"Oggi ho incontrato quella tua ex", disse la zia.
"È felice, sai? Dice che ha tutto ciò che desidera, compresa una vita sessuale finalmene soddisfacente".
Mentre diceva queste cose seduta al tavolo della cucina, la zia si era sfilata le ciabatte sotto la sedia appoggiando le dita dei piedi sulla tomaie piegandole all'indietro.
Fin da quando ero piccolo, quel gesto mi era sempre apparso irresistibilmente arrogante, dominante e sensuale al tempo stesso.
Sebbene lo percepissi sbagliato e mi sentissi in colpa, era ancora così: avvertii immediatamente l'eccitazione crescere e noi potei fare a meno di strisciare sotto al tavolo a pancia in giù.
Succube dei piedi velati della zia e in trance per il suo shoeplay, presi a baciarle dolcemente i piedi e le ciabatte, come a implorarla di non continuare ad umiliarmi.
Lei, invece, mi incalzò crudelmente:
"Chissà cosa direbbe la tua ex, se sapesse che ti ecciti di più a strisciare sotto al tavolo a baciare i piedi e le ciabatte della zia, che a scopare giovani fighette. Capisco perché ti ha lasciato".
Non potei resistere: incominciai a muovere il bacino su e giù contro il pavimento, ebbro di colpevole e morboso piacere, finché venni nelle mutandine, travolto da un violento orgasmo.

















