Come ti chiami?
Alessandra. (:
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@risewave
Come ti chiami?
Alessandra. (:
ciao (?)
A volte mi sembra che tutto sia una battaglia già persa;
provo quella sensazione di una sconfitta che in realtà non c'è mai stata e non ci sarà mai.
Mi sento sconfitta in una vita che non mi appartiene. Vengo schiacciata da cose invisibili, che non esistono.
Vorrei -davvero- aprire il mio petto e farti vedere con i tuoi occhi. Farti vedere che cos'è questa cosa che mi ruba il respiro.
Vorrei -davvero- trovare le parole giuste per farti capire che, per ogni respiro rubato, la mia anima si allontana un po' di più, si stacca dal mio corpo ed il risultato è che io divento due cose: un'Anima sofferente ed un corpo che nulla sente e nulla vuole sentire.
Ma come faccio a farti vedere e a farti capire, se la mia parte più preziosa ha deciso di volare via, lasciando solo ciò che di meno importa? La mia anima vola via e lascia solo il mio corpo ormai arreso. È così stanco di soffrire, di sentire ancora -qualsiasi cosa- che
semplicemente
si butta giù. Si accascia da solo e nemmeno aspetta più, perché non saprebbe più cosa aspettare.
Forse è questa la vera Fine, sai.
Non aspettare più niente. Accasciarsi e
stare. Come una cosa morta sta.
Hey, che fine hai fatto?🍃
Osservo da lontano, ma ci sono sempre
Hey, ci sei ancora?
Sempre qui, come un fantasma.
E’ strano pensare che, alla fine, una persona pensa tutto il giorno a cose sue -cose nascoste, belle, ma soprattutto brutte-, che pensa e ripensa, tutto il tempo di tutti i giorni. No, dico, è strano, perché poi quella persona che ha costruito tutti quei pensieri per una vita intera, nel momento esatto in cui qualcuno le chiederà di dirgliele, lei rimarrà assolutamente zitta. Attonita, si guarderà prima intorno e poi in basso, sbalordita. Le sue guance arrossiranno e, probabilmente, un attimo dopo, sarà scoppiata in un pianto disperato.
Il male di questa gente, è che non comprende. Il tuo male, è quello di non comprendere la persona che sei.
Forse è tutta colpa mia. Chissà quale vita, la mia anima è stata costretta a subire in passato, chissà quali torture, quale dolore e sofferenza ha dovuto sopportare. E ora, tutto mi tocca, mi fa male, mi travolge. Uno tsunami gigantesco che mi sotterra. E l’acqua entra nel naso, e nella bocca, nelle orecchie, e nei polmoni, nella gola… Forse –semplicemente- non ero pronta per una vita così. Chi può saperlo? Le mie ali erano ancora chiuse, e mi hanno buttata giù da un dirupo. Io volevo davvero aprirle e sentire il vento dolce danzare insieme a me, ma, l’ho detto; non ero ancora pronta per volare…
Quando devo fare qualcosa ho sempre paura. Perché so che devo fare le cose bene e, soprattutto, so che non sono brava a fare nulla. Da qui, una sensazione di demoralizzazione mi prende dal petto e, successivamente, mi arrabbio con me stessa. Ma davvero non sono capace a fare nulla?! Ma perché sono qui? Incastrata in cose che non mi appartengono, anzi; mi strangolano. Io, per un attimo, non respiro più. Sto quasi per morire, ed è così bello… Trovo che la morte sia dolce; come una carezza che ti porta via l’ultimo respiro. Ti bacia –delicatamente- sugli occhi, e li chiude. Per sempre. Poi, non si sa bene dove ti porterà… Ma, sicuramente, sarà un posto migliore di questo, un posto in cui ognuno può incastrare la propria anima creando un equilibrio perfetto.
Succede delle volte, mentre facciamo l’amore, che lui mette le sue mani sul mio collo, ed io lo prego di stringerle il più forte possibile. Giuro, che in quei momenti vorrei davvero morire così. A volte piango, perché delusa di essere ancora viva, solamente col collo un po’ dolorante. Non capisco perché le persone abbiano paura della morte. Alla fine è l’unica salvezza certa che conosciamo…
Personalmente mi spaventano di più gli abbracci. Io, sono capace di rompermi in un abbraccio senza poi sapere più come ricompormi. Le mie particelle, spezzatosi in un istante, volano via, lontane; i secondi passano ed io rimango nuda, con solo le lacrime agli occhi. Siamo così fragili…
Non saranno certo come i tuoi ma lo farei con vero piacere. Un abbraccio e grazie a te.🌸
Ognuno è speciale a modo suo. Fatti scoprire!😘
Grazie mille, ci proverò e spero di riuscirci. È angosciante non scrivere impugnando una penna. Spero tanto ci riesca anche tu.🌸
Se ti va poi, leggerò con piacere i tuoi pensieri. Ti mando un abbraccio, e grazie a te per le chiacchiere.
