Lo tirò fuori dal locale e si appoggiò al muro esterno, guardandosi intorno nervosamente. Il fresco della sera pizzicava la pelle, anche se erano in piena estate. Lui con la maglietta nera a maniche corte, lei con quel vestitino a fiori leggero.
- Cosa devi dirmi? - chiese lui a metà fra il sorpreso e l'indignato - pensavo che ormai mi avessi detto tutto. Lo sai che devo tornare dentro e continuare a lavorare.
Lei lo fissò di sotto in su, senza parlare, poi abbassò lo sguardo fissando le sue braccia, poi ancora in giù, fino alle sue mani.
- Sei stata tu a chiudere, no? Hai detto che dovevo lasciarti stare.
- L'ho fatto per te, lo sai - si costrinse a rispondere.
- No che non lo so. Secondo me avevi solo paura, fin dall'inizio.
- Può essere, - sussurrò lei e poi si interruppe.
Lui sospirò girando lo sguardo, poi tornò a fissarla e si avvicinò di un passo.
- Che cosa mi vuoi dire? - la sua voce aveva un tono sommesso, più gentile adesso.
- Volevo solo dirti che...forse mi sono sbagliata. Cioè, non so se mi sono sbagliata, ma di sicuro mi sono resa conto che...
Si bloccò, trattenendo quasi il respiro. Lui si era fatto più vicino e stava appoggiando lentamente la sua mano tra l'orecchio e il collo di lei.
- Perché ti fermi? Continua...
- Pensavo che ti avrei fatto stare male se avessi ceduto e avessi deciso di stare con te. Adesso continuo a pensarlo, ma ho realizzato che non riesco a...
Si era avvicinato ancora, poteva sentire il suo profumo e con il pollice le stava accarezzando delicatamente il labbro inferiore. La stava fissando con gli occhi pieni di una dolcezza disarmante, ma che scintillavano anche di soddisfazione.
- A starti lontana. Non...non ci riesco.
Si avvicinò alle sue labbra e lei smise letteralmente di respirare. Sarebbero mancati due millimetri.
- Anche io non ci riesco.
Si allontanò all'improvviso e rientrò dentro al locale, lasciandola senza fiato e stordita. Si prese un secondo per schiarirsi la mente: respirare, doveva respirare. Si affacciò al locale e lo vide di nuovo dietro al bancone, sorridere a due clienti e asciugare un bicchiere. Versò due shots e tornò fuori da lei. La risospinse lentamente nel punto in cui erano prima e le prese la testa tra le mani, giocando con i suoi capelli.
- Sei rossa, confusa e bellissima.
Lei non aveva più voce per rispondere, solo lo guardava con tutte le sue forze.
- Non hai idea dell'effetto che mi fai - continuò lui.
Lei aprì la bocca per tentare di dire che secondo lei era vero il contrario, ma lui bloccò ogni suo tentativo con un bacio lentissimo e delicato che le fece perdere completamente ogni ombra di lucidità e le azzerò la mente. Non esisteva più niente, solo le sue labbra.
Adesso non poteva più scappare.
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