La notte passa tra una crisi e l'altra,e l'agitazione di dover affrontare l'ennesimo controllo. Mi alzo alle 5:40,prendo il caffè come prima cosa. Mi raggiunge Sabrina e preparo il caffè anche per lei. Parliamo di te, di come hai passato la notte. Mi preparo iniziando da una doccia. Sono le 8 quando Sabrina se ne va, e noi ci incamminiamo verso l'ospedale. In macchina parli molto poco, arriviamo in ospedale con largo anticipo e pian piano raggiungiamo l'edificio che ci interessa. Ti portano subito via da me, ma mi dicono di rimanere nei paraggi per essere trovata in caso di bisogno..... inizia la mia lunga attesa tra sigarette e caffè del bar interno che è nettamente superiore al caffè da 0.15 . Passano più di tre ore,a questo punto sono le 11:40 e di te nemmeno l'ombra,sei ancora nelle mani di chi dovrebbe curarti. Ricevo una chiamata dall'oncologo,che sa già tutto e mi suggerisce di partire immediatamente dopo essere usciti dall'ospedale.capisco quindi che hanno già parlato tra di loro,qualcuno lo avrà chiamato. Gli dico che ho bisogno di almeno un paio d'ore per organizzarmi le valigie,e poi prenotare un posto per dormire.Lui con estrema umiltà mi dice che ha già pensato a tutto lui...dobbiamo solo andare,basta arrivare lì entro e non oltre le 19. Ti vedo spuntare da un angolo del lungo corridoio, accompagnata da un'infermiera che mi chiede un documento,prima di consegnarti a me. Sei distrutta, ma dobbiamo partire e te lo dico subito. andiamo a casa, ti accompagno in bagno e inizio a fare le valigie. Mentre sei impegnata e non puoi sentirmi disdico il mio viaggio di lavoro,per cause di salute....non esiste che ti lascio sola lontano da casa. Avviso Francesca e Sabrina. Francesca era già nei paraggi perciò decide di passare da noi per controllarti e darti una mano così io organizzo tutto tra vestiti e documenti da portare. Sono le 13,tu mangi insieme a lei,con calma...come se fosse una giornata normale, io mi sento morire.
Un'ora e mezza dopo siamo già in macchina e tu inizi a fare domande...siamo solo io e te,perciò devo avere spalle forti per poterti rispondere. Poi ti distraggo con un po' di musica ,e così alle 16 decido di fermarci in autogrill ,perché ho bisogno di una pausa di almeno mezz'ora ne hai bisogno anche tu...sento di non farcela . Sono sola,e mi sento responsabile. Parcheggio, spengo il motore, scendo. Rimango un attimo in piedi con le mani sui fianchi ,mi concentro sul respiro per cercare di lasciar andare tutta quella tensione. Posso Immaginare cosa ci debbano dire, ma non voglio crederci. Vengo ad aprire anche il tuo sportello, e ti aiuto a scendere. Entriamo in autogrill. Prendo un caffè e un deca... Mi sento stanca,ma l'adrenalina c'è ancora. Non vedo l'ora di essere in albergo,ma allo stesso tempo voglio incontrare l'oncologo. Ti accompagno in bagno,ed entro con te perché da sola non ti lascio,sei stanca anche tu,mi dici di avere dolori forti ,e quando usciamo fuori,ci andiamo a sedere all'aperto, fortunatamente è una bella giornata. Dopo essermi assicurata che tu stai bene, mi accendo una sigaretta,e i pensieri corrono....ma non ti dico niente. Anzi,ti dico il contrario di quello che in realtà penso,rispondendo alle tue domande impaurite.
"È probabile che ti ricoverano Ba... Ti faranno delle analisi approfondite"
"come delle analisi? Che dici?io pensavo che era solo una visita e che tornassimo stanotte. E il tuo viaggio?"
"No tesoro, di sicuro non torniamo di notte. Io dormirò in albergo stanotte, tu rimarrai in ospedale. Non ti preoccupare, il mio viaggio può,deve, aspettare. Sei pronta? ...dobbiamo andare."