Abbastanza bene. Ultimamente non riesco a scrivere e manca un poco. Come mai rimasta ferma a lungo? Se posso chiedere..
Anch'io non riuscivo a scrivere nulla, è straziante. Però poi decidi di farlo e basta, è sopravvivenza. Chissà quanti pensieri ho ucciso in tutto questo tempo sopprimendoli.. Mi è capitato di abbozzare qualcosina ogni tanto, delle frasi, pensierini, niente di che. Ora mi tocca mettere tutto insieme e creare qualcosa. Prova anche tu.. Appena un pensiero vola per la tua mente, scrivilo. Il tempo poi ti aiuterà a farlo crescere.. 🍃
Mi è arrivata la tua notifica e subito ti ho voluto scrivere ahah. Come stai?
Sei davvero dolce, lo apprezzo tanto. Comunque abbastanza bene grazie, me la cavo. Son rimasta ferma a lungo e avevo bisogno e voglia di smuovermi..Tu come stai?
Oddio, sei tornata? Sei mancata molto.
Neanche il tempo di scrivere una riga e già mi dici queste cose belle?Grazie comunque, mi fai arrossire. E sì, vorrei essere più presente da ora in poi..
Sono rinchiusa, intrappolata in un sospiro che non finisce mai.
Quasi mi vergogno di essere di nuovo qui, con una penna in mano, mentre guardo un foglio bianco sapendo che lo riempirò, da qui a poco, di parole che tanto ho provato a soffocare. Quasi mi vergogno di aver trascorso così tante vite in così poco tempo. Quasi mi vergono di sentirmi sola e abbandonata, persino da me stessa; di sentirmi spenta e di sapere che qualcosa dentro me si è rotto, qualcosa di irreparabile. Quasi mi vergogno -quasi, perché è difficile ammetterlo, ma ancora di più nasconderlo-, di venire inghiottita tutta intera da una vita che non mi appartiene, ma che so bene di appartenerle… Quasi mi vergogno di sentirmi irraggiungibile, lontana da ogni possibilità di salvezza, che non sfiora nemmeno la mia aura. Quasi mi vergogno di essere un frammento fragile e trasparente, quasi invisibile, di un petalo strappato a metà, che vola nel Nulla più totale; quel Nulla sconosciuto da tutto e da tutti, solamente il Tempo lo possiede e questo fa paura.
Poi -volando- pian piano ho iniziato a tremare. E per un attimo -uno solo- ho capito davvero la differenza tra sentirsi persi ed esserlo sul serio.
Ieri gli ho chiesto di vederci e ho capito che della complicità che avevamo prima non è più rimasto nulla, anche se credo che me L' abbia volutamente negata. Provo davvero tanto affetto verso di lui e quello che eravamo, e mi sono intristita a vederlo spento e annoiato dalla sua vita. Stupidamente continuo a immaginare che un giorno ci rincontreremo e quel che sarà, sarà. Stupidamente? Si. (Parte seconda)
Stupidamente immortale, il sentimento, quello vero, non morirà mai..
Tu mi dissi che i suoi post su Tumblr erano per me.. Così un giorno mi feci coraggio e con tanto di palle andai sotto casa sua per chiederglielo faccia a faccia. Si, erano tutti per me. Due anni dopo esserci lasciati scriveva ancora di me. Due uscite piene di sentimento come se nulla fosse mai successo. Poi 'rivivere qualcosa di già vissuto' divenne sbagliato per lui. (Parte prima)
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Come va?
Sai, non scrivo da tanto.Mi manca immensamente..
Come stai?
Le persone sono così deboli, non riescono ad accettare il cambiamento; persiste una resistenza troppo potente che blocca ogni possibile iniziativa. È così, che pian piano ci si perde. Nelle cattive abitudini, nelle lacrime non versate, nelle parole non dette.È così, che poi non si ha più la forza di ritrovarsi.Io non so dove sono. E forse ho paura.. Ma la paura più grande, è quella di non averne affatto.Il punto di non ritorno.. Ma come si fa ad arrivarci senza nemmeno accorgersene?
Davvero posso leggere la tua anima? 😊
È proprio tutta qui. O quasi...