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Perdonami, ma non ero connesso
Scusate per il ritardo, spero vi piaccia
Grazie a tutti coloro che mi hanno portato a 3000 reblog!
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Hola soy pintor y me gustaria pintar a tu esposa . Es posible ?
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Scusate per il ritardo, spero vi piaccia
L'APPARENZA INGANNA- CHAPTER 3
NEL CAPITOLO PRECEDENTE
Ossessionato da Eleonora, Roberto si presenta alla spa per rivederla, approfittando di un momento in cui la fidanzata, Federica, è impegnata in un massaggio. La seducente segretaria, avendo capito che Roberto è ormai in trappola, gli monta addosso e i due iniziano un rapporto sessuale, che si interrompe bruscamente per l'arrivo di Federica. Scampati per un istante dal disastro, i due fingono di parlare, e Roberto racconta a Federica di essere venuto lì per farle una sorpresa. Prima di andare, Roberto lascia un biglietto ad Eleonora, con scritto il suo numero di telefono. In tutto questo, un'ombra di sospetto sfiora la mente di Federica.
L'APPARENZA INGANNA - CHAPTER 3
Quel pomeriggio, verso le 18.30, Federica ricevette una telefonata da Roberto, la quale diceva pressapoco così: "Amore, stasera devo fare le ore piccole al lavoro perchè ho una consegna importante per domattina. Ti chiamerò io, tu divertiti pure." La ragazza, che aveva idee bellicose per la serata (a base di sesso, sesso e ancora sesso), sentì ribollire il sangue nelle vene, ma pensò che un'uscita con le amiche l'avrebbe fatta rilassare un pò. Visto che ultimamente il sesso non andava molto bene, almeno qualche cazzata con le sue compagne l'avrebbero rallegrata.
Stava per tornare in cabina massaggi per l'ultimo appuntamento, quando Eleonora le passò vicino. Ma solo dopo qualche attimo si rese conto che era davvero lei. Capelli tagliati più corti e gonfi dalla permanente, trucco ben fatto, rossetto fuoco. Indossava un vestito di classe, tipo da cocktail, color corallo molto chiaro e molto corto. Ai piedi portava due bellissime scarpe chanel dello stesso colore del vestito. Alle orecchie risaltavano due grandi orecchini rotondi. Senza occhiali, il suo volto sembrava quasi diverso. Federica riuscì solo a pensare quanto fosse bella ed elegante. "Ele, ma sei bellissima. Stai da Dio." Eleonora sorrise modestamente, "Grazie, tesoro, ti piace il mio vestito?" Federica la guardò da testa a piedi, odiava ammetterlo ma era davvero bella. "Certo, è davvero di classe, ti sta benissimo. Ma dove vai così in tiro?" Eleonora sorrise "Ho un appuntamento con un amico che non vedo da un pò di tempo e quindi…" Federica sorrise e le diede una leggera pacca sul sedere: "E brava la Ele, beata te che ti diverti!" Eleonora la guardò con aria incuriosita. "Perchè tu no?" Federica si morse un labbro dal nervoso: "Roberto ha da lavorare tutta la sera, e sinceramente è stressato da un pò. Lo vedo così assente." Eleonora le fece una carezza sul braccio "Tesoro, non ci badare, il lavoro stressa, vedrai che tutto passerà."
Detto questo, la ragazza volse i tacchi e si allontantanò ancheggiando. Federica fece per tornare nella cabina massaggi, poi d'un tratto, un pensiero le sfiorò il cervello. Qualcosa di strano, un pensiero fuggente e indecifrabile. Lo stesso brivido che le corse lungo la schiena il giorno prima, quando Roberto se ne andò dalla spa e lei rimase da sola con la segretaria. Qualcosa nel suo cervello, maliziosamente, le fece combaciare due pezzi del puzzle: Roberto le tira un bidone inaspettato, Eleonora più bella che mai esce con un amico. Scacciò immediatamente quel pensiero dalla sua testa. Il suo Roberto che la tradisce? Con Eleonora per giunta? Una ragazza troppo pudica e noiosa per poter anche solo attirare il suo sguardo? Sciocchezze.
Eppure, in quello stesso istante, Eleonora stava sfrecciando sul sedile del passeggero dell'Audi di Roberto verso un ristorante di lusso fuori città. Quando l'ha vista salire sulla sua auto così imbellettata, Roberto ebbe un sussulto e potè dirle solo: "Sei bellissima." Il suo cazzo era già di marmo, ma qualcosa nella sua mente aveva messo in moto la sua coscienza. Aveva tradito due volte la donna che amava, le aveva mentito per uscire con la sua stessa collega. Nella sua testa, Roberto aveva capito che stava sbagliando tutto. Che in fin dei conti, per quanto Eleonora fosse bella e tremendamente affascinante, non poteva gettare alle ortiche due anni di storia con Federica, la storia più importante della sua vita. Federica sapeva essere scorbutica, vanitosa, insopportabile e insolente, ma restava comunque la sua donna e lui, sentiva di amarla ancora. Del resto, anche lui non era esente da difetti e Federica li sopportava tutti, più o meno.
Quando arrivarono al ristorante, i due si accomodarono ad un tavolo lontano dalla vetrina e ordinarono del pesce e del vino bianco. Eleonora era bellissima così truccata e i suoi occhi azzurri come il mare sembravano dovessero emettere raggi di cielo. Lui era affascinato dal suo modo di parlare, dalla sua cultura, la sua eleganza. Tutte cose che mancavano a Federica. Eleonora, d'altro canto, era tremendamente attizzata da lui, il suo corpo, la sua potenza sessuale. Mentre parlavano, si sfilò la scapra e iniziò a strusciargli il piede sulla gamba e sulla coscia. Roberto prese un respiro.
"Eleonora, ascoltami un attimo." La ragazza divenne seria. Lui bevve un sorso di vino per darsi coraggio e continuò. "Senti, tu mi piaci tantissimo. Sei bella, intelligente, piena di sorprese. Devo confessarti che sei la donna che più di tutte mi ha eccitato in vita mia." Eleonora interruppe il discorso di Roberto dicendo solamente: "Ma?". Il ragazzo bevve un altro bicchiere. "Ma non possiamo vederci più." Un'ombra di delusione attraversò gli occhi della ragazza. "Credimi, altro non vorrei che prenderti qui, adesso, anche davanti a tutti, e fare l'amore con te. Se mi chiedessero di esprimere un desiderio io esprimerei questo: fare l'amore subito con te." Eleonora distolse lo sguardo indispettita. "Ma non posso fare questo a Federica."
"Lo hai già fatto! L'hai già tradita. Due volte."
"Appunto, non posso farlo una terza. Sono stato già abbastanza verme e me ne vergogno con tutto me stesso. Le ho anche raccontato una bugia per uscire con te stasera."
"Credi che un rapporto che nasconde tradimenti e bugie sia destinato ad essere duraturo?" Disse Eleonora, incalzandolo.
"Non lo so, può darsi di no, ma non credo che lei si meriti questo."
Eleonora si morse un labbro, si sentiva ferita, così contrattaccò.
"Credi forse che lei possa renderti felice? Sai benissimo di no. Sai benissimo che non lo farà. Quelle come lei…a loro non interessa la coppia, ne vedono solo l'aspetto superficiale. Quante ragazze hai avuto prima di lei?"
"Parecchie", rispose di getto.
"Quanto tempo sono durate le tue storie?"
"Federica è la più lunga. Al secondo posto cè una ragazza con cui sono stato otto mesi."
Eleonora sorrise gentilmente. "Lo vedi? Tu scegli sempre quel tipo di ragazze. Superficiali, immature, vuote. Cosa credi di poter costruire con persone del genere? Tu ti senti così attratto da me per un motivo, perchè sono diversa da loro."
Roberto bevve altro vino, mentre Eleonora arricciò il labbro indispettita. "Comunque, sei libero di fare ciò che vuoi, Roberto. Finiamo la cena e riportami pure a casa."
Roberto si sentì mortificato. "Io, voglio passare del tempo con te. Non voglio portarti a casa. Solo, non credo di essere pronto per lasciare Federica. O per tradirla di nuovo. Voglio capire se è ciò che voglio veramente."
Eleonora sorrise gentilmente e bevve un goccio di vino. "Pensaci tutto il tempo che vuoi, non voglio metterti fretta. Volevo solo dirti cosa pensavo."
La serata trascorse tranquillamente e i due non toccarono più l'argomento. Dopo cena fecero una passeggiata sul lungomare e lui raccontava degli aneddoti del lavoro e della palestra. Lei si avvicinò a lui e gli cinse il braccio intorno ai fianchi. Lui, quasi naturalmente, le poggiò il braccio intorno al collo. Roberto si sentì inebriato dal profumo di Eleonora, il Pure Poison di Dior. La sua pelle morbida color alabastro era così invitante, sembrava una pesca pronta per essere morsa. Verso mezzanotte si avviarono alla macchina. "Meglio tornare a casa", disse lui, "Domani ho parecchio lavoro da fare". I due entrarono e partirono, prendendo la strada extraurbana che costeggiava il mare.
"Perdonami ma devo togliermi le scarpe, non sono abituata a portare i tacchi e mi fanno male."
Eleonora si sfilò le scarpe e appoggiò i piedi sul cruscotto. Gli occhi di Roberto caddero ineluttabilmente sui quei bei piedi piccoli e torniti, imbellettati dallo smalto color rosso, dalla cavigliera e gli anellini d'argento. "Guarda la strada", disse lei sorridendo. Roberto scoppiò a ridere. "Scusami, hai ragione." Roberto affrontò una curva con delicatezza. "Con tutto quello che abbiamo mangiato sarebbe un peccato se ci venisse il mal d'auto e…".
Non riuscì a finire la frase, il piede di Eleonora gli stava accarezzando l'orecchio. "Eleonora, ti prego, ne abbiamo parlato prima." Lei era appoggiata alla portiera della macchina. Il piede sinistro gli accarezzava l'orecchio, il destro gli massaggiava l'uccello, duro come non mai.
"Scusami, devo essere un pò brilla…" Roberto la guardò e sul suo volto era comparso quel sorriso malizioso, lo stesso che l'ha fatto impazzire in spiaggia e in ufficio. La ninfa del sesso si era di nuovo impossessata di quella gentile ragazza che fino a poco prima sembrava avere il cuore spezzato.
"Ele, ti imploro." Eleonora si era messa in ginocchio e stava sbottonando i pantaloni di Roberto. "Questo sarebbe implorare? Coraggio, sai fare di meglio, lo so." Gli prese l'uccello e iniziò a succhiarlo con forza. Roberto ansimò con forza. "No, ferma, ferma. Per favore, sto guidando. Ferma."
Eleonora succhiava e masturbava Roberto con forza. "Scommetto che la tua adorata Federica non te lo ha mai succhiato, non è vero?" Come faceva a saperlo? E' vero, lei diceva sempre che "cazzi in bocca non ne prendo". Invece Eleonora lo stava facendo, e molto bene. Roberto godeva come un pazzo, ma la sua coscienza urlava. "Ele, ti prego basta! Non possiamo, fermati!" Lei lo guardò sorridendo. "Fermarmi io? Fermati tu, piuttosto, in qualche spiazzo."
"C…cosa?"
"Lo vuoi quanto lo voglio io! E' tutta la sera che lo vuoi! Tu mi vuoi, vuoi prendermi, vuoi possedermi, vuoi fare l'amore con me! Smettila di pensare a quella deficiente e pensa a me. Scopami! Ti farò vedere quanto sono migliore di lei."
Roberto girò il volante di scatto e si accostò in un piccolo sentiero, percorrendolo per una decina di minuti finchè non raggiunsero uno spazio isolato e buio. Appena spenta la macchina, Eleonora gli fu sopra. Lui le tirò via il vestito, divorandola con la bocca, con gli occhi, con il naso, afferrando ogni parte del suo corpo che poteva afferrare. Le mordeva la bocca, le guance, il naso, le orecchie.
Le afferrava il seno, i fianchi morbidi, il sedere, le gambe. Lei univa la sua lingua alla sua, in uno scambio di fluidi e di anime. Eleonora era nuda, sotto il vestito da cocktail non aveva biancheria intima. Guidò il pene di lui dentro di lei e iniziò a saltare come una gazzella. Lui non gemeva, urlava. Lei, dopo i primi gemiti, si unì a lui nelle urla. Urla ritmate e costanti, sempre più piene di affanno e lussuria. Si baciavano ininterrottamente, ogni tanto lui si staccava per succhiarle i capezzoli turgidi. Lei lo guardava con il suo ghigno illuminato dalla luna, alla luce della quale la sua pelle d'alabastro sembrava quasi luminosa.
"Avanti, dillo! Dillo!" La domanda era incalzante, lui era frastornato. "Dire cosa?" Lei ghignò ancora: "Ripetimi ancora quello che mi hai detto a cena! Ripetimi ancora che vuoi stare con lei e non con me! Avanti fallo! Fallo!" Lui stava godendo ancora di più delle altre volte. Ansimava, grugniva, gemeva. "No…non voglio…non voglio!" Lei sorrise e lo baciò sul collo. "Non vuoi cosa?"
