Nome: Devi
Blog: @devitalizart
Primo post: maggio 2008 (!)
Siete amanti delle illustrazioni fatte a mano, possibilmente su delle agende personali? Allora non perdetevi questa intervista con l’eccezionale @devitalizart, veterana di Tumblr da quasi 11 anni. Buona lettura!
Ciao Devi e benvenuta! Raccontaci un po’ di te. Intanto parto col dire che Devi è il mio vero nome da cui ho creato il nickname @devitalizart che utilizzo sul web da ben 11 anni, praticamente dall’era paleolitica del web 2.0. Nella vita reale sono un producer televisivo, ho una passione per la birra e i cibi grassi e guardo un sacco di serie televisive. Scrivo e disegno da sempre, in particolare fumetti. Al liceo ero il classico tipo strano che riempiva le agende di fumettini scemi sui professori o sui compagni. Non riesco ad immaginare la mia vita svincolata dal disegno perché credo sia come per uno sportivo smettere all’improvviso di fare sport, almeno credo, perché non faccio sport a meno che tenere una matita in mano non venga considerato uno sport.
Quali sono i temi principali delle tue illustrazioni? Se parliamo di illustrazione pura disegno alcuni soggetti che si ripetono spesso: ho una specie di ossessione per l’anatomia del cuore che studio e ristudio disegnandola in forme e con tecniche sempre diverse. I polpi sono un altro soggetto che tendo a ripetere spesso probabilmente perché il dinamismo che si può dare con i tentacoli mi affascina molto, soprattutto nel modo in cui si può rappresentare il polpo nel momento in cui afferra le cose, infatti ho anche rappresentato un polpo che afferra un cuore anatomico, l’apoteosi delle mie ossessioni. Parlando di fumetti, invece, il personaggio che disegno sempre è devitalizzata, il mio alter ego, che compare di continuo in situazioni sempre diverse ma con un’unica costante: è incazzata in modo cronico e odia tutti.
Quali sono le tecniche di disegno che ami di più utilizzare? Lavoro quasi esclusivamente su carta o su tela, il digitale non è molto nelle mie corde. Per quanto riguarda il colore preferisco gli acquerelli, gli acrilici e i classici pantoni. A volte faccio un mix di varie tecniche sovrapponendo livello su livello i vari colori in modo da ottenere un effetto finale molto più vicino alla “realtà” e alle molteplici sfumature che l’occhio umano riesce a cogliere. Per l’inchiostrazione lavoro con le brush pen o tipici pennarelli numerati, le campiture di nero – che sono molto presenti nei miei lavori – le ottengo con vari tipi di markers in base al supporto su cui sto lavorando.
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