VOLARE, GUARDARE, SCATTARE: LA FOTOGRAFIA AEREA
Appena ho aperto gli occhi, questa mattina, mi sono domandato che genere di sensazione proverei se potessi guardare tutto dall’alto verso il basso; non pensate che io sia borioso, le mie intenzioni sono quelle di presentare il mondo da un’altra prospettiva: quella aerea.
La fotografia aerea, o aerofotogrammetria, ci garantisce l’opportunità di scoprire interessanti caratteristiche del nostro pianeta che non sono visibili al suolo (cerchi di grano). Questa tecnica trova la sua maggiore applicazione in alcune scienze come la geologia, la cartografia e l’archeologia. Risulta inoltre utile per raccogliere importanti dati sulle condizioni di salute della vegetazione, l’inquinamento ambientale e lo stato delle condizioni idrografiche di fiumi, laghi, mari, attraverso l’utilizzo di apposite pellicole IRC, o infrarosso colore, che hanno la specificità di misurare le differenze termiche.
Paesaggio montano fotografato da un aeroplano
Fonte: pixabay.com
In passato, per effettuare riprese aeree, l’uomo ricorreva all’utilizzo di palloni aerostatici (mongolfiere), dirigibili, e addirittura piccioni viaggiatori che, dotati di macchine fotografiche fissate sul loro dorso, venivano impiegati nello spionaggio di territori segreti.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, parallelamente allo sviluppo di mezzi aerei più piccoli e veloci, si accentuò l’evoluzione di grandi innovazioni nel campo della fotografia aerea, per rendere gli scatti più veloci ed immediati.
E come non ricordare il 21 dicembre 1968! Durante la missione spaziale statunitense Apollo 8, un gruppo di astronauti sbarcò per la prima volta sulla Luna e fu scattata la prima foto della Terra vista dal suo satellite naturale.
La risoluzione delle immagini satellitari è progredita fino ai giorni d’oggi. Infatti con un semplice click sulla tastiera di un computer, si è in grado di visionare qualsiasi parte del nostro pianeta.
Terra vista dall’International Space Station
Fonte: pixabay.com
La fotografia aerea, come qualsiasi genere fotografico, richiede una sufficiente dose di pazienza, attenzione e concentrazione.
I problemi che principalmente si riscontrano quando fotografiamo da un aereo o elicottero sono dovuti alle vibrazioni del velivolo in alta quota e all’elevata velocità. La conseguenza è la perdita di nitidezza dell’immagine. Per evitare che ciò si verifichi è consigliabile non appoggiare le braccia o i gomiti sulle parti del mezzo e regolare il tempo di posa rapidamente, utilizzando un apposito zoom capace di comporre nel minor tempo possibile con diverse lunghezze focali; inoltre, la messa a fuoco deve essere impostata all’infinito per far sì che il paesaggio fotografato risulti tutto nitido e il tempo di esposizione utilizzato deve essere molto breve (ad altitudini elevate la profondità di campo non crea problemi, impostare circa da 1/250 di secondo in su).
Un ulteriore ostacolo, soprattutto nella ripresa di immagini satellitari, è rappresentato dalle condizioni climatiche e dai tempi di esposizioni; l’entità di questo inconveniente è variabile a seconda della posizione orbitale del satellite.
Per la realizzazione di buone fotografie, non bisogna dimenticare di attuare le regoli fondamentali della fotografia paesaggistica:
- impostare sulla modalità paesaggio se la fotocamera digitale è dotata di comandi automatici, altrimenti impostare il tempo di esposizione più lungo;
- è sconsigliato scattare fotografie in controluce;
- regola dei terzi;
- la scelta dei paesaggi riveste un ruolo privilegiato. Per realizzare immagini originali, è buona abitudine concentrarsi su scenari insoliti, al confine con la realtà (effetto della nebbia o delle nuvole illuminate dalla luce mattutina nei pressi di monti e valli).
Questione di tempistiche: scatto perfetto, nel luogo perfetto!
Fonte: pixabay.com
L’evoluzione tecnologica, come già detto, ha portato grandi cambiamenti nell’ambito della fotografia aerea.
Oggi abbiamo la possibilità di avvalerci di aeromobili a pilotaggio remoto (APR), o droni, velivoli caratterizzati dall’assenza di un pilota. Il loro volo è controllato da un computer a bordo del velivolo stesso. Essi hanno la capacità di inquadrare piccole aree ad altitudine non elevata, donandoci la sensazione di immedesimarci nel volo di un uccello.
Esempio di drone
Fonte: pixabay.com
I droni vengono utilizzati soprattutto per riprese cinematografiche, sorveglianza e vigilanza di cantieri, nelle manifestazioni sportive e per effettuare fotografie amatoriali e professionali. Vi è inoltre la possibilità di montare su questi velivoli dispositivi come GoPro o reflex digitali, che trasmettono le immagini su un video remoto.
I droni presentano, però, degli svantaggi:
- scarsa autonomia;
- consentono un’unica visione dell’area fotografata, in quanto durante il volo non ci sono le condizioni per cambiare gli obbiettivi;
- rispetto di norme sulla privacy e sull’impiego.
Fotografia di una spiaggia realizzata tramite drone
Fonte: pixabay.com
In conclusione, cito una frase del fotografo Johnny Miller, che, letta di prima mattina, dopo aver aperto gli occhi, ha suscitato in me l’interesse nell’osservare le meraviglie “nascoste” del nostro pianeta dall’alto verso il basso.
"Le discrepanze nel modo in cui le persone vivono sono a volte difficili da vedere dal livello del terreno. La bellezza di essere in grado di poter volare consiste nel vedere le cose da una nuova prospettiva e vederle per quello che realmente sono. Guardando verso il basso da un'altezza di diverse centinaia di metri emergono incredibili scene di disuguaglianza.”
- Johnny Miller
La frase è stata pronunciata a seguito della pubblicazione di un suo scatto realizzato tramite drone, che rappresenta la diversità di due quartieri della repubblica sudafricana.
Foto di Johnny Miller
Fonti: Wikipedia.org, fotografareindigitale.com, marcocrupifoto.blogspot.it, motherboard.vice.com, nationalgeographic.com
Leonardo Valenti
@_leonard_22