Lui vinse ogni rimorso, ormai preda del sesso e della sirena: "Non voglio stare con lei! Io voglio te! Voglio solo te!" Lei inarcò la schiena all'indietro. "Oh si…sto per venire!" Lui anche. Il suo ritmo divenne più forte, entrambi si strinsero e si fusero in un unico corpo nel momento in cui vennero contemporaneamente. Eleonora cascò all'indietro appoggiandosi con la schiena al volante, mentre lui abbandonò la testa sul sedile. Ansimavano ancora, come se avessero corso cento chilometri. Si guardarono. Lei gli regalò nuovamente il suo ghigno pieno di sensualità, lui cadde completamente nell'incantesimo. Con un ultimo sforzo dalla sua bocca ansimarono solo tre parole: "Voglio solo te!" La Sirena, soddisfatta, siglò questa confessione d'amore con un lungo e profondo bacio.
TO BE CONTINUED….
Il Terzo Capitolo si è concluso. Nonostante i suoi buoni propositi, Roberto è finito di nuovo nella trappola della Sirena, la quale è determinata più che mai a prenderselo per sempre. Per i tre protagonisti è iniziata una lunga discesa che li porterà, inesorabilmente, verso un abisso oscuro.
L'APPARENZA INGANNA-CHAPTER 2
NEL CAPITOLO PRECEDENTE
Federica e Roberto sono una giovane coppia fidanzati da due anni, entrambi di bell'aspetto e appariscenti. Un sabato pomeriggio vanno al mare insieme ad Eleonora, collega di Federica, meno appariscente e molto riservata. Inaspettatamente, Eleonora droga la collega con un sonnifero e attira Roberto in mare, dietro ad una roccia, lo seduce e consuma con lui un rapporto sessuale.
L'APPARENZA INGANNA CHAPTER 2
Dopo quel sabato pomeriggio la testa di Roberto iniziò a riempirsi di nebbia, confusione, eccitazione, sensi di colpa e tutto ciò che può passare nella testa di un uomo colpevole di aver appena tradito la propria fidanzata.
Roberto, questo non ve l'ho ancora detto, lavorava in un'azienda come addetto al marketing e nell'ambiente era piuttosto conosciuto e rispettato. Così come era rispettato nell'altro ambiente in cui passava più tempo: la palestra. Roberto aveva un fisico asciutto, definito, slanciato, scolpito da una montagna di ore di esercizi e di fatica. Non quei fisici imponenti e gonfi, ma di quelli che piacciono molto alle donne: snelli e che ci potevi contare interamente ogni singolo nervo.
E' proprio in palestra che conobbe Federica, circa due anni prima. Da allora fu attrazione a prima vista. I due iniziarono a frequentarsi, a fare sesso, e infine divennero una coppia a tutti gli effetti. Quella con Federica era la storia più lunga della vita di Roberto. Tutte le altre non avevano mai superato gli otto mesi. Di lei si sentiva profondamente attratto e innamorato. Tutto fino a quel sabato pomeriggio.
Roberto iniziò a pensare ad Eleonora sempre più spesso. Il suo corpo, i suoi occhi, il suo sorriso malizioso, quasi un ghigno. Era ossessionato da lei. Federica si accorse che Roberto aveva la testa altrove. Se ne accorse pienamente nel sesso. Roberto sembrava farlo quasi controvoglia, distrattamente, come mai era successo in due anni. Il giovane diede la colpa al grande stress che il suo lavoro di responsabilità comportava, e Federica sembrò essersi bevuta la scusa. Ma per quanto avrebbe potuto andare avanti? Per quanto Roberto avrebbe potuto far finta che nulla fosse successo? Per quanto Roberto avrebbe potuto evitare di presentarsi al cospetto di Eleonora a implorarla per un bis? A queste domande vi fornisco immediatamente la risposta.
Lunedi 27 maggio, Roberto aveva in mano l'agenda della fidanzata. Sapeva benissimo che dalle 16 alle 17 sarebbe stata impegnata in un massaggio con trattamento estetico, per di più con una di quelle vecchie megere insistenti che credono che un paio di maschere di bellezza possano in qualche modo porre rimedio ai colpi di sciabola impietosi che il tempo le riserva anno dopo anno. Una di quelle clienti che bisogna seguire con molta cura, senza distrazioni. Era il momento ideale per presentarsi alla spa.
Roberto aspettò che fossero le 16.10, così da essere sicuro che Federica fosse rinchiusa nella sala massaggi, poi, con la stessa prudenza di un ninja che si infila nella camera da letto di un damiyo da assassinare, entrò nella spa. Si avviò lungo il corridoio che sbuca nella segreteria. E li, seduta alla sua scrivania, la vide. Indossava una camicietta nera elegante, sotto la quale portava di pantaloni bianchi e un paio di scapre nere col tacco. Gli occhialini abbassati sul naso nell'intento di leggere le lettere del computer e i capelli legati con una matita. Roberto bussò con prudenza allo stipite della porta.
"Permesso?"
Eleonora alzò lo sguardo e sorrise. I suoi occhi e il suo sorriso si aprirono meravigliosamente.
"Roberto! Che sorpresa, vieni, accomodati!"
Roberto si avvicinò e si sedette davanti a lei, con fare guardingo, come se si trovasse nel terreno di caccia di un felino mimetizzato nell'erba alta. "Federica è nella sala massaggi con la signora Tirelli, ne avrà ancora per una cinquantina di minuti. Se vuoi ti posso…"
"Non sono qui per lei!"
A quella frase, Eleonora sorrise ancora più vistosamente di prima, ma ad un occhio attento i suoi denti bianchissimi sarebbero sembrati di più delle fauci di un serpente. "Ah no? E perchè allora? Vuoi forse fare un massaggio?"
"Smettila, lo sai perchè sono qui!" Il tono di Roberto si fece più grave e la voce si abbassò di colpo. "Quello che è successo sabato, credi me lo sia dimenticato?" Roberto la guardò intensamente, Eleonora si sistemò gli occhialini. "Certo che no, nemmeno io l'ho dimenticato. Non faccio che pensarti da allora, ma tu sei fidanzato…"
"Ma questo non ti ha impedito di sedurmi, o sbaglio? Eleonora emise un risolino. "Ho solo ammiccato un pò, quello che è successo dopo è stata una conseguenza. E' innegabile che ci sia un feeling speciale tra di noi."
La sua voce era così cortese, così gentile. Il suo modo di parlare così diverso da quello di Federica, la quale parlava a slogan tanto che sembrava una meme di facebook vivente. Roberto era colpito soprattutto dalla mente di quella giovane donna, all'apparenza così calma e gentile.
Non ebbe nemmeno il tempo di contemplare ancora quella gentilezza che si sentì qualcosa sull'inguine. Abbassò lo sguardo e vide il piede di Eleonora appoggiato sui suoi testicoli. "Non qui, se uscisse…"
Eleonora si alzò dalla sedia e aggirò la scrivania. Sempre ancheggiando in quel modo sinuoso che ai suoi occhi l'aveva trasformata in una sirena. Si sedette appena sul bordo della scrivania. "Robbi, te l'ho detto, sono mesi che penso a te. Tutte le volte che ti presentavi qui davanti per prenderla dopo il lavoro, io mi immaginavo che tu la superassi, venissi da me, mi prendessi in braccio e mi portassi fuori di qui. Ma non mi notavi e nemmeno mi guardavi. Non ho mai avuto l'occasione di potermi mostrare ne di dichiararti quanto mi piacessi. Fino a sabato. Quell'invito è stato il mio carpe diem, il mio momento della verità. Avevo solo una chance e non potevo fallirla."
Nel dire "fallirla", Eleonora scivolò a cavalcioni di Roberto, il quale ebbe un sussulto. "Non possiamo farlo qui. Se entrasse qualcuno…"
"Non entrerà nessuno"
Eleonora si slacciò la camicetta, mostrando i suoi seni liberi da qualsiasi reggiseno. Roberto stava per dire qualcosa, ma lei gli mise in bocca il suo capezzolo. "So che lo vuoi. So che vuoi tutto questo. Vuoi rischiare, vero?" Roberto succhiò avidamente il capezzolo di Eleonora, la quale iniziò a gemere.
"Prendimi ora…prendimi ora…"
Roberto era sul punto di esplodere, l'uccello gonfio come una mongolfiera.
Si alzò di scatto, afferrò Eleonora per il sedere mettendola sulla scrivania e si tirò fuori il pene duro come il marmo. "Certo che lo voglio! Ti voglio!" Eleonora sorrise, ma non il sorriso di prima, ma il ghigno malizioso di quel pomeriggio in spiaggia. Roberto la penetrò lentamente, mentre lei espirava di piacere. "Mancano poco più di quaranta minuti", disse lei, "abbiamo il tempo che vogliamo".
Roberto iniziò a penetrare con forza e ritmo crescenti. Eleonora gioiva di piacere, mentre lui emetteva grugniti di eccitazione. "Sei così forte, così grosso, così bello…". Roberto digrignava i denti mentre il suo cazzo entrava e usciva con sempre maggior velocità.
Eleonora si avvicinò con la bocca e i due si baciarono con tanta passione che sembravano divorarsi a vicenda. Mai e poi mai il sesso era stato così passionale con Federica. Eleonora si staccò dal bacio ansimando, la faccia deformata dal piacere e dalla lussuria. "Dimmi che mi vuoi…" Roberto ansimava. "Ti voglio".
Eleonora gli leccò le labbra. "Dimmi che vuoi solo me…me e nessun altra al mondo". Roberto rispose alla leccata, ansimava, gli occhi che si ribaltavano all'indietro. "Voglio solo te…sei…sei l'unica che voglio…".
La ragazza sorrise di nuovo, e allontanò il membro di Roberto da lei. Si voltò appoggiandosi alla scivania. "Voglio che mi prendi così!" Roberto impazzì. Le penetrò la vagina da dietro e ricominciò con sempre maggior forza e impeto, cingendole il seno con le mani. "Tu mi fai impazzire…", le sussurrò in un orecchio facendola sorridere. "Non ho mai avuto una ragazza come te". Eleonora sorrise ancora di più e agitò le abbondanti natiche per sollazzarlo ancora di più. "Sei quasi sul punto di farmi venire, ci sei quasi".
Roberto, a quelle parole, si emozionò ancora di più. Continuò a spingerlo mentre lei si godeva tutta la potenza che quel giovane imprimeva dentro di lei. "Avanti…avanti…vieni….". Roberto iniziò a baciarla sulle orecchie e sul collo, lei ansimava. In quell'istante, il rumore di una chiave li riportò alla realtà. I due spalancarono gli occhi mentre sentirono la porta scorrevole aprirsi. Federica uscì dalla sala massaggi, seguita dalla signora Tirelli.
"Mi spiace davvero tanto che non riusciamo a finire il massaggio." Disse Federica.
"Lo so, ma quell'idiota di mio marito ha perso le chiavi di casa e devo rientrare di corsa". Federica si avvicinò alla segreteria e spalancò gli occhi. Roberto era seduto sulla sedia davanti alla scrivania. Eleonora, al computer, digitava velocemente.
"Fede? Avete già finito?"
"Si, la signora deve andare ma…che ci fai qui Robbi?"
Roberto era sudato, ma aveva riacquistato la lucidità. Quando sentirono la chiave, con la velocità di due leopardi, si ricomposero e si allontanarono.
"Oggi ho finito prima al lavoro e pensavo di venire a salutarti e fare una pausa caffè. Che ne dici?"
Federica storse un pò il naso. Pausa caffè? Quando mai era successo? Ma comunque era felice che lui fosse venuto a trovarla e gli diede un bacio.
"Ma certo amore! Aspettami fuori, controllo i prossimi appuntamenti, mi lavo le mani e arrivo."
"D'accordo", fece lui con tranquillità. Si alzò e si rivolse ad Eleonora. "Allora, ciao, Ele! Buon lavoro."
Eleonora rispose al sorriso. "Ciao, buon caffè!"
Federica si lavò le mani e si avvicinò alla scrivania.
"Ele, qual'è il prossimo appuntamento?"
La segretaria guardò l'agenda e rispose sorridendo.
"Alle 17.15 hai un'epilazione con la Martelli." Federica sbuffò. "Che palle, quella passa il tempo a rompermi il cazzo con tutti i suoi problemi. Vabbè, vado a prendermi il caffè. Vuoi che ti porti qualcosa?".
Eleonora sorrise con tutta la sua gentilezza. "No, grazie tesoro, sono apposto così". Federica notò una cosa insolita. Eleonora aveva tre bottoni della camicetta aperti e notò che non indossava il reggiseno. Non ci aveva mai fatto caso, perchè Eleonora abbottonava sempre le camicie fino al penultimo bottone.
Non prestò molta attenzione a quel particolare, ma qualcosa dentro di lei sembrò attivarle un'allarme inconsapevole. Ma senza rifletterci troppo su prese la via dell'uscita. In quell'istante, Eleonora alzò un quaderno e prese un foglietto che Roberto le aveva lasciato. Il foglietto recitava: "Questo è il mio numero 3386, domani sera, fuori città, cena." Eleonora sorrise passandosi la lingua sulle labbra. Quella sarebbe stata una serata fantastica.
TO BE CONTINUED…
Anche questo secondo capitolo si è concluso! Fatemi sapere VOI cosa ne pensate, lasciandomi un bel commento. Ditemi se vi piacciono i personaggi e per chi tifate. Prestissimo la terza parte.
