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@readaniels
Foto che sono stati d’animo
Tutto va bene, nessuno è felice. #quantaverità
Definizione di “fissarsi”.
intransitivo pronominale: tenere gli occhi immobili e senza sguardo, denotando un'estraniazione dalla realtà circostante.
Che del resto è anche la definizione del mio stato mentale.
Non è che ti inganni perché vedi quello che vuoi vedere, è che vedi quello di cui hai bisogno, anche se non è reale.
E’ inutile che fai finta di niente, voltati, guarda i pezzi sparsi che hai lasciato dietro di te. Ti spezzi ma non ti pieghi. Resisti. Ti scoppia la testa, stai perdendo l'equilibrio, appoggiati a te stessa, ce la puoi fare. Non crollare. Lascia stare i pezzi ormai a terra, continua a camminare. Sei distrutta e sei ancora tutta intera. Girati, c'è qualcuno che ti guarda, è lo specchio, il tuo riflesso è più vivo di te e tu sei l'ombra di te stessa. Guardati negli occhi, ti stai distruggendo.
Rea Daniels (via readaniels)
Mi gioco anche l’ultimo frammento di cuore.
Tu eri innamorato della morte, e io di te, ma per non confessartelo ti dicevo solo che quello non era il momento giusto per morire.
Per salvarti finirò col distruggermi. No, non sono una crocerossina, sono una combattente è diverso. Non capita così tante volte di trovare qualcuno o qualcosa per cui vale la pena combattere ma quando la trovo, non mollo. Cado a terra, mi ferisco, mi rialzo, mi frantumo le ossa, ma non importa combatterò le mie guerre anche se perse in partenza. Non so dire basta, non so arrendermi. Ed è per questo che che per salvarti finirò col distruggermi.
Non capirò mai la frase “un’altra/o come me non la/o troverai mai”. E menomale genio, sennò non sarebbe finita no? E poi non esiste un unico “tipo” di persona adatta a noi, tanto alla fine ci si innamora sempre dei dettagli più assurdi.
A tutti quelli a cui ho lasciato un pezzo del mio cuore, potreste spedirmeli al mio indirizzo? Vorrei riuscire ad amare di nuovo.
Grazie
La direzione
Non trovi che sia terribilmente ironico il fatto che per paura di aprirti e soffrire di nuovo fai soffrire chi non ha paura di aprirsi con te?
Rea
E poi ti ritrovi con le stesse capacità espressive di Ralph Winchester
Era quel tipo di donna a cui è difficile stare accanto, perché sapeva come ragionare con il cuore e amare con la testa.
Rea
L’amore va in necrosi
L’amore ti si attacca addosso e ti cresce dentro, è come la materia allo stato gassoso, non ha una forma né un volume: semplicemente, si espande per occupare tutto lo spazio possibile. E tu avevi occupato tutta me stessa, ti sentivo nello stomaco, sulla pelle, nello ossa, fino alla punta delle dita che adesso sbattono contro la tastiera.
Quando una relazione finisce tutto quell'amore arioso e leggero non svanisce, no ma subisce il passaggio fisico del brinamento (non mi era mai servita questa parola prima di adesso non è ironico?): tutto diventa solido e lo senti dentro quanto cazzo pesa, è attaccato ad ogni parte di te e tu te lo trascini dietro ogni giorno come se fosse la tua pena, passo dopo passo e le ossa scricchiolano e ti senti schiacciata.
E all'improvviso tutto ciò che dovrebbe essere normale e automatico per il tuo corpo diventa estremamente difficile: ricordati di parlare, ricordati di sorridere, ricordati di mangiare, ricordati di respirare...
E no, non è l’amore che se ne va che ti fa sentire vuota…mentre l’amore dentro di te va in necrosi ma resta attaccato, c’è una parte di te che si stacca, la parte di te che si è plasmata stando al suo fianco, quella che hai limato affinché combaciasse con le sue estremità, quella parte che senza di lui ormai è solo il pezzo sbagliato di un puzzle di cui hai gettato la scatola.
Rea Daniels
Sono più forte di quello che penso.
Sono meno forte di quello che sembro.
“Ci sono due categorie di persone che maggiormente sono la causa dello loro distruzione: 1) le persone sensibili: quelle che notato il cambio del tono di voce, uno sguardo sbagliato e rimangono ferite da gesti impercettibili. 2) le persone orgogliose: quelle che potresti colpirle anche con una mazza chiodata ma non ti faranno mai vedere che stanno sanguinando. E poi ci sono io sensibile e orgogliosa, mi piace definirmi come la perfetta costruzione della mia autodistruzione.”
— Rea Daniels