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@rusty-blades-blog
dubito sempre di tutto ma continuo a sognare, non m'importa se sono incoerente
Passare la serata in spiaggia a parlare di tutto o non parlare affatto
il mondo non si ferma solo perché sono in un momento triste, ma io voglio solo fermarmi perché così non ce la faccio più
Sono una contraddizione umana.
Non ho fiducia in me stessa, ma sono egocentrica.
Voglio fare tante cose e ho sempre mille progetti in testa, ma voglio morire.
Voglio far credere alle persone che sono forte, ma piango in continuazione.
Voglio smettere di farmi male, ma non ci provo neanche.
Mi vergogno delle cicatrici, ma vorrei che tutti le vedessero.
In ogni situazione sono indifferente e distaccata, ma ogni cosa mi ferisce a morte perché sono ipersensibile.
Quando mi alzo, ogni mattina, vorrei essere felice e iniziare bene la giornata, ma vorrei anche non alzarmi più e dormire per sempre.
Ti svelo un segreto: non credo nelle seconde possibilità. Una dovrebbe bastare, se si ama davvero qualcuno. Arrivare a chiedere di riprovare qualcosa, è un fallimento per la relazione. E anche se io dovessi cedere, sarebbe una forzatura, una finzione perché non mi fiderei più di te. Non ti parlerei, non ti guarderei, non riderei come prima. Quindi, se mai dovessi sprecare la prima possibilità, non chiedermene una seconda: semplicemente, lasciami andar via.
J. Musaj
“Piangi perché sei intrappolata nel buio, ma sei stata tu a spegnere la luce.”
—
Non posso confidarmi, non posso parlare. Perchè se lo facessi, se ti dicessi che il cuore a volte mi fa talmente male che avrei voglia di strapparmelo dal petto con le mie stesse mani, cadrei a pezzi e non ho tempo per farlo.
- Grey’s Anatomy
Una serata diversa.
Mi sento sola...
Due dita in gola e si vomita.
Non ci sono più per me.
Io ci sono per tutti, ascolto, aiuto e trovo soluzioni a tutto per tutti.
Io ci sono perché non riesco a stare ferma sapendo che qualcuno sta male e che ha bisogno di una spinta per stare bene, no non ci riesco a non far nulla. Io devo aiutare, io devo sapere che quella persona sta meglio... ho il bisogno di sapere che gli altri stanno bene e che è tutto apposto.
Perché non voglio che stiano come me, non voglio che passino tutto il giorno in camera a piangere o che pensino di essere soli. Non voglio che gli altri passino quello che passo io, perché non è bello, non è bello per niente..
Non è bello stare in camera tutto il giorno da sola, non è bello piangere sempre, non essere mai abbastanza, venire giudicata tutto il giorno, ecc..
Devo sapere che tutti quelli che mi circondano stanno bene perché solo cosi mi sento meno vuota.
“-Gennaio. “ho un piccolo taglio sul polso… non lo rifarò più.” -Febbraio. “ho due tagli sul polso: uno piccolo e uno grande, questa è l’ultima volta.” -Marzo. “ho metà braccio ricoperto dai tagli, devo farla finita.” -Aprile. “ho le braccia piene di tagli e mi sono tagliata per la prima volta sulla coscia,sarà anche l’ultima.” -Maggio. “mi sono tagliata ancora sulla coscia, non ho potuto resistere…non credo che lo rifarò.” -Giugno. “ho le cosce piene di tagli, mi esce tanto sangue, ho un po’ di paura, non succederà più.” -Luglio. “sono dentro la vasca, ho le cosce che mi bruciano, ma non riesco a fermarmi e taglio ancora..credo che non andrò al mare.” -Agosto. “ho un livido all'interno della coscia e un taglio sulla pancia, non riesco a smettere…neanche questa volta al mare.” -Settembre. “sono davanti allo specchio a fissare il mio corpo pieno di sangue e di tagli..non devo fermarmi.” -Ottobre. “taglio sulle vecchie cicatrici, riapro ferite pronte a chiudersi, ormai è un’abitudine.” -Novembre. “mi sono tagliata sulla guancia, dirò che è stato il gatto, ormai è un’ossessione.” -Dicembre. “sono sul pavimento del bagno.. è così freddo o forse sono io che sento freddo…? perdo troppo sangue, non avrei dovuto farmi quel taglio sul polso…mi sto lasciando andare.” “Ormai è tardi, non ci sarà più nessun Gennaio.”
La parte più dura del lasciare andare è realizzare che l'altra persona l'ha già fatto da un pezzo.
Si lo ammetto, in questo periodo piango, e anche spesso. Piango perché sto male e neanche so il motivo. Piango perché sono triste, e il motivo forse lo so bene qual è. Piango perché faccio incubi e non posso dirlo a nessuno. Piango perché quegli incubi sono fin troppo reali. Piango troppo, perché ci sono troppi motivi per piangere. Piango per cazzate, sfuriate, piango per cose inutili. Piango perché ogni giorno devo avere a che fare con gente stupida che non mi capisce. Piango per il solo motivo che la mattina dopo so che dovrò vivere. Piango perché la felicità a cui aspiro, anche se è una felicità semplice, quasi banale, è lontana. Piango perché mi sento sola, e forse lo sono anche. Piango perché nessuno sa che sono triste. Piango perché nessuno se ne accorge, anche se lo dico apertamente. Piango perché nessuno si accorge che piango.
@art-of-risa