Aspetto i vostri commenti :-)
L' APPARENZA INGANNA - CHAPTER 1
Federica era una giovane di ventiquattro anni impiegata in una spa come estetista. Sempre all'ultima moda, passava molto tempo a dedicarsi alla cura della sua immagine: un metro e sessanta d'altezza, 52 chili di peso scarsi, capelli lisci neri corvini lunghi oltre la schiena. Aveva una terza abbondante di seno e un sedere rotondo come una mela e duro come un pallone di cuoio.
Tra un selfie ed una storia su Instagram, Federica cercava sempre di mostrarsi come una ragazza appariscente, forte e spavalda. Ed in effetti lo era. Il suo lato dolce e amorevole lo mostrava solo con Roberto, fidanzato con lei da due anni, un bel ragazzo di un metro e ottanta dal fisico asciutto e tatuato. Federica era pazza di lui, e gelosissima. Nessuna delle sue amiche poteva avvicinarcisi, tant'è che spesso organizzava uscite separate per evitare che potessero in qualche modo anche solo pensare di poter allungare i loro artigli smaltati su di lui.
Era giovedi 23 maggio 2019 e Federica aveva appena ricevuto un messaggio di Roberto che le chiedeva di passare il sabato insieme al mare. La ragazza aveva appena confermato a Veronica, sua amica di vecchia data e nota "scippatrice" di fidanzati, che avrebbe passato del tempo con lei e altre amiche del gruppo, ma quel messaggio di Roberto le aveva cambiato i piani. Non avrebbe permesso a quella troia platinata, con la quarta di seno sempre in vista e il tacco 12 che rendeva la sua già considerevole statura di un metro e settanta completamente torreggiante su di lei, di potersi avvicinare a lui. Aveva bisogno di trovare una scusa, perchè dire "Scusa cara, ma voglio passare del tempo con il mio ragazzo" suonava tanto da sfigata.
D'un tratto, la soluzione le comparve davanti, nella persona della segretaria della spa, Eleonora. Graziosa, di classe, così di classe che Federica la reputava "vecchia" nonostante fosse appena trentenne, Eleonora era la classica "brava ragazza della porta accanto": mai esagerata nel vestire e negli atteggiamenti. Capelli ricci castani, grandi occhi azzurri sempre celati dagli immancabili occhialini da vista, camicietta bianca con merletti e gonna fasciante nera, Eleonora era considerata da tutti una ragazza irreprensibile. Fidanzata per nove lunghi anni, si era appena lasciata con il suo fidanzato storico, per motivi ancora ignoti.
Federica ebbe, in quel momento il lampo di genio che le avrebbe permesso di uscire da quella situazione di stallo: amiche o fidanzato?
Non ci pensò un secondo e disse di getto: "Ele, sabato pomeriggio che fai?"
Eleonora non era solita ricevere inviti da Federica, le due avevano interessi e modi di vivere diametralmente opposti: laddove una prediligeva passare le serate a bere con le amiche o ballare, l'altra preferiva dedicarsi alla pittura, sua grande passione. Così rispose: "Al momento non ho impegni".
"Ti andrebbe di venire al mare con me e Roberto? Così, per passare un pomeriggio."
Senza pensarci su, la segretaria sorrise: "Volentieri, così me lo presenti!"
Federica annuì col capo e dopo che Eleonora le consegnò gli appuntamenti della giornata, prese il telefono e mandò un vocale a Veronica: "Scusa, tesoro, ma dobbiamo rimandare per sabato. La mia collega si è appena lasciata col fidanzato e mi ha chiesto di passare il pomeriggio con lei per farle compagnia. Non è che ne abbia molta voglia, ma mi dispiace un pò per lei. Ci sentiamo alla prossima!"
Venne il sabato, Federica e Roberto giunsero ad una spiaggia che poteva sembrare Ibiza da tanto era bella e grande. Lei indossava un top cortissimo nero e un paio di short di jeans che le coprivano solo metà sedere.
Lui era già a torso nudo, gli addominali scolpiti e il petto tatuato. "Non doveva esserci anche una tua amica?"
Federica rispose di si e in quell'istante comparve Eleonora. "Ciao ragazzi". Federica squadrò la collega, che indossava un vestitino leggero di lino bianco con un tema floreale e un paio di sandali bassi alla schiava.
Eleonora diede la mano a Roberto. "Molto piacere, Eleonora".
Roberto ricambiò il gesto e si presentò. Federica indicò un punto nella spiaggia.
"Mettiamoci la, siamo dalla parte del sole. I tre arrivarono al punto designato e si spogliarono. Eleonora sorrise: "Sono un pò in imbarazzo, non vorrei fare la candela!"
Roberto le sorrise, mentre Federica la rassicurò: "Figurati Ele, non devi imbarazzarti. Saremo di compagnia anche se siamo una coppia." Federica si tolse il top e gli short, mostrando un bikini striminzito rosa che metteva in risalto il suo sedere rotondo come una mela.
Federica fissò Eleonora mentre si toglieva il vestito, squadrandola. Non l'aveva mai vista in costume: seno piccolo, fianchi larghi, sedere abbondante. Eleonora era una ragazza normale, ne più ne meno, dal viso molto carino e grazioso, ma dai modi timidi e pudici e dal fisico non eccezionale. Indossava un bikini nero che faceva contrasto con la pelle bianca alabastro. Insomma, non rappresentava una minaccia come le sue amiche, tutte toniche e perfette.
Si misero sugli asciugamani e iniziarono a chiaccherare del più e del meno. Passò un ora ed Eleonora si alzò dall'asciugamano: "Vado a prendere delle birre, belle gelate, è quello che ci vuole. Tornò dopo cinque minuti con le birre già aperte. Federica se la scolò in meno di dieci minuti, mentre Eleonora e Roberto ne bevvero alcuni sorsi. Sarà stato il tepore del sole, l'aria piacevole o la birra, Federica si sdraiò a pancia in giù sull'asciugamano e iniziò a russare pesantemente.
Fu in quell'istante che Eleonora si slacciò il reggiseno del costume, restando in topless. "Non mi piace il segno del costume sul seno, che ne pensi, Robbi?" Roberto, incredulo, guardò quelle due piccole pere sode, dai capezzoli grandi, rosei e turgidi. La ragazza si passò una mano tra i capelli e si tolse gli occhiali. "Che ne dici di farci un bagno? Questo caldo sta diventando un pò troppo pesante per me!" Detto questo, Eleonora si alzò in piedi e Roberto non potè fare a meno di notare che il suo costume aveva preso la forma di un perizoma, mettendo in risalto l'abbondanza del suo sedere generoso.
La ragazza si incamminò ancheggiando vistosamente, si voltò verso di lui e disse: "Vieni?" Roberto si sincerò che la sua gelosissima fidanzata fosse veramente nel mondo dei sogni e poi si incamminò di lei. C'era qualcosa di magnetico nel modo in cui ancheggiava e soprattutto nel modo in cui quella timida e compita "signora" si era trasformata in un'ammaliante e seducente sirena. Il suo sguardo ammiccante e il suo sorriso malizioso rivelavano una personalità totalmente differente dalla precedente. Come se qualche ninfetta si fosse improvvisamente impossessatà di lei.
Eleonora condusse Roberto abbastanza distante, in un luogo più appartato della spiaggia, dietro ad una grossa roccia situata nel bagnasciuga. Ella entrò nell'acqua fino alla vita, i suoi seni piccoli divennero ancora più turgidi. Roberto si avvicinò a lei come ipnotizzato.
"Non immaginavo che tu fossi..." Eleonora sorrise e gli mise, con sua sorpresa, le braccia intorno al collo. "Come? Cosa non immaginavi?" Roberto deglutì mentre il suo uccello diventava duro come la roccia dietro la quale erano nascosti. "Non immaginavo che fossi così...così..." Eleonora sorrise nuovamente, lo stesso sorriso malizioso che lo aveva colpito. "E' questo il problema dei ragazzi come te. Credete che solo le troiette mezze nude ed esibizioniste possano sedurre un uomo".
Roberto, senza nemmeno rendersene conto, aveva le mani uncinate nei glutei di Eleonora. "Dio..."
disse lui. Eleonora lo baciò con passione, talmente tanta passione che Roberto se ne sentì subito conquistato. Mai provò una simile sensazione con Federica. Eleonora gli cinse il tronco con le gambe e si scostò il costume, permettendo al suo membro eretto di penetrarla. La ragazza emise un gemito di piacere mentre Robero iniziava a penetrarla con forza. "Si, così, continua..." Roberto penetrava Eleonora con ancora più vigore, mentre gli succhiava i capezzoli avidamente e le mani stringevano l'una la sua schiena, l'altra la sua natica. Eleonora gli mordeva le labbra.
"Ti piace? Ti piace scoparmi così, mentre la tua fidanzata troia dorme sulla spiaggia?" Roberto sussultò di piacere. "Si...si...mi piace da morire!" Eleonora sorrise di nuovo. "Se ti dicessi che sono mesi che voglio farmi scopare da te, ci crederesti? Che la prima volta che ti ho visto mentre la venivi a prendere, mi sono masturbata pensando a te?"
Roberto era fuori di se dall'estasi e continuava a penetrarla. Eleonora continuò a parlare tra i gemiti. "E se ti dicessi che ho messo del sonnifero nella birra di quella troia...così da poterti avere tutto per me?" Roberto esplose letteralmente. Venne dentro di lei con un urlo. Eleonora scoppiò a ridere e riversò la testa all'indietro, immergendola nell'acqua. Roberto si staccò da lei e si appoggiò alla roccia. Era stato l'orgasmo più forte della sua vita. Eleonora riemerse dall'acqua sorridendo, i capelli all'indietro, sembrava davvero una ninfa del sesso. "Devo dirlo, Roberto, non sei affatto male. Ma per farmi venire, devi fare ancora della pratica." Roberto era esausto e sconvolto. Davvero aveva cloroformizzato la sua fidanzata? Davvero non era riuscito a farla venire? "Si, è tutto vero, Robbi caro! Niente di personale contro Fede, anche se il suo modo di vivere non mi fa impazzire! E per quanto riguarda il farmi venire...avremo altre occasioni. O sbaglio?" Roberto era come sotto un incantesimo. Eleonora lo aveva stregato. "Si, ti prego, ho bisogno vederti ancora". Eleonora emise un risolino divertito. "Torniamo adesso, non vorrei che la tua fidanzatina si svegliasse e si accorgesse di noi." Così, Roberto si incammimò nuovamente dietro quella sirena, pensando quasi che il suo ancheggiare lo stesse ipnotizzando.
Tornarono alla loro postazione, dove Federica stava ancora russando, mettendosi uno da una parte e una dall'altra. Roberto fissava Eleonora, la quale alzò una gamba verso di lui, puntandogli il piede. Lui, attratto, si avvicinò e diede un piccolo bacio sulla punta del piede proprio sopra a Federica. Non potè fare a meno di notare la graziosa e sensuale cavigliera che portava, ne i due anellini alle dita.
Eleonora gli rispose con un occhiolino, per poi coricarsi a prendere il sole.
TO BE CONTINUED....
Questa storia l'ho scritta alcuni anni fa, forse la scrittura è più acerba del mio precedente racconto, ma proseguendo migliora 😜
THE PROPER WIFE - CHAPTER 11 EPILOGO
NEL CAPITOLO PRECEDENTE
Nell'appartamento di Andrea, Sabrina seduce sia lui che Mor, lasciandosi andare ad un rapporto sessuale a tre, lasciando il vivavoce sul telefono e rendendo spettatrice anche Eleonora, ancora prigionera di Aisha nel centro estetico Moonlight.
Sia Andrea che Mor godono entrambi della vivacità sessuale di Sabrina, la quale non risparmia niente ai due amanti.
Soddisfatta dell'intesa sessuale con i due, Sabrina propone di diventare la donna di entrambi, in modo da poter continuare a divertirsi in futuro. Costretta dalle torture di Aisha, Eleonora accetta a malincuore e cede i suoi uomini a Sabrina.
THE PROPER WIFE – EPILOGO
Erano passati due mesi dalla turbolenta notte iniziata al centro estetico Moonlight e proseguita all'appartamento di Andrea.
Il Modà era un localaccio in periferia, frequentato prevalentemente da brutta gente, molto spesso visitato dalle forze dell'ordine. Quella sera di giugno era piuttosto pieno e la musica faceva scoppiare i timpani. Avevano improvvisato una specie di rave party all'esterno del locale, e folti gruppi di persone dal precario equilibrio alcoolico ballavano scompostamente.
L'anticamera dei servizi era quasi piena, perchè il bagno delle signore era occupato da fin troppo tempo. Alcuni urlavano e tiravano pugni nel muro. Eppure, tutto quel protestare non disturbava per niente i due fruitori del servizio: Amerigo ed Aisha. Lei era piegata a 90 gradi sul water, con la sigaretta in bocca, il vestitino striminzito rimboccato fin sopra al seno. Lui, con i pantaloni calati e la maglietta arrotolata, la stava penetrando. Era sudato marcio.
"Quanto rompono i coglioni la fuori! Aspettate il vostro turno, cazzo!!!" urlò lui. Lei si limitava a godere dei colpi di cazzo che Amerigo le somministrava.
"Fottitene e continua! Sto per venire!" disse lei in risposta.
Dalla notte del Moonlight, Aisha acquisì la "proprietà esclusiva" di Amerigo. Lui non era molto soddisfatto di aver perso la sua "troiona da combattimento", come lui chiamava Eleonora, soprattutto perchè sperava di potersi far mantenere da lei. Ma ormai era andata così.