Saliamo in macchina,ti addormenti e io lascio andare la tensione e la paura con qualche lacrima. Alle 17:45 arriviamo in ospedale,il dottore mi aveva detto di chiamarlo subito per avvertirlo. Ci viene calorosamente incontro,salutando prima te,e poi me. Con una pacca sulla spalla e uno sguardo dolce mi chiede come sia andato il viaggio. Insieme ci avviciniamo all'accettazione con i documenti in mano. Dopo cinque minuti viene un'altra infermiera a prenderti dicendomi "stanza 7 letto 16". Lascio i tuoi bagagli a lei,qui non funziona come da noi. Qui i pazienti vengono accolti e il personale pensa alla prima sistemazione in stanza, così da alleggerire i familiari. Intanto l'oncologo mi chiede di seguirlo nel suo studio,percorriamo un corridoio lunghissimo in direzione opposta alla tua. Adoro il suo camice che si apre tipo mantello mentre cammina. Arrivati nel suo studio,ci accomodiamo, e inizia a scrivere su un foglio varie cose. Lo gira verso di me e punto per punto inizia a spiegarmi tutto. Ci ha fatto partire perchè da noi avevano visto qualcosa di nuovo, lo hanno chiamato molto allarmati e lui ha subito voluto vederci. Mi spiega che domani mattina ti verrà fatta una PET urgente. mi dice che tra poco posso vederti prima di andare in albergo. Gli confesso che ho tanta paura, lui mi risponde che è legittimo. Mi congedo con un sorriso e una stretta di mano,vengo da te e percorrendo il lunghissimo corridoio sento un gran bisogno di abbracciarti. Entro in stanza con il miglior sorriso che posso e vedendoti in quel letto mi arriva un cazzotto allo stomaco. Corro da te e ti abbraccio fortissimo. Mi guardi negli occhi ..
"Dio quanto sei stanca Ari,vai in albergo..e dormi il più possibile. Non posso vederti così stanca."
Stiamo un po' insieme,quando è l'ora vado via salutandoti con un fortissimo abbraccio e la promessa di ritrovarci il giorno dopo. Arrivo in albergo a piedi, sembra che mi stessero aspettando. Mi danno le chiavi e salgo al 3 piano, apro la porta e mi tuffo sul letto così come sono. Dopo mezz'ora mi sveglia un tuo messaggio in cui mi chiedi se sto bene. Ti chiamo,così ti tranquillizzi:
" Ciao tesoro scusa se sono sparita ma mi sono letteralmente buttata sul letto appena arrivata. Sei in vivavoce ma puoi parlare..mi sto spogliando e mi metto comoda, dimmi tutto"
"Mi ero immaginata che eri crollata dal sonno Ari... l'importante è che sei nella tua stanza .Sistema le tue cose e poi ti dico."
"puoi anche farmi compagnia se vuoi... lo sai il bagno è spettacolare?"
"Ari, devi tornare... Il dottore ti cercava e gli ho detto che stavi riposando.Ha detto che se parli giù con una in particolare, ti fanno passare anche se è fuori orario"
"Che è successo Ba? Dimmi.....! Mi rivesto e vengo da te, così ne parliamo"
20:45. Molto velocemente scendo a piano terra. 20:54 entro in ospedale. Alla reception trovo la stessa signora di oggi che mi ripete: stanza 7 letto 16.
Arrivo con il cuore in gola, tu nel letto con flebo,sondini e tanto altro. Mi avvicino,ti guardo e capisco che è davvero tutto grave come dicevano.Arriva il dottore,mi dice di seguirlo fuori dalla stanza
"dottore mi dica, che è successo?"
"Cara, quando sono stato chiamato questa mattina dal collega avevo capito che la situazione fosse grave, ma non così. I valori sono tutti sballati, domani inizierà un ciclo di antibiotici c'è un'infezione in corso. Abbiamo visto che c'è un'altra importante massa,e manca ancora la PET di domani mattina. Mi preme però che passiate del tempo insieme, quindi se vuole stanotte può rimanere qui,le dico già che domani non verrà dimessa perciò potrà sfruttare la stanza in albergo domani sera. "
"Grazie dottore, lo apprezzo molto. La ringrazio per tutta la premura che ha per noi.
"Adesso vada da lei, e riposatevi.Domani ne riparleremo. Buonanotte."mi dice con un caloroso e rincuorante sorriso.
Torno in stanza ,mi guardo intorno. ti osservo.Ti accarezzo un braccio,e ti dico che per stanotte dormo con te. Tu hai a malapena le forze per aprire gli occhi ma mi fai cenno di apprezzamento con la testa. Viene un'infermiera a cambiarti la flebo di antidolorifico..mi saluta e mi chiede se sono tua figlia,le faccio cenno di no con la testa. Le faccio un paio di domande e quando se ne va mi sdraio a letto,sfinita. Mi addormento all'istante. Tu,a pochi metri da me, immobile respiri ancora, aggrappandoti all'unica certezza che hai.