Litigare con me vuol dire questo:
Io: “Basta non voglio più parlarti, ciao. Tu: "Ciao” Io: “COME SAREBBE CIAO?! MA COME TI PERMETTI”
via weheartit
via weheartit
Sei per pochi
Facciamo un viaggio, che ne dici?
Immagina le cicatrici, strade di Parigi
le lacrime e il Tamigi, sarò lì a fianco a te.
Che vuoi che sia?
Ti trucchi un’altra volta,
andiamo via.
Il cielo in questa stanza sembri te,
non vedi che va meglio qui con me?
Mi prenderò io cura di te.
Irama; Che vuoi che sia.
Ho questi vicini di casa fricchettoni francesi. Mangiano solo prodotti bio a km 0, portano vestiti in canapa e non c'è giorno che non inizi con un prolungato e sentito saluto al sole. Per loro il rispetto della madre terra è insindacabile. Ho questi vicini fricchettoni francesi che è da fine Maggio che sono barricati in casa con il condizionatore che va h24 impostato sulle temperature della Mongolia. E allora invece che salutare il sole e prendere per il culo la terra, andatevene un po’ affanculo.
Ho l'impressione di non riuscire a dimenticare le parole e i gesti che mi feriscono.
Mi hai fatta sentire bella, amata, desiderabile. Mi hai fatta sentire fragile, ma in senso buono, prendendoti cura di me come una cosa preziosa. Mi hai dato mille baci, anche quando ero arrabbiata e quando tutto ciò che desideravo era sparire. Sei riuscito ad amarmi nei momenti più brutti, quando volevo buttare tutto e scappare, quando ti chiedevo di andartene via. Ci sei stato. E mi hai amata.
“Tutti abbiamo udito la donnetta che dice: “Oh, è terribile quel che fanno questi giovani a se stessi, secondo me la droga è una cosa tremenda”. Poi tu la guardi, la donna che parla in questo modo: è senza occhi, senza denti, senza cervello, senz’anima, senza culo, né bocca, né calore umano, né spirito, niente, solo un bastone, e ti chiedi come avran fatto a ridurla in quello stato i tè con i pasticcini e la chiesa.”
— Charles Bukowski
“Potremmo prendere un caffè. Perché non vuoi prendere un caffè con me? Ne abbiamo presi così tanti, insieme. Possiamo fumarci una sigaretta, se il caffè non ti va. Mi chiedo solo, come fai a non cercarmi? Io ho tutto un rito ormai consolidato: messaggi alle amiche, libro, attività fisica, lavoro- lavoro- lavoro, mille smalti, mille balsami miracolosi per i capelli, una decina di serie tv all'attivo. Nonostante questo, penso continuamente che vorrei prendere questo benedetto caffè con te. Non so perché. Insomma, è finita e lo sappiamo. Solo che sono così, sono sempre stata così. Mi piace guardare negli occhi le persone che dicevano di amarmi, mi piace vedere come diventano quando ormai non mi amano più. Sono curiosa di sapere se sono migliori, senza di me. No dai, forse dovrei essere più sincera. “Ci vieni a prendere un caffè, dopo il lavoro?” Vorrei vederti per capire che davvero non esistiamo più, che è stato bello ma non lo è più. Vorrei vederti e non aver voglia di abbracciarti, vorrei sentirmi a disagio per tutto il tempo, vorrei non sapere cosa dire. Vorrei tornare a casa con la consapevolezza che ormai non abbiamo più niente in comune. Possiamo anche fare l'amore, ok? Basta che faccia schifo, profondamente schifo. Basta che non faccia piangere. Ti prego, vediamoci. Voglio distruggere il nostro amore. Convincimi che, se ti conoscessi adesso, non mi innamorerei di te. Fallo davanti a un caffè.”
— Susanna Casciani