"Oh cazzo, si!!! Continua così" diceva lei. Lui le mise la mano sulla testa e con forza la spinse verso l'interno del water.
"Ame che cazzo fai!?" urlò Aisha impaurita.
"Sta zitta, troia! Godi e stai zitta!"
Aisha mollò un urlò mentre Amerigo le spinse la faccia dentro il water, alzandola tenendola per la vita e continuando a pompare.
"Oh si!!! Sto venendo!!! Prenditela tutta, puttana!"
Aisha venne soffocata dall'acqua del wc, mentre sentiva l'orgasmo che le esplodeva dentro.
Amerigo la tirò fuori per i capelli. Aisha tirò un respiro profondo con la bocca spalancata, ma un secondo dopo, Amerigo le cacciò il cazzo in bocca, sborrandole pesantemente fin dentro la gola.
Aisha ricadde in ginocchio, sputando e vomitando sperma e acqua.
"Brava la mia puttana", disse Amerigo ridendo mentre si riallacciava i pantaloni. Lei sputò con violenza. "Sei un bastardo", gli disse, arrabbiata.
Lui si limitò ad aprire la porta, trovandosi davanti due energumeni.
"Allora, Amerigo, ci prendi per il culo? E' un'ora che aspettiamo!"
"Ce li avete i soldi?" rispose Amerigo.
Il secondo enrgumeno tirò fuori 300 euro, che Amerigo prese velocemente. Aisha si rialzò di scatto.
"Che stai facendo?" disse Aisha sorpresa. Amerigo non la degnò di uno sguardo e si rivolse ai due.
"E' tutta vostra", asserì Amerigo uscendo dal bagno. Aisha provò a seguirlo, ma i due le sbarrarono la strada.
"Amerigo!!! Che cazzo stai facendo?"
I due la spinsero dentro il bagno, ridendo.
"Amerigo! Amerigoooooooooooooooooooo!!!" urlò Aisha, mentre uno dei due richiudeva la porta.
Nonostante il richiamo, Amerigo era già seduto al bancone del bar. Aveva messo una banconota sul tavolo.
"Una bella vodka", disse al barista, tutto soddisfatto. In quell'istante, un altro uomo, grosso come un gorilla, si sedette accanto a lui, mettendogli il braccio sulle spalle.
"Finalmente ci si rivede, Ame!"
Amerigo si ghiacciò dal terrore. Quello era Salvo, un tipo molto pericoloso a cui doveva dei soldi.
"Ora io e te andiamo a farci una bella passeggiata, con i miei amici laggiù!" disse Salvo, indicando un tavolo dove altri 6 personaggi stavano bevendo.
"Perchè non parliamo qui? Posso pagarti, lo giuro" pregò Amerigo.
"Ma certo, è solo che io sono stanco di essere pagato quando vuoi tu! E ora, è il momento che impari come comportarti! Forza, andiamo!" disse sottovoce Salvo.
Con le lacrime agli occhi, Amerigo si alzò dal bancone e seguì Salvo fuori dal locale. I sei "amici" di Salvo li imitarono.
Mentre Amerigo andava incontro al suo destino, Aisha, nel bagno, stava affrontando il suo. Completamente denudata, penetrata nel culo e nella bocca da due delinquenti sconosciuti, venduta come una puttana da quattro soldi, Aisha maledì il giorno in cui decise di stare con Amerigo.
Dopo quella notte, entrambi sparirono per sempre dalla città, senza mai più fare ritorno.
Ben diverso era il clima che si respirava dall'altra parte della città.
La macchina di Mor era parcheggiata sotto l'appartamento di Andrea, e l'uomo era in piedi col telefono in mano.
"Ragazzi è un quarto d'ora che vi sto aspettando! Ma possibile che siete sempre in ritardo?" disse Mor, spazientito.
Stava parlando con Andrea, il quale era in bagno e si stava sistemando il gel nei capelli. Era vestito molto elegante.
"Abbi un pò di pazienza, lo sai che le donne ci mettono sempre un casino a prepararsi!" rispose Andrea, più attento alla piega dei capelli che alla telefonata.
"Vi do 10 minuti, poi giuro che me ne vado!"
"D'accordo, stai calmo! Ci saremo!" rispose Andrea chiudendo la telefonata. Si diede ancora una passata ai capelli.
"Allora!!! Sei pronta o no? Mor sta rompendo i coglioni!"
"Aaaaaaaaaaaaaaaaaargh!!!!!!!!!!!!!!!" un urlo di donna risuonò nella casa.
Andrea sbuffò spazientito.
"Che cazzo, non potevi farlo dopo quando rientravamo a casa?"
Nella stanza a fianco, sul letto, Sabrina era radiosa. Indossava un attillato vestito nero che risaltava le sue forme. Era seduta sulle ginocchia...o meglio...era seduta sulla faccia di Eleonora. Le aveva tirato giù la parte del vestitino floreale che indossava, scoprendole il seno.
"Ormai sto per venire, amore!"
Sabrina torse i capezzoli di Eleonora, che lanciò un altro grido.
"Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaargh!!!"
"Datti da fare con quella lingua, Panna Cotta!"
Eleonora leccava affannosamente. Il sapore della fica di Sabrina le dava il voltastomaco.
"N...non riesco a fare più veloce..." disse Eleonora.
Sabrina tirò nuovamente i capezzoli, provocando un altro grido.
"Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaargh!!!!"
Eleonora aumentò la velocità della lingua, leccando e leccando.
"Mmmmm...bene così! Devi massaggiare bene il clitoride!"
Ormai Eleonora era diventata quasi una professionista. Non si contavano più le volte che Sabrina l'aveva obbligata a leccarle la fica fino a farla venire.
"Mmmmm...si così!"
Andrea entrò nella stanza e portò le mani ai fianchi.
"Amore! Quante volte ti ho detto che queste cose le devi fare quando abbiamo tempo?"
Sabrina si morse il labbro, invitando col dito Andrea a raggiungerla.
"Faremo aspettare troppo Mor!" disse Andrea avvicinandosi. Sabrina li cinse le braccia intorno al collo.
"Non preoccuparti amore, lo sai che quando aspetta, poi, è sempre più scatenato dopo" rispose Sabrina. I due si baciarono appassionatamente, mentre Eleonora, schiacciata dal peso di Sabrina, tentò di spostare la testa lateralmente.
"Ti ho detto di fermarti?" disse Sabrina tirandole di nuovo il capezzolo.
"Aaaaaaaaaaaargh!" urlò Eleonora, mentre i due ricominciarono a baciarsi.
Sabrina sorrise ad Andrea, slacciandogli i pantaloni.
"Facciamolo aspettare ancora un pò..."
"Perchè no?" sorrise Andrea.
Andrea prese in braccio Sabrina, Eleonora insipirò più aria che poteva, ma Andrea le mise sopra Sabrina di schiena.
"Scopami qua..."
Lui sorrise e guiò il cazzo nella fica già bagnata di fluidi e saliva. Eleonora, schiacciata dal peso di entrambi, poteva solo mordersi le labbra dalla rabbia. Sentiva i colpi che Andrea impartiva a Sabrina. Cosa avrebbe dato per essere di nuovo lei in quella posizione.
Ma tutto era cambiato.
Aveva dovuto accettare che Sabrina andasse a letto con Andrea e Mor, ma non aveva immaginato cosa sarebbe successo dopo. Suo marito perse completamente il desiderio verso di lei. Annebbiato, affascinato e sedotto, Andrea voleva solo Sabrina. Mor, manco a dirlo, già ce l'aveva a morte con lei per la storia della cocaina.
Loro erano diventati quasi due estranei. Freddi e distaccati tra loro. Sabrina sempre più presente nella loro casa. Nella sua vita. Rimpensò a tutto il potere che aveva, all'amore di tre uomini contemporaneamente. Al sesso meraviglioso che si era regalata in quei 4 mesi.
"Hey, panna cotta!" la richiamò all'ordine Sabrina, la quale era sdraiata di pancia su di lei, penetrata da dietro da Andrea. La fissava negli occhi.
"Prolunghiamo la tua punizione per altre due settiamane!" sorrise Sabrina.
"Avevi detto che oggi era l'ultimo giorno!!!" urlò Eleonora furiosa. Per tutta risposta, Sabrina le morse un capezzolo.
"Aaaaaaaaaaaaaaaargh!!!!" gridò di dolore Eleonora.
"Non sei riuscita a farmi venire, quindi non ti sei meritata il premio" disse Sabrina, per poi morderla di nuovo al capezzolo.
"Aaaaaaaaaaaaaargh!!!" Torturarle i capezzoli era diventato lo sport preferito di Sabrina.
Andrea le diede due schiaffi sul culo, e Sabrina sentì l'orgasmo nascerle nelle viscere.
"Aaaaaah....ahhhhh!!!" urlò Sabrina, mentre Andre la seguì a ruota.
"Aaaaaaaaaah!!! Vengo!!!" gridò Andrea inondando Sabrina di sperma colloso e lucente.
Sabrina si alzò, mentre Andrea estrasse il cazzo sgocciolante.
"Diamoci una pulita e andiamo!"
Sabrina sorrise. "Ma certo...adesso mi faccio pulire come si deve!"
In un secondo, Sabrina montò di nuovo sul viso di Eleonora, terrorizzata e schifata.
"No...no..." implorò lei, ma Sabrina l'afferrò per i capelli e le schiacciò la fica in faccia.
"Usa bene la lingua..."
Eleonora si ricordò di quando fece lo stesso ad Andrea, nutrendolo con i fluidi disgustosi di Amerigo. Ora era lei a leccare una fica gocciolante di sperma.
Sabrina muoveva le anche avanti e indietro, mentre Eleonora era costretta a leccare.
"E ora, cerca di ricordare bene tutto, Panna Cotta! Ti ho risparmiato l'umiliazione della pubblicazione del video, dove ti facevi scopare e sniffavi come un aspirapolvere!"
Eleonora continuava a leccare, mentre Sabrina si muoveva avanti e indietro.
"Hai pregato Andrea di non lasciarti nonostante quello che è successo, e nonostante lui non sia più attratto da te, e io l'ho convinto a darti ancora una possibilità, ma lui ha chiesto un segnale chiaro della tua buona fede!"
Sabrina continuava a muoversi
"E il più chiaro segnale della tua buona fede..."
Sabrina le tirò su il vestito, rivelando una cintura di castità metallica intorno alla vita.
"...è la tua totale astinenza dal sesso! Quindi smettila di annoiarmi tutte le sere chiedendomi la chiave!"
Eleonora scalcio' sul letto di rabbia come farebbe una bambina.
"Hey, in questo pasticcio ci sei finita perché non sei stata in grado di darti una regolata! Se fossi stata meno ingorda e meno stronza ora non saresti in questa condizione" la rimproverò Sabrina.
Eleonora deglutì fluidi e rabbia.
"Per questo Andrea ha chiesto la tua castità. Forse disintossicandoti dal sesso tornerai a ragionare e la smetterai di essere una stronza egoista!"
Sabrina si alzò, ben ripulita, mentre Eleonora la guardava implorante, con la bocca sporca di sperma.
"Hai capito?"
Eleonora si limitò ad annuire come farebbe una bambina appena sgridata dalla madre.
"Brava, adesso rilassati, tanto noi non torneremo per tutto il week end!"
Detto ciò, Sabrina aprì la cabina armadio di Eleonora, prendendo un paio di chanel nere.
"Quelle sono le mie preferite!!!" Piagnucolò lei.
Sabrina indossò le scarpe e si rimirò allo specchio, sorridente. Poi, si legò al collo una catenella con appesa una piccola chiave. Si girò verso Eleonora e disse:
"La tua chiave è sempre qui con me!"
Eleonora, seduta sul letto, si mordeva le labbra con gli occhi gonfi di lacrime.
"Non preoccuparti per Andrea e Mor, ci penserò io a coccolarli come si deve. Buon week end!"
Sabrina ed Andrea si diedero un bacio e lasciarono la casa.
Toccandosi la cintura metallica, ormai in astinenza sessuale da due mesi, Eleonora venne presa da un violento scatto d'ira.
Suo marito. Mor. Sabrina. Aisha. Tutti e quattro l'avevano rovinata e privata della sua vita meravigliosa. Dei suoi orgasmi.
Aveva voluto rimanere in casa, rimanere con Andrea per ricominciare. Ma lui e la sua sgualdrina non avevano fatto altro che umiliarla.
Urlando come una forsennata, Eleonora ribaltò il comodino, lanciò oggetti contro il muro, spacco' lo specchio. Si lanciò contro il vetro della finestra, guardando con rabbia Andrea e Sabrina entrare nella macchina di Mor.
Rinchiusa nella sua prigione metallica di castità, Eleonora digrignava i denti e sprizzava odio dagli occhi.
Non doveva finire così! Non sarebbe finita così!
Le sue unghie scendevano lungo il muro, lasciando i segni di graffi profondi.
"Vi rovinero' bastardi! Bastardi! Pagherete tutto! Tutto!!!
THE END...?
