Essere sempre la seconda scelta fa male..
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@ragazzatroppotimida
Essere sempre la seconda scelta fa male..
Per tutte quelle persone che mi hanno seguito in quel account, che purtroppo mi hanno bloccato.. Sono tornata..
Ragazzatroppotimida.
#ragazzatroppotimida #autolesionismo #MiHannoEliminatoIlProfilo #timidezza
Dopo otto anni in cui mi sono portata quello scheletro dentro.. Oggi finalmente sono riuscita a lasciarlo andare via. Ho concretizzato il dolore atroce che mi ha procurato.. Addio per sempre scheletro..
<<Qualche mese fa ho ricevuto la lettera di una ragazza che mi confidava di non riuscire a smettere di tagliarsi le braccia. In quei momenti finalmente sentiva pace, il dolore la portava alla concentrazione assoluta, all'esistenza, offuscando tutto il resto, tutta la paura e il senso di soffocamento per la vita dai limiti troppo angusti che le era capitata.>>
<<Le ho risposto di smetterla, di pensare a me tutte le volte che voleva tagliarsi e di scrivermi, di ricordare che quel dolore aveva generato la sua lettera e che questo sarebbe potuto accadere di nuovo. Le ho suggerito di conoscere il mondo e il suo dolore con le parole, un cosmo di parole, anziché precipitare nel caos del sangue. Le ho detto che tenevo a lei e al suo sangue, e non volevo che neppure una goccia andasse sprecata, ma che venisse trasformata e impegnata per un'altra causa. Da quel giorno ha cominciato a migliorare, tramutando il sangue in parole, il dolore in lettere.>>
Libro: L'arte di essere fragili, come Leopardi può salvarti la vita.
Sezione "Adolescenza".
✍🏻 Alessandro D'Avenia
Siamo la società in cui se sei su un autobus e ci sono due posti uno isolato e uno affianco ad un'altra persona tu ti metti da solo con le cuffie nelle orecchie, la società in cui basta che uno sia diverso anche solo nel più piccolo particolare per essere attaccato e deriso. La società in cui più sei stronzo più sei figo. La società dei falsi moralisti, dei ruffiani e delle amicizie-flash. La società in cui contano più i “mi piace” su instagram che le relazioni vere. Gente che urla “aiuto” ma poi si zittisce con le proprie azioni, gente che discrimina quelli che non la pensano nel loro stesso modo e poi ti ricorda che siamo tutti liberi. Quella delle bestemmie, delle false promesse, dei “ti amo” lasciati al vento. Delle ragazze con tre chili di trucco e di quelle che si dicono “siamo belle così”. Di chi cerca la ragazza seria e poi va con la prima troia che passa. Chi ama per gioco, chi per noia. La società dei messaggi da far venire il diabete, tra persone che si vomitano le peggio cattiverie alle spalle. Delle doppie facce, dei lunatici, dell’ autolesionismo, dell'alcool, dei tredicenni che fumano e dei sedicenni che muoiono di overdose. Società che ti dice di distinguerti dalla massa e che poi ha individui tuti uguali, dove parliamo tanto e facciamo poco. La società che si dispera per uno schermo del cellulare rotto e quando distrugge il prossimo nemmeno se ne accorge.
fidarsi è autolesionismo
Pensavo che non sarei più tornato qua, e invece.
sono solo tatuaggi senza inchiostro
"Ho usato il mio corpo, per l'ennesima volta, l'ho usato sapendo che poi mi sarebbe rimasta la sensazione che provo ora. Nel mentre mi sentivo leggera come se il mio cervello si fosse spento ma subito dopo si è riacceso proiettando nella mia mente immagini sfocate e poco chiare che hanno ridato voce alle mie emozioni.
Stavo solo cercando di dare uno strattone alla monotonia che provo in questo periodo ma l'unica cosa che stavo strattonando ero io. Sapevo cosa stavo facendo e sapevo come mi sarei sentita dopo ma non sono riuscita a fermarmi e non so nemmeno se lo farò.
Questo vuol dire essere autolesionisti, il sapere che una cosa ci farà male ma il continuare a farla"
Brucia.
Il bruciore attutisce quello che ho dentro.
Provare dolore per nasconderne un altro.
Un po come nascondere se stessi a gli occhi del mondo per paura.
Paura...
Un emozione che infondo ci rende vivi.
Ho le labbra secche
Perché fumo tanto
Ho gli occhi assenti
Pieni di tormenti
Pronti per un altro pianto
sono le 19:35 e ho già organizzato da giorni come l’avrei finita. Ero in videochiamata con lui, che mi sorrideva, ignaro di tutto. Il suo sorriso era il mio ultimo atto di speranza, che non riuscì a contrastare il desiderio della lametta. Chiusi la videochiamata e iniziai a prepararmi. Ero pronta da giorni, sapevo già cosa fare… ma stranamente c’era qualcosa che mi impediva di andare avanti. Volevo farla finita, la mia vita ormai era all’apice della sofferenza e non avevo più le forze. Mi feci forza e andai in bagno. Presi la scatola di rasoi nascosta sotto al lavandino e tolsi la lametta. Ero lì. Io e lei. La mia cara amica lametta. Mi guardai allo specchio e iniziai a piangere. Le ultime forze che avevo le stavo per finire così. Le mani iniziano a tremare e le lacrime iniziano a bagnarmi il volto. Appoggio la lametta sul polso e vengo interrotta. La paura era più grande delle aspettative. Pensai che ero una codarda e continuo a pensarlo. Avrei potuto approfondare la lametta sul braccio in un secondo. Ma non lo feci. Misi via la lametta nel rasoio, e lo riposi sotto al lavandino, dove ero solita a nasconderlo.
Povera anima,
Una vita sprecata
Cercando di essere amata
E alla fine sei stata abbandonata
Sei tornata tra le mie mani come anni fa.