THE PROPER WIFE - CHAPTER 10
NEL CAPITOLO PRECEDENTE
Catturata nel Moonlight Spa da Aisha e Sabrina, Eleonora viene forzatamente trasformata da predatrice in preda. Rivelatasi come "amica speciale" di Amerigo, Aisha sottopone Eleonora a diverse torture: dalla ceretta al pube forzata, ad una penetrazione con strap on da parte di Sabrina. Utilizzando la cintura di pelle sulle natiche di Eleonora come una frusta, Aisha impone alla donna di rinunciare per sempre ad Amerigo.
Dopo una seconda penetrazione, questa volta anale, Aisha invia Sabrina a casa di Eleonora, dove suo marito Andrea (in attesa della sorpresa promessa dalla moglie), ha ricevuto la visita di Mor, anche lui sotto ricatto per il video di sesso e cocaina. Intenzionati entrambi a dare un taglio a questa nuova vita, ricevono però la visita inaspettata della bionda Sabrina, che fingendosi la tanto attesa sopresa, sembra avere intenzioni molto chiare.
THE PROPER WIFE – CHAPTER 10
Davanti allo sguardo incredulo di Andrea e Mor, Sabrina si andò ad accomodare sulla poltrona, accavallando le gambe in modo sensuale e appoggiando il telefono sul tavolino a fianco.
"Allora, mi sembrate piuttosto sorpresi, vero?"
Mor e Andrea, entrambi in piedi, osservavano quella bellissima ragazza e ancora non riuscivano a credere a quello che stava succedendo.
"Quindi, tu saresti?" disse Mor. Lei sorrise divertita: "Sono Sabrina!"
Sabrina allungò la mano e fece cenno col dito ad Andrea di raggiungerla. Quando Andrea si avvicinò, Sabrina si alzo, abbracciandolo e facendolo sedere sulla poltrona al posto suo.
"Vieni anche tu, Mor!" disse Sabrina, mettendosi a cavalcioni di Andrea. In un secondo, il cazzo di Andrea divenne un pezzo di marmo.
"Oh, sembra che qualcuno sia contento della mia presenza", rise Sabrina.
Senza pensarci troppo, Sabrina si tolse il top, rivelando il suo bel seno rotondo e sodo. Andrea strabuzzò gli occhi, mentre la ragazza gli prese la mano e la appoggiò sul suo seno sinistro.
"Senti qua..." disse lei.
Il respiro di Andrea si fece affannoso, mentre Mor arrivò alle spalle di lei. "Prendi l'altro", gli disse. Mor non se no lo fece ripetere e afferrò da dietro il seno destro. Entrambi la palpavano. Sabrina iniziò ad eccitarsi.
"Avanti, prendilo in bocca" disse ad Andrea, il quale obbedì come un soldato. Le prese il capezzolo tra le labbra e iniziò a succhiarlo e arrotolargli la lingua intorno. Sabrina mugolava, alzò la testa guardando negli occhi Mor. Poi tirò fuori la lingua, invitando Mor.
Mor abbassò la testa e la baciò. Le loro lingue si intrecciarono come due serpenti. Andrea preso dall'eccitazione strinse con i denti il seno di Sabrina. Lei staccò la testa da Mor e guardò Andrea.
"Tiralo fuori..."
Andrea non se lo fece ripetere. Slacciò i pantaloni e tirò fuori il cazzo. Sabrina lo prese con la mano e lo guidò nella fica già umida.
Il paradiso
Andrea si lasciò andare ad un gemito. Sabrina alzò la testa verso Mor: "Tiralo fuori anche tu!"
In realtà, Mor aveva già tolto i pantaloni e le mutande. La sua enorme anaconda nera era già fuori. Sabrina reclinò la schiena come una contorsionista e, a testa praticamente in giù, prese il cazzo di Mor in bocca.
"Dio..." sussultò Mor.
Sabrina era seduta sul cazzo di Andrea, ma la schiena era talmente reclinata da poter prendere in bocca il cazzo di Mor. Sembrava davvero un serpente senza ossa.
Saltava con le anche su e giu, godendosi il pene di Andrea, mentre succhiava e si ficcava il cazzo di Mor sempre più in giù, fin nell'esofago.
Andrea e Mor non avevano mai visto niente di simile.
Andrea non ce la faceva più. "Sto venendo...sto venendo!!!"
Sabrina si tolse dalla bocca il cazzo di Mor e si alzò lentamente.
"Non dobbiamo sprecare una goccia..." disse ridendo.
Si mise a novanta e guardò Mor. Prese in bocca il cazzo di Andrea, mentre Mor si avvicinò e guidò il cazzo dentro di lei, da dietro.
Andrea ribaltò gli occhi. Sabrina sembrava un aspirapolvere in grado di prosciugargli anche l'anima.
"Ti piace, eh? Scommetto che la tua mogliettina non è capace di succhiarlo così! Vero?"
Andrea grugnì di piacere. "Ah...no...non lo è!"
Sabrina sorrise, mentre Mor continuava a mitragliarla di colpi.
Sabrina masturbava il cazzo di Andrea con la mano, tra una succhiata e l'altra.
"Ahhh...Mor...quanto mi piace il tuo grosso cazzo!!!"
Mor ansimava.
"Mmmmm...schiaffeggiami...trattami da troia!!!"
Mor le diede uno schiaffo sul sedere sodo.
"Vi piace quello sto facendo per voi?" disse lei.
Andrea ansimava e grugniva. "Si...si..."
Mor la teneva per i fianchi e continuava a pomparla.
"Si!!!" disse lui tra i respiri sempre più affannati.
"Mmmmm...posso essere vostra per sempre se lo volete!" disse lei prima di riprendere in bocca il cazzo di Andrea.
I due erano estasiati.
Sabrina succhiava e con la lingua pennellava il cazzo di Andrea. Passò la punta della lingua sul glande, stimolandolo ancora di più. Andrea stava per venire.
"Dio...dio..."
Sabrina strinse il cazzo di Andrea alla base, colpendolo con due schiaffetti dolorosi. Andrea sobbalzò.
"Non venire...non ancora!" strinse forte il cazzo, per procurargli dolore e fermare l'orgasmo.
"Non hai ancora il mio permesso" sorrise lei.
Ma chi diavolo era questa ragazzina? Pensò Andrea. No, non era una ragazzina: era una ninfa. Una dea del sesso.
Sabrina si voltò verso Mor: "Esci!" disse.
Mor obbedì. Sabrina si sedette nuovamente su Andrea, ma questa volta dandogli la schiena. Si infilò il cazzo dentro di lei e iniziò a saltare.
"Anf...anf...anf..." ansimò Sabrina.
Andrea la cinse con le braccia intorno al tronco, prendendole i seni con le mani.
"Oddio....quanto sei fica!!! Quanto sei perfetta!" Ansimò Andrea.
Sabrina intanto afferrò il cazzo di Mor, iniziando a masturbarlo.
"Mmmm non siete stufi di farvi usare da quella puttanella grassoccia? Non preferireste avere sempre una come me?" disse diabolicamente lei.
Mor e Andrea non risposero, ormai ottenebrati dal piacere.
Sabrina tirò il cazzo di Mor verso di lei, prendendolo in bocca, mentre continuava a muovere i fianchi sopra ad Andrea.
"Mmmmmmm"muggì Sabrina tra una succhiata e l'altra.
Mor le appoggiò le mani sulla testa, spingendo il cazzo sempre più a fondo.
"Dio...nessuno me lo ha mai succhiato così!!!" esultò Mor.
Intanto Andrea sentiva l'orgasmo nascergli.
"Ci sono...ci sono..."
Sabrina si staccò da Mor e mosse i fianchi ancora più forte.
"Allora sei pronto..." sorrise lei, alzandosi da Andrea. Si inginocchiò e lo prese in bocca, succhiandolo con forza.
"Mmmmm...si bel maritino! Vienimi in bocca! Dai da bere alla tua puttana!!!"
Un orgasmo di proporzioni cosmiche raggiunse Andrea, che esplose con un getto di sborra da far impallidire un idrante. Allagò la gola di Sabrina, che inghiottì tutto con avidità.
"Aaaaaaargh!!!" urlò di piacere Andrea.
Sabrina alzò la testa, la bocca completamente coperta di sperma. Lei gli sorrise.
"Ma quanto sei bravo..."
Andrea ansimava stremato. Fuori di se dall'estasi.
Il telefono di Sabrina, appoggiato sul tavolino vicino, però, era in chiamata con Aisha, in viva voce.
La mulatta era seduta su una poltrona, con i piedi appoggiati ad un tavolo ed una sigaretta tra le dita. Stava ridendo di quello che ascoltava, mentre Eleonora era seduta sulla sedia, sempre legata come un salame ed imbavagliata.
Stava dando di matto, si dimenava e piangeva di rabbia.
Aisha aveva disattivato il microfono, così da poter parlare senza rischiare di essere sentita.
"Cosa provi ad essere nei panni di tuo marito? Immagino che sia bello scopare qualcuno e farsi guardare dal proprio partner"
Eleonora, se avesse potuto ucciderla con lo sguardo lo avrebbe fatto. I suoi grandi occhi azzurri erano fissati su Aisha, emanando tutto l'odio viscerale che potevano.
Dal telefono si udì la voce di Sabrina che diceva: "Adesso che la vostra Eleonora si è pentita delle sue azioni, ha deciso di riconsiderare la sua vita e adottare uno stile molto più sobrio e tranquillo"
Eleonora si agitò ancora di più, imprecando dietro al bavaglio.
"Ma tu cosa ne sai?" era la voce di Andrea che usciva dal telefono.
"Siamo diventate amiche dopo che ci ha presentato Amerigo! Mi ha detto che ne ha combinata una troppo grossa e ora non vuole più rischiare niente! Per questo ha lasciato Amerigo per sempre", rispose Sabrina.
Aisha scoppiò a ridere, mentre Eleonora piangeva di rabbia.
"Quindi?" Mor incalzò Sabrina.
"Quindi lei praticherà l'astinenza per un pò di tempo, per poi dedicarsi solo a suo marito!"
Eleonora urlava letteralmente dalla rabbia. Stringeva i pugni così forti da conficcarsi le unghie nei palmi.
"Tuttavia", continuò Sabrina, "non vuole privare voi del piacere di avere momenti eccitanti e dell'ottimo sesso! Da oggi...sarò io a trombarvi...sempre chi mi vogliate!"
Sia Mor che Andrea risposero all'unisono, eccitati come non mai: "Certo che ti vogliamo!!!"
Eleonora urlò così forte che credette di dare fuoco alla sua gola.
Aisha scoppiò a ridere così forte da tenersi la pancia. "Ahahahahaha! Quello non era nei piani! Si vede che a Sabrina piacciono molto i tuoi uomini", disse trionfalmente Aisha.
Eleonora voleva forzare le corde e saltare addosso ad Aisha. Ma i nodi erano troppo stretti. Era li, inchiodata ad una sedia, mentre una ragazzina si stava scopando i suoi uomini. Una dea imprigionata e rinchiusa in una forma vulnerabile e mortale.
Tentò ancora di liberarsi, inutilmente. Alzò la testa verso il cielo ed urlò di nuovo, in lacrime.
Intanto, nell'appartamento, Sabrina si coricò di schiena sulle gambe di Andrea, guardando Mor.
"Allora...vuoi venire anche tu?" disse aprendo le gambe e invitando lo stallone nero. Mor non se lo fece ripetere.
Si fiondò su Sabrina, le afferrò le gambe e ficcò il suo enorme cazzo nero nella sua fica.
"Aaaaaaaaaaaaaaaah!!!" urlò Sabrina.
"Sei la mia troia! Lo sai???" ringhiò Mor.
"Mmmmm...si...mi piace! Mi piace essere la tua troia!"
Mor iniziò a scoparla, mentre Andrea le continuava a toccare quei bellissimi seni.
"Più forte, più forte!!!" ansimava lei.
Mor la teneva per le cosce, muovendo il bacino freneticamente a ritmi costantemente alti.
"Mmmm...scopami più forte!!! Dai!!!" supplicò Sabrina. Mor aveva gli occhi fuori dalle orbita.
"Mmmm...più forte!" Sabrina si toccava il seno mentre Andrea glielo stringeva forte. Girò la testa verso Andrea e tirò fuori la lingua. Le bocche dei due iniziarono a divorarsi a vicenda. Il cazzo di Andrea tornò duro come un sasso. Non gli era mai successo prima di avere un'erezione subito dopo l'amplesso.
"Avanti, troia! Vieni! Vieni" le diceva Mor con tono di comando.
Sabrina avvertì accendersi il fuoco dell'orgasmo e iniziò a mordere il labbro di Andrea, il quale fece scendere la propria mano al cazzo, iniziando a masturbarsi.
"Mmmmmmm....così....così...sto venendo..." urlò lei, entusiasta. Mor, allo stremo, esplose insieme a lei. Un'ondata gargantuesca invase il corpo di Sabrina, che urlò di gioia.
"Cazzo siiiiiiiiiiiiiii!!!" ruggì Mor.
Anche Andrea esplose in quel momento, ricoprendo di sperma la schiena di Sabrina.
Fu un coro orgasmico. Le loro tre voci sembravano fondersi in un'unico e solo canto di piacere e lussuria.
Mor si accasciò per terra, con la pancia verso l'alto. Sabrina scese, abbracciandosi a lui.
"Vieni, Andrea...vieni con noi..." lo invitò lei.
Andrea scese dalla poltrona e si lasciò cadere vicino a Sabrina, la quale si trovava in mezzo ai due. Si voltò di pancia per guardare entrambi negli occhi.
"Non avevo, mai conosciuto una simile sintonia..." disse soddisfatta.
Mor scrollava la testa, sudato marcio e distrutto. "Nemmeno io..."
Sabrina si rivolse ad Andre. "E tu?"
Andrea sorrise alla ninfetta bionda: "No...è la prima volta! Non ho mai goduto così...mai!"
Sabrina trovava Andrea molto carino, ma Mor era un'altra cosa: uno stallone nero, con un fisico da dio greco e un cazzo più unico che raro. Gli sorrise amabilmente.
"Forse...io e te potremmo vederci ancora...magari domani?"
Mor le sorrise maliziosamente: "Se non hai altri piani, possiamo vederci anche stanotte a casa mia..."
Sabrina si avvicinò e gli diede un bacio sulle labbra. "Li avevo ma, posso cancellarli", disse lei con un sorriso a 32 denti.
"Quindi mi abbandoni?" disse scherzosamente Andrea, provocando la risata di Sabrina.
"Awww...non dire così! E poi, tu hai una moglie che deve rientrare a casa, non è vero?"
Andrea sorrise annuendo. "Ma...potremo rivederci altre volte?" chiese lui speranzoso.
Sabrina si avvicinò e diede un bacio sulle labbra di Andrea: "Vuoi scherzare? Non rinuncerei a questo triangolo del piacere per nulla al mondo!"
"Sai, farlo così...tutti insieme...è davvero bello" disse Mor. "Prima...come lo facevamo noi...era eccitante, ma questo mi ha fatto esplodere il cervello"
"Bisogna essere capaci di prenderne due contemporaneamente! Evidentemente lei non è all'altezza della situazione! Inoltre bisogna tenere sentimenti ed egoismi da parte! Per godere tutti insieme"
Mor e Andrea fissavano il soffitto. Sabrina aveva colto nel segno. Fino ad allora, la loro relazione a tre aveva sempre ruotato intorno al piacere di una. Che poi, si sarebbe dovuta trasformare in una relazione a quattro. Ma il quarto, Amerigo, non era desiderato da entrambi. Questa volta era diverso.
"Resta solo un problema" disse Andrea quasi distrattamente.
"Quale?" rispose Mor.
"Chi glielo spiega ora a mia moglie?"
Sabrina incrociò le braccia, sorridendo maliziosamente.
"Qualcuno lo farà..."
"Non acconsentirà mai a farmi avere una relazione con te e Mor..." sospirò Andrea.
Sabrina gli fece l'occhiolino. "Oh, si invece!"
In quell'istante al Moonlight eccheggiava un urlo.
"Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaargh!!!"
Aisha stava torcendo entrambi i capezzoli di Eleonora, ancora legata nuda alla sedia, ma senza bavaglio.
"Allora, Panna Cotta?"
"Aaaaaaaaaaaaaaaaargh!!! Va bene!!! Va bene!!! Va beneeeeeeee!!!" urlava, isterica, Eleonora.
Aisha si mise a cavalcioni sulle gambe di Eleonora, tenendole i capezzoli tirati. Lei ansimava per il dolore, mentre guardava verso il basso per vedere le sue tette allungate. Era sudata fradicia, i capelli bagnati, il viso rosso dal calore, dalla rabbia e dalla vergogna.
"E ti comporterai da brava ragazza, senza colpi di testa o stronzate di nessun tipo! Andrea e Mor appartengono a Sabrina, ora! Sono stata chiara?"
Eleonora la fissò in silenzio, mordendosi il labbro.
"Sono stata chiara?" ripetè Aisha tirandole i capezzoli.
"Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaargh!!! Si!!! Si!!!!" urlò Eleonora.
Aisha le sorrise e le diede un bacio a stampo sulla bocca.
"Brava ragazza!" le disse Aisha.
Eleonora ansimò, abbassò lo sguardo e iniziò a piangere. Pensava alla sera precedente, a tutte quelle precedenti. Quando aveva 3 uomini adoranti ai suoi piedi, pronti addirittura a picchiarsi per lei. Quando un uomo perfetto come Mor la portava su un piedistallo come una divinità. Quando Andrea implorava solo per avere il piacere di leccarle le dita dei piedi. Quando Amerigo si spingeva al limite solo per darle piacere.
TUTTO FINITO
Sconfitta ed umiliata da due ragazzine poco più che ventenni, che l'avevano privata dei suoi uomini, dei suoi amori, dei suoi orgasmi. Si vedeva riflessa nello specchio posto vicino a lei. Non era più la dea che la sera precedente rimirava la sua eleganza e la sua bellezza. Lo specchio rifletteva tutte le sue imperfezioni: i suoi rotoli di adipe strizzati dalle corde, il l'addome prominente, i buchi di cellulite nelle cosce, il seno mollo, il pube completamente rasato per mano di quelle due diaboliche ragazzette.
La Dea era caduta, innanzitutto dentro di lei.
E mentre Aisha si rivestiva e si sistemava, Eleonora iniziò a singhiozzare rumorosamente.
TO BE CONTINUED...
THE PROPER WIFE - CHAPTER 8
NEL CAPITOLO PRECEDENTE
Desideroso di avere Eleonora tutta per se, Mor non riesce ad accettare la presenza di Amerigo e il suo modo di interagire con Eleonora. Decide così di affrontarlo a riguardo, ricevendo solo risposte arroganti dal nuovo amante. Di conseguenza, Mor colpisce Amerigo con un pugno in faccia, mettendolo KO. La sera stessa, invece, Andrea, sfibrato dall'infatuazione di sua moglie per Amerigo, decide di affrontarla e minacciare il divorzio. Ma Eleonora, astutamente, lo seduce e consuma con lui un rapporto sessuale accondiscendente, così da allontanare da lui qualsiasi idea di indipendenza. Con il marito ubriaco e addormentato, Eleonora, soddisfatta, si prepara ad affrontare la serata.
THE PROPER WIFE – CAPITOLO 8
Eleonora si rimirava allo specchio. Finita la doccia, aveva gonfiato i suoi riccioli con il diffusore e si era truccata perfettamente. Indossava un vestito nero con un'ampia scollatura, corto abbastanza da rivelare le lunghe gambe nude. Aveva appena messo una collana leggera e non troppo vistosa. Sentiva Andrea russare come un elefante. Sorrise pensando quanto era stato facile. Quando uscì di casa, ripensò alla telefonata che gli fece Amerigo qualche ora prima. Telefonata in cui fece le sue rimostranze per essere stato picchiato da Mor. Una notizia che fece vibrare di piacere il clitoride di Eleonora: Mor, il suo toro potente, era così possessivo verso di lei da colpire e abbattare il suo secondo amante. Un afrodisiaco naturale.
Eleonora lo aveva rimesso al suo posto, Amerigo. Gli aveva detto che entrambi avrebbero dovuto imparare a coesistere, perchè lei non avrebbe rinunciato a nessuno dei due. Così come non avrebbe rinunciato a suo marito Andrea. Li teneva tutti e tre in pugno, offrendo loro ciò che più desideravano: la sottimissione per Andrea, il possesso per Mor, la dominazione per Amerigo. Tutti e tre avevano bisogno di lei. Tutti e tre dovevano stare al suo gioco. Era lei a dare le carte in quella strana famiglia matriarcale allargata. E tutti e tre avrebbero dovuto imparare ad obbedire alle sue regole.
Si rimirò ancora nell'ascensore, sistemandosi i capelli e osservando il rossetto sulle sue labbra. Quella sera, Mor si sarebbe preso il suo premio. Aveva dimostrato di essere un alfa e le sue quotazioni erano salite.
Uscì dal portone e si diresse verso la sua automobile, una cinquecento nera lucida. Strabuzzò gli occhi quando vide una ragazza seduta sul cofano. Era mulatta, con corti capelli ricci, un bel viso e diversi piercing all'orecchio. Indossava un parka verde, sotto il quale portava una maglietta bianca. Vicino a lei c'era un'altra ragazza seduta su un motorino. Aveva i capelli biondo platino e la pelle bianca come l'avorio, vestita tutta di nero. Stavano chiacchierando e ridendo.
"Sarebbe la mia macchina" disse Eleonora con tono infastidito.
La mulatta la guardò alzando un sopracciglio, squadrandola da testa a piedi. "Chiedo scusa". Mentre Eleonora entrava in macchina, la ragazza dai capelli biondi guardò le chanel rosa che Eleonora portava ai piedi. "Belle scarpe!!!" le disse. Non sapeva come mai, ma avvertì un tono di scherno. Rispose semplicemente con un "grazie".
Mentre accendeva la macchina, notò che le due ragazze si spostarono ridendo rumorosamente. Infastidita, Eleonora partì, notando che le due la salutarono entrambe mandandole un bacio con la mano.
"Ma che cazzo volevano?"
Si tolse velocemente il pensiero dalla testa ripensando a Mor e al premio che gli avrebbe dato. Così come ripensò ad Andrea. Lo aveva ammansito, ma il problema avrebbe potuto risorgere. Avrebbe dovuto spezzare completamente la sua volontà in qualche modo. E un paio di idee le stavano venendo in mente.
Nel parcheggio del locale "Fata Morgana", Mor la stava già aspettando. Lui si avvicinò all'auto e la fece scendere tenendola per mano.
"Ele, oggi è successo un fatto…"
"So tutto…e sono molto eccitata"
Mor rimase stupito. "Davvero? Credevo che ti saresti arrabbiata!" Lei rispose leccandogli il labbro.
"E perchè mai? Mi piacciono gli uomini che combattono per ciò che vogliono"
Mor la strinse a se, palpandole il sedere e baciandola. Senza perdere tempo, i due entrarono nel locale, pieno di gente.
Il Fata Morgana era un locale notturno famoso per i suoi privè, gli scambi di coppia…e la polvere bianca. I due vennero accolti da una puzza acuta di sudore misto a profumo, tanto che a Mor quasi venne da vomitare. Tenendosi per mano presero entrambi un super alcoolico e cominciarono a ballare.
Il caldo era insopportabile, Mor si slacciò la camicia mostrando il petto muscoloso. Lei era già sudata. Si avvinghiarono e si baciarono. Gli occhi di lei gli indicarono una strada e i due si allontanarono dalla pista. Dopo aver incrociato un uomo della sicurezza, Eleonora scambiò due parole con un uomo pelato col pizzetto, il quale le passò una bustina in cambio di due banconote. Seguirono la via indicata ed entrarono nel privè.
Era una pacchiana stanza tappezzata di velluto rosso, con due poltrone e un tavolo. Mor preparò sul tavolo il contenuto della bustina in un paio di strisce bianche. Arrotolò una banconota e tirò la prima.
"Cazzo!!!" esplose lui. Eleonora prima bevve un sorso di super alcoolico, poi tirò la seconda striscia.
"Ah si!!!!" disse lei.
Mor si sistemò sulla poltrona. "Me lo fai uno show?" le disse. Lei sorrise e salì in piedi sul tavolo, muovendosi a tempo di musica.
"Te lo sei meritato…"
Eleonora ballava, scoordinata e scomposta. Mor era già duro come il ferro.
"Mmmmm…" mugolò lui.
Mentre si tirava fuori il pene già eretto, Eleonora iniziava a spogliarsi, togliendosi il vestito. Non indossava il reggiseno, giacchè le sue tette erano piccole e appuntite come due pere. Sotto portava uno striminzito perizoma rosa che spariva in mezzo alle sue chiappone abbondanti. Mor si masturbava alla vista della sua amante.
"Mmmmmh….si…."
Lei si agitava scompostamente, in preda delle sostanze e dell'eccitazione. Lui saltò dalla poltrona e le si fiondò addosso.
"Vieni qui, subito!!!"
La prese dal tavolo e lei gli si avvinghiò con le gambe intorno al tronco, mentre lui la teneva in braccio e la baciava.
"Scopami…scopami ora" ordinò lei.
Lui non se lo fece ripetere, sbattendola sul tavolo e strappandole il perizoma come se fosse il nastro di un pacchetto regalo. Le aprì le gambe e penetrò la sua fica già bagnata come un lago.
"Ooooooooooooh!!!!" urlò lei. Le dimensioni enormi di Mor la soprendevano sempre. Lui iniziò a pompare con trasporto.
"Si…si….!!!! Dio, quanto sei sexy!!!" ansimava lui.
Lei era già sul punto di venire.
"Aaaaaaaaaaaaaaaaaah!!!! Mor…aaaaah….scopami più forte!!!"
Lui si muoveva come una mitragliatrice, fino ad esplodere completamente.
"Vengo….vengoooooo!!!" Urlò lui, seguito dall'urlo orgasmico di lei.
"Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah!!!!" strillò Eleonora.
Mor le crollò con la testa sulla fronte.
"Ancora….ancora…" ansimò lui.
"Non qui…voglio andare via…da un'altra parte…."
"Dove vuoi…ai tuoi ordini…" disse sorridendo Mor.
Intanto, nella notte, su una strada di campagna, un motorino sta sfrecciando. A bordo due ragazze. La mulatta Aisha alla guida. La bionda Sabrina come passeggera.
"Non pensavo che sarebbe stato così divertente!" rise Sabrina.
"Aspetta, ci siamo solo godute una parte! Adesso chissà cosa succederà!"
Sabrina indicò un bivio. "Ecco, laggiù! La macchina è andata la"
Il motorino prese il bivio e si trovarono in una stretta strada di campagna. Aisha fermò il mezzo. "Meglio andare a piedi ora!" Le due seguirono il piccolo sentiero e si trovarono davanti alla macchina rossa che stavano seguendo.
"Ssssst" fece Sabrina portandosi il dito alle labbra. Da poco lontano si udivano i grugniti di una donna. Le due seguirono quel suono che lentamente si fece parole.
"Oooooh….siiiiii….grunt grunt…"
Aisha e Sabrina trattennero la risata: la donna stava davvero facendo il verso del maiale? Dietro la siepe c'era una piccola casetta di legno abbandonata. Da li venivano i mugolii di piacere. Aisha accese la videocamera, avviciandosi al casolare.
"Eccoli!" disse Sabrina sottovoce.
Davanti alla porta d'ingresso del casolare, c'erano Eleonora e Mor. Lei era a novanta gradi sopra un ceppo di legno, mentre Mor la penetrava da dietro e la sculacciava. Lei aveva l'espressione in estasi.
"Oooooooooooooooooh!!!!!"
Mor la teneva per i capelli. "Dimmi ancora cosa sei?"
"Aaaaaaaaah….sono la tua maiala….grunt grunt…grunt…"
Aisha e Sabrina ridevano mentre riprendevano la scena.
"Direi che abbiamo abbastanza materiale, sommando quello che abbiamo ripreso nel locale!" disse Sabrina.
"Aspetta, è divertente" rise Aisha.
Mor grugniva. "Bella culona!!!" diceva mentre la sculacciava.
"Aaaaaaaaaaaaaah…." veniva Eleonora con un sussulto.
Aisha spense il telefono. "Andiamo, presto!" Le due sparirono nella notte, mentre Mor esplodeva in un orgasmo.
"Aaaaaaaaaaaaaaaaah!!! Si!!!"
Lei si tirò su e baciò Mor. "Mmmmmm…"
"Quindi…voglio sapere…se sono io l'uomo più importante per te?" chiese Mor.
Lei si sedette sul ceppo, alzò una gamba e gli mise un piede sulle labbra. Mor iniziò a baciarlo. "Non fare domande…goditi solo il momento…"
La risposta non soddisfò pienamente Mor. Eleonora continuava a giocare al gatto col topo. Cosa avrebbe dovuto fare per averla tutta per se? Per quanto avrebbe dovuto condividerla? Avrebbe potuto sopportarne la condivisione con Andrea, del resto, era suo marito. Ma Amerigo? No, non sopportava l'idea che quel coglione potesse entrare nel suo buco preferito. Avrebbe gestito la situazione. Avrebbe trovato il modo per risolvere il problema.
Riaccompagnò Eleonora alla sua macchina, nel parcheggio del Fata Morgana, e poì andò a casa. I postumi delle sostanze si facevano sentire. Non riuscì nemmeno a fare la doccia e si fiondò a letto.
Dormì profondamente. Un sonno senza sogni.
La mattina seguente, Eleonora si era accuratamente preparata per la giornata, vestendosi con una camicietta bianca, una giacchetta nera, e una gonna fasciante nera. Andrea aveva finito di farsi la doccia e trovò sua moglie allo specchio.
"Ieri sei uscita comunque…"
"Ti avevo detto che mi vedevo con Anna…"
Si stava spruzzando del profumo sul collo. Andrea arrivò dietro di lei e le baciò il collo.
"Stasera…vorrei stare con te…da soli"
Eleonora ghignò. "Sai amore, era proprio quello che avevo in mente…"
"Davvero?" si illuminò lui.
"Ma certo, ho una sorpresa per te, maritino mio!"
Eleonora uscì dal bagno e si sedette all'ingresso, dove stava per indossare le scarpe. Andrea si inginocchiò davanti a lei. "Oh, mia Regina! Quale sorpresa?"
Lei sorrise di nuovo e gli portò un piede alla bocca, che lui iniziò a baciare avidamente. "Se te lo dicessi non sarebbe più una sorpresa"
Lui baciava il piede di sua moglie, e diventava duro. "Ora mettimi le scarpe, da bravo". Andrea, velocemente, le infilò le chanel nere ai piedi. "Aspetta la tua sorpresa…senza toccarti"
"Agli ordini, mia Regina"
Eleonora uscì di casa, soddisfatta del potere assoluto che aveva su Andrea. La sopresa che aveva in mente per Andrea non era proprio quello che poteva aspettarsi lui.
Arrivata al centro estetico, entrò nel suo ufficio e aprì un armadietto, dal quale estrasse un pacco. Dal pacco, tirò fuori un enorme pene di gomma con lo strap-on. Lo guardò e rise. "Credo proprio che rimarrai molto sorpreso, Tesoro" disse tra se e se.
Durante il giorno provò a chiamare Mor. Ma il telefono non era raggiungibile. Strano. Non aveva mai mancato ad una telefonata.
Chiamò Amerigo. Doveva addolcirlo un pò dopo il trattamento superficiale che gli aveva riservato la sera prima. Ma il telefono non era raggiungibile. Rimase sorpresa. Che strana coincidenza.
Nessuno dei due si fece trovare per tutto il giorno. Quando arrivarono le 19.30, il centro era vuoto ed era rimasta solo lei a fare il conteggio della giornata. Suonarono al campanello.
"Mmmm…ma chi è?"
Eleonora si avvicinò alla porta ed aprì: trovandosi davanti Aisha e Sabrina.
"Ciao, possiamo entrare?" disse Aisha sorridendo.
"Il centro è chiuso, potete tornare domani dalle 9"
Sabrina abbassò lo sguardo.
"Belle scarpe!" disse sorridendo. Eleonora realizzò, erano le due ragazzine che la sera prima sembravano prenderla in giro.
"Ancora voi due? Ma cosa volete?"
"Dobbiamo parlare un pochino, abbiamo una cosa per te!"
Eleonora le fece entrare e le portò nel suo ufficio. Si sedette sulla scrivania, accavallando le gambe, mentre Aisha e Sabrina si accomodarono sulle sedie.
"Questo ufficio è bello! Hai buon gusto!" disse Sabrina.
"Cosa volete da me?" ribattè Eleonora infastidita.
Aisha tirò fuori il telefono e aprì il video.
Eleonora strabuzzò gli occhi.
"Cosa cazzo…."
Il video la ritraeva mentre sniffava insieme a Mor. Era stato ripreso da dietro un tavolo del privè.
"Ci avete dato dentro eh? Non ballavi molto bene, però è stato divertente" disse Aisha, provocando la risata di Sabrina.
"Brutte stronze, criminali!!!" urlò Eleonora.
Aisha scoppiò a ridere. "Aspetta, non ho ancora finito!"
Eleonora tremava. Aisha fece partire l'altro video che la mostrava al casolare, mentre veniva penetrata e grugnita.
"Grunt grunt, bella culona" fece Sabrina, scoppiando a ridere.
Eleonora era paralizzata dal terrore.
"Immagina se questi video diventassero pubblici: stimato manager e moglie per bene sono in realtà amanti cocainomani.Che brutta figura!" disse Aisha.
Eleonora si mordeva le labbra. "Cosa volete? Soldi? Ve ne possiamo dare quanti volete!"
Sabrina si alzò, aggirò la scrivania, e abbracciò da dietro Eleonora.
"Oh no, niente soldi"
Sentendosi cingere sotto il seno, Eleonora rabbrividì.
"Cosa….cosa volete????"
Aisha, alzandosi, tolse delicatamente gli occhiali dal viso di Eleonora.
"Vogliamo divertirci"
Eleonora spalancò la bocca scioccata, mentre Sabrina iniziò a leccarle l'orecchio.
Erano le 19.50 nel centro estetico Moonlight. E in un lasso di tempo che le parve un secondo, Eleonora si ritrovò su lettino dei massaggi, con le braccia e le gambe legate a formare una X e gli occhi bendati.
Era ancora vestita, ma senza scarpe. Mentre Aisha e Sabrina finivano di fissare ai mobili le corde che erano legate ai suoi arti, Eleonora piagnucolava e imprecava.
"Brutte troie!!! Stronze maledette!!! Troie!!! Troie schifose!!!"
Aisha e Sabrina risposero solamente con un: "Grunt, grunt, gunt!!!" e scoppiarono a ridere.
TO BE CONTINUED….
THE PROPER WIFE- CHAPTER 6
NEL CAPITOLO PRECEDENTE
Dopo una notte di sesso con il suo amante Mor in presenza del marito Andrea, ormai ridotto ad un cuckold senza più dignità, Eleonora trascende ulteriormente il livello del peccaminoso, dandosi appuntamento con il losco Amerigo, colui che le prese la verginità in età adolescenziale per poi mollarla qualche giorno dopo. Rivangando il passato a cena, Eleonora e Amerigo confessano tra di loro di non essersi mai dimenticati veramente, nonostante la loro fosse stata una realazione veloce e finita in modo traumatico. Tra un piatto e l'altro, Eleonora approccia subito l'ex ragazzo in modo esplicito, finendo poco dopo nel bagno del ristorante. Sulla latrina del locale, i due si lasciano andare ad un rapporto sessuale triviale, sporco, squallido e volgare, nel quale Eleonora, in preda alla violenza dell'estasi, confessa ad Amerigo di voler diventare la sua troia. Il tutto, osservato ed ascoltato di nascosto da Andrea, che ha seguito la moglie appena uscita di casa per capire le sue intenzioni. Distrutto dalla scoperta, Andrea torna a casa e, diverse ore dopo, viene sottoposto ad un'ultima, umiliante, tortura: rientrata nella notte, Eleonora lo obbliga con un cunnilingus a leccare i fluidi di Amerigo.
THE PROPER WIFE - CAPITOLO 6
Lo scooter di Andrea sfrecciava sulla strada deserta dell'alba. In lacrime e ferito come non mai, Andrea riesentiva la voce di sua moglie che urlava di piacere. La vedeva, mentre veniva posseduta da quell'ombra oscura che aveva aleggiato da sempre sulla loro relazione. Amerigo, il primo uomo che la prese. L'uomo che la fece diventare donna. L'uomo che la abbandonò subito dopo. Il confronto che Andrea aveva sempre sentito dentro di lui. Sentire sua moglie urlare ad Amerigo quelle oscenità faceva molto più male che vederla scopata dal potente e sensuale Mor. E poi, quell'atto di umiliazione finale: lei che rientrava in casa, gli si sedeva in volto obbligandolo a leccare i fluidi colanti e schifosi di quell'uomo orribile. Era troppo, anche per lui. Qualche ora dopo, con sua moglie ancora addormentata, si era vestito ed era uscito prima che il sole sorgesse. Non sapeva nemmeno perchè aveva preso quella decisione, ma si ritrovò a suonare il campanello di casa di Mor, che lo accolse in mutande e mezzo addormentato.
"Cazzo ci fai qui a quest'ora?"
Andrea entrò in casa senza nemmeno parlare e andò a sedersi diretto sulla poltrona della sala di Mor. Iniziò a singhiozzare con le mani in volto, in preda allo sconforto più totale. Mor si sedette davanti a lui.
"E' successo qualcosa di grave?"
Tra un singhiozzo e l'altro, Andrea raccontò a Mor tutto quello che era successo la sera precedente. Era una situazione davvero grottesca: il marito che confessa all'amante di sua moglie un tradimento che lo faceva soffrire. Non aveva ben capito come mai, ma considerava Mor uno di famiglia ormai.
Dal canto suo, Mor non reagì al resoconto come si sarebbe aspettato. Era infastidito, turbato, innervosito. Schifato. Non riusciva a parlare.
"Che c'è, ti sei ammutolito! Dimmi qualcosa! Cosa dovrei fare?"
Mor lo sentiva come un tradimento feroce. Eleonora era la sua amante, è vero, ma lui la considerava la sua donna. Lei gli aveva detto che era il "suo uomo". Com'era possibile che la sua donna si fosse data in un modo così orrendo con un personaggio tanto meschino? Si sentiva ferito nell'orgoglio, e incredibilmente nel cuore.
"Ha detto davvero così? Ha detto che è la sua puttana?"
Andrea annuì singhiozzando, il naso gocciolante, vergognosamente distrutto. Mor stringeva i pugni e i denti. Eleonora era diversa da tutte le donne che si era portato a letto. Con lei c'era qualcosa di speciale, di proibito, di affascinante. Credeva di essere unico per lei. Ma non era così. Andrea si appoggiò allo schienale, con aria sfinita.
"Io non posso continuare così, Mor! Non ce la faccio più!"
Mor sospirò corrucciando le labbra.
"Non so cosa ci sia di sbagliato in me. Questa storia della poligamia mi eccita parecchio, più di ogni altra cosa. E questo è già sintomo che sono in qualche modo malato. Ma non posso reggere questa storia con quell'uomo. Non posso. Qui cè qualcosa di diverso, qualcosa che non riesco ad accettare."
"Cosa vorresti dire?"
Andrea tirò su col naso prendendosi forza. "La cosa è sfuggita di mano. Io, voglio andarmene da lei."
Mor scrollò la testa. "No, aspetta! Capisco che la situazione si sta incasinando, ma non dovresti prendere decisioni affrettate in base alle tue emozioni."
"Cosa dovrei fare allora?"
Mor cercò di rassicurare Andrea. "Parlerò io con lei, ti prometto che ti farò uscire da questa situazione! A me darà ascolto, le spiegherò due cosette."
Pur non essendo convinto, Andrea accettò di farsi aiutare. "Anche se è assurdo, vista la situazione in cui siamo, devo ringraziarti", sospirò Andrea.
Mor si sentiva egli stesso ferito. In quel momento, aveva cominciato a provare pena per Andrea. Forse avrebbe dovuto chiuderla anche lui con Eleonora, riportare la situazione alla normalità. Ma gli si stringeva il cuore al pensiero di non rivederla più. Forse quell'attrazione sessuale così selvaggia, si stava trasfomando in qualcosa di più per lui.
Trascorse la giornata a pensare le parole che avrebbe dovuto dire ad Eleonora. Al modo in cui le avrebbe dette. Doveva assolutamente riportarla alla ragione e fare in modo che lei non rivedesse più Amerigo. Non l'avrebbe condivisa con nessun altro a parte il marito. Era sua.
"No, che pensieri sto facendo? Lei è sposata, Andrea è suo marito e la ama. Tutto questo è sbagliato. Non dovrebbe andare così".
Mor si torturava. Non sapeva come muoversi. Non sapeva come quel triangolo si sarebbe dovuto evolvere.
"Forse dovremmo solo ragionare sull'accaduto e prendere delle decisioni vere per il futuro. Dovrebbe scegliere se continuare a stare con Andrea oppure stare con me. Dovremmo finire questa relazione a tre. Anche per rispetto nei confronti di Andrea. Si, le dirò questo. E' il momento per lei di scegliere."
Mor era sicuro. Sicuro di volere ancora Eleonora, ma questa volta seriamente. Basta giochetti. Basta amanti e relazioni poligame. Andrea avrebbe dovuto essere un marito felice, oppure, essere libero di trovare un'altra donna. Non lo si poteva lasciare nel limbo così. E lui stesso non voleva più rimanerci. Attese le 19.30, ora in cui la spa Moonlight, dove lei lavorava, sarebbe stata vuota. Ci sarebbe stata solo lei, a chiudere i conti della giornata. Era il momento perfetto.
Mor entrò quando l'ultimo addetto della spa era uscito. Attraversò il corridoio che portava all'ufficio della segreteria. La trovò seduta alla scrivania, con gli occhiali calati sul naso, con il suo camicie bianco abbottonato fino al petto.
"Tesoro! Che ci fai qui?" sorrise sopresa Eleonora.
Mor entrò deciso verso di lei. "Dobbiamo parlare di una cosa importante."
Lei si portò la matita alla bocca sorridendo. "Oh, non ti ho mai visto così serio." Mor si arricciava le dita.
"So quello che è successo ieri sera"
Eleonora strabuzzò gli occhi sorpresa.
"Andrea ti ha seguita, ed ha assistito a tutto…cena e dopo cena"
Eleonora sbuffò infastidita. "Capisco, bè che dire, ho avuto un momento di debolezza" liquidò lei.
Mor scrollò la testa infastidito. "Non è una cosa da prendere alla leggera, Andrea è rimasto molto ferito"
Quasi incredula, la donna si lasciò sfuggire una risata. "E manda te a dirmelo? Tu, l'uomo che mi ha scopata sopra di lui? Il mio amante?"
Come replicare ad una simile affermazione? Lo stesso Mor avrebbe risposto così. "Ele, senti, capisco benissimo il tuo punto di vista, ma…"
Eleonora lo interruppe alzando un dito e poggiandoglielo sulla bocca. "Non credo che tu abbia il diritto di venirmi a fare la morale, ne di giudicarmi! Voglio ricordarti come tutto è cominciato: mio marito ha scommesso che non saresti riuscito a portarmi letto. MIO MARITO. Tu mi hai sedotta e fatto sesso con me, per scommessa. E ora, dopo che entrambi avete goduto per mesi delle vostre perversioni, venite a darmi ordini su chi posso o non posso portarmi a letto?"
Ineccepibile. Per mesi Mor ha goduto del brivido di fare sesso con una donna sposata davanti al marito. Per mesi Andrea ha goduto nel vedere realizzate le sue intime fantasie cuckold davanti ai suoi occhi.
Eleonora si alzò, aggirò la scrivania e si sedette sulle gambe di Mor. "Io non sono la vostra pornostar privata che vive per soddisfare le vostre esigenze."
Mor sentiva il cazzo venirgli duro, mentre Eleonora accavallava le gambe scoperte dal camice. Stava prendendo il controllo.
"Ele…ma quel tipo….quel tipo…"
Lei lo interruppe con voce sensuale.
"Non avete nessun diritto su di me…"
Nel dirlo, Eleonora sfiorò le labbra di Mor con le sue. L'uomo tirò fuori la lingua, ipnotizzato, ma lei gli strinse le guance con la mano.
"Ora vieni con me…"
Eleonora si alzò dirigendosi verso una porta, seguita da Mor. Camminando verso la porta, la donna si slacciò il camice, facendolo ricadere a terra e rimanendo completamente nuda, per la sorpresa di Mor.
"Hai interrotto qualcosa, Tesoro, ma non ti manderò via."
La donna entrò nella sala della piscina, dove il calore e il vapore erano piacevoli. Mor la seguì. Nella piscina, appoggiato all'idromassaggio, c'era un uomo le cui fattezze erano velate dal vapore.
"Abbiamo un ospite improvviso, ma gradito."
Mor strabuzzò gli occhi. Era Amerigo. Quel bastardo la stava aspettando nuda nell'idromassaggio.
"Ma cosa significa?" riuscì a dire Mor mentre lei scendeva in acqua dalla scaletta.
"Significa che puoi toglierti i vestiti e venire con noi, Tesoro"
Scioccato, Mor guardava Eleonora che si avvinghiava tra le braccia di Amerigo. Il cuore gli si strinse in una morsa. Quell'uomo disgustoso stava mettendo le mani ovunque sul suo corpo. Voleva entrare e prenderlo a pugni. Ma rimase paralizzato, in piedi, mentre il caldo della sala lo stava soffocando.
Eleonora si appoggiò al petto di Amerigo, sorridente.
"Dai, Tesoro, che ci fai ancora vestito? Ti stiamo aspettando"
Mor scrollò la testa. "Non parteciperò a questa cosa!" La donna rise divertita, si staccò da Amerigo e nuotò verso il bordo della vasca da dove si stagliava l'imponente figura di Mor. Si apoggiò al bordo tirandosi su sufficientemente da appoggiare i gomiti. La sua voce si fece sensualmente supplichevole.
"Tesoro Mio, dai, vieni con me! Non lasciarmi. Sai quanto sto bene quando sto con te."
Mor deglutì a fatica, mentre lei usciva da vasca. Gli si avvicinò e lentamente gli sfilò la cravatta. "Non sarà così brutto, Tesoro…" Lui la lasciò fare. Le permise di togliergli la giacca, di sfilargli la camicia, di toglierli la cintura.
"Seguimi amore mio…" Lo prese per mano e lo condusse nella piscina. Lui la seguì, come mosso da forza invisibile. Si avvicinarono entrambi ad Amerigo, sorridente e silenzioso. Lei, tenendo la mano di Mor, diede un lungo bacio ad Amerigo. Mor si sentiva morire. Ma il suo cazzo diceva il contrario. Lei si voltò e diede un bacio a Mor.
Mentre baciava il suo amante nero, Amerigo le baciava il collo e l'orecchio da dietro. Lei sorrise, si staccò da Mor, voltò solo la testa e tornò a baciare Amerigo. Mor si morse le labbra, si abbassò leggermente e iniziò a succhiarle un capezzolo e stringere con la mano l'altro seno. Eleonora sorrideva e mugugnava, mentre i due lavoravano su di lei.
Nel torpore dell'acqua calda, Eleonora cinse il collo di Mor, mentre Amerigo guidò il suo pene dentro di lei da dietro. Eleonora emise un gemito. Mor avrebbe voluto colpire quel bastardo con un pugno al volto. Ma il piacere sul viso di lei era talmente dolce e sexy che non avrebbe mai potuto interromperlo.
"Mmmmm….siiii…."
Amerigo pompava da dietro, tenendole i fianchi burrosi con le mani. Lei si stringeva al collo di Mor, il quale non riuscì a resistere dal baciarla appassionatamente.
Era venuto con le idee chiare, adesso era li, nella tela del ragno, ad assisterla mentre Amerigo la penetrava. Com'era potuto succedere?
Mentre Amerigo la penetrava lei, ansimava animalesca. Mor era talmente eccitato che il suo cazzo sembrava d'acciaio.
"Mor…Mor…" mugugnava lei.
Amerigo la prese violentemente per i capelli, mentre continuava a pompare. Lei, intanto, afferrò il cazzo di Mor con la mano, masturbandolo. Mor ribaltò gli occhi dal piacere.
"Mor…tu mi ami?"
Mor, spiazzato dalla domanda posta in una situazione tanto incredibile, non proferì parola.
"Mor mi ami?"
Non sapeva cosa rispondere. Il piacere di Eleonora aumentava di colpo in colpo.
"Mor dimmi che mi ami!!!"
Mor si appoggiò con la schiena dove l'acqua era più bassa, praticamente quasi sdraiato. Amerigo con una mano teneva i capelli di Eleonora, con l'altra le dava forti schiaffi sul sedere. Lei, gemendo, abbassò la testa e prese in bocca il cazzo di Mor. Lui emise un grugnito rumoroso. Lei si riempì la bocca con la virilità di Mor. Diede quattro o cinque succhiate e poi, con la bocca piena dei primi liquidi continuò la sua domanda.
"Mor dimmi che mi ami, ti prego…dimmelo"
Mor era in estasi, mentre lei continuava a succhiarlo. Amerigo pompava sempre più violentemente, tirava i capelli con forza e colpiva con schiaffi sempre più intensi.
"Dimmi che mi ami!!! Dimmi che mi ami!!!"
Mor urlò di piacere, completamente inebriato da lei.
"Ti amo! Ti amo!!! Ti amoooooooooooooooo!!!!"
Nel dirlo scoppiò in un potente orgasmo che allagò la bocca di Eleonora. Amerigo ribaltò gli occhi.
"Sto venendo!!! Sto venendo!!!"
Eleonora lasciò la presa dal cazzo di Mor, con la bocca completamente piena di liquido bianco scintillante. Amerigo tenendola sempre per i capelli le immerse la testa completamente in acqua. Mor sconvolto e sfinito, osservò la donna alla quale aveva appena dichiarato il suo amore, mentre veniva affogata da un'altro uomo che le stava venendo dentro.
Eleonora, con la testa costretta sott'acqua, la gola colma di sperma di Mor, sentiva l'orgasmo esploderle nelle viscere e tagliarle ancora di più l'ossigeno. Una sensazione più potente di qualsiasi droga al mondo. Un mix di piacere e terrore, di vita e di morte.
"Si, cazzo!!! Si!!!! La mia troia!!!! La mia troia!!!!" urlò Amerigo in preda all'orgasmo, mentre Eleonora ancora immersa iniziava a scalciare con i piedi in aria per la mancanza di ossigeno.
"Lasciala…lasciala uscire" riuscì a dire Mor col fiatone. Amerigo continuava a tenerla sotto, colpendola con altri schiaffi sul culo, mentre lei scalciava e si agitava scompostamente.
"Hei, lasciala!!!" urlò Mor.
Amerigo mollò la presa e lei rimerse tirando un grosso respiro. Si appoggiò al bordo, tirandosi fuori per metà. Un forte attacco di tosse la costrinse a sputare e vomitare sperma. Mor le si fiondò addosso abbracciandola e tirandola a se. Lei si abbracciò stretta a lui andimando.
"E' tutto ok? Stai bene?"
Lei, col fiatone, gli sussurrò all'orecchio. "Mai stata meglio…"
Lui le passò una mano sui capelli e si avvicinò per baciarla. Ma in quel momento, Amerigo la afferrò per i capelli e la tirò indietro verso di lui. Eleonora si fece avvicinare tra le braccia del nuovo amante, sorridendogli. Lui le cacciò la lingua in bocca, sotto lo sguardo attonito e rabbioso di Mor.
"Brava, la mia Troia…" le disse sorridendo. Lei ghignò e rispose mordendosi le labbra, con gli occhi colmi di lussuria.
Mor si sentì umiliato, oltraggiato e deluso e rimase in acqua mentre i due uscivano. Si avvicinò al bordo della piscina e ci appoggiò le braccia conserte sopra. Eleonora si avvicinò a lui, stretta nell'abbraccio di Mor che le ginceva la vita. Mor alzò lo sguardo e la vide in piedi sul bordo, sopra di lui. Era sorridente e appagata. Alzò leggermente il piccolo piede e lo avvicinò alle labbra di Mor.
"…ti amo anche io, Tesoro…"
Con gli occhi colmi di lacrime, Mor prese delicatamente il piede di Eleonora con la mano e lo baciò. Subito dopo, rimase li, ammollo, mentre guardava i due allontanarsi verso la doccia abbracciati, lei ancheggiando sinuosamente come sempre. Si morse le labbra, tappandosi le orecchie per coprire i risolini di lei, che sembravano, quasi, di scherno.
TO BE CONTINUED
Grazie a tutti per aver letto questa sesta parte. Se vorrete lasciarmi un commento ve ne sarò grato